Vini di Puglia

 

      C’è una frase pugliese che mette in evidenza l’amore e la considerazione che gli abitanti della Puglia hanno per la loro terra: questa meravigliosa California italiana “Se Parigi   avesse lu mere, sarebbe una piccola Bere.      Puglia! Immenso orto, uliveto, granaio; dolce e calda genitrice di vigne dalle quali nascono generosi e possenti vini. Molti e molti anni fa nonno Bernardo, oste in quel di Gerenzano e poi in Milano, diceva che i vini pugliesi sono anche medicina e cibo. Medicina per altri vini del nord bisognosi di colore, alcol e zucchero; cibo per coloro che dovevano sopperire con un vino generoso alla scarsità di calorie di alcuni alimenti.

      VINI BIANCHI

  betti con vini da invecchiamento       BIANCO DI LOCOROTONDO (uve Verdeca e Alessano) : colore bianco acqua o verdolino secondo la per­centuale di Alessano o Verdeca; odore vinoso, equilibrato, gradevole, gusto neutro; ottimo per tagli e nella preparazione dei vermut pregiati; ben invecchiato ottimo vino da pesce. Tenore alcolico 12-13°. Va ser­vito a 8-9°C.

         BIANCO DI MARTINA FRANCA (uve Verdeca e Alessano): dice il Miali:. vino dal profumo delicato, gradevolmente vinoso, secco, nervoso, si presta a moderato invecchiamento. Tenore alcolico 11-11,5°. È consigliato come vino da pesce e da «ciambotto» (zuppa di pesce alla maniera pugliese). Va servito alla temperatura di 10-12°C.

         BIANCO DI SANSEVERO (uva Bombino): colore paglierino chiaro, limpidissimo, lieve profumo di gelsomino, gusto franco, armonico, secco, adatto all’invecchiamento moderato; occorre usare particolari cure nella vendemmia in quanto una eccessiva maturazione nuoce alla finezza del prodotto. Di buona alcolicità (12-12,5°), è considerato ottimo vino da pesce e antipasti magri. Servire a 10°C.

         BIANCO DI OSTUNI (uve Francavid-da, Verdeca, Pagadebìto): colore giallo paglierino, profumo non pronunziato, secco ma gentile, franco, di buona alcolicità (12-13°); ottimo vino da pasto. Servire a 10-12°C.

         VERDECA DI GRAVINA (uve Verdeca e Greco): vino dal colore bianco acqua-verdolino, di finissimo profumo e dì sapore delicatamente amarognolo, ben strutturato, armonico e morbido; elegante e finìssima « grana » che gli conferisce brio e vivacità; eccellente vino aperitivo e fuori pasto; di buona alcolicità (12°). Va servito alla temperatura di 12°C.

VINI ROSATI

         I vini rosati di Puglia sono tra i migliori prodotti in Italia per la loro qualità organolettiche; per le loro qualità merceologiche vengono esportati e sono molto apprezzati dai commercianti e dai consumatori. Si producono con uve Bombino nero, uva di Troia e Montepulciano, i cui mosti fermentano senza venire a contatto con le vinacce. Cerato, Ruvo di Puglia, Andria sono i centri di produzione di questi finissimi vini dal colore rosato.

         ROSATO DI CORATO (uve Malvasia, Bombino Nero ecc.): è un vino dal delicato profumo di frutta matura, secco e gentile, di particolare morbidezza, invitante e leggero di corpo; non si presta all’invecchiamento. Nei mesi estivi è eccellente vino da tutto pasto; ottimo sulle fettuccine al ragù e in genere sulle minestre di una certa consistenza. Di buon tenore alcolico (11,5-13°); servire a 13-14°C.

        ROSATO DI CONVERSANO: praticamente il fratello gemello del Rosato di Corato

        ROSATO DI COPERTINO O CIGLIANO ROSATO (uve Malvasia e Negro Amaro): il mosto ottenuto con la leggera torchiatura di dette uve si lascia fermentare per alcuni giorni fuori dal contatto delle vinacce. È un ottimo vino per zuppe dì pesce, minestre paesane, salumi affumicati. Di buona gradazione alcolica (11,5-12,5°). Servire a 13-14°C. I rosati salentini, generosi (14 gradi alcolici) e di buon corpo, sono ottimi sui salumi saporiti ed eccellenti sulle zuppe di pesce particolarmen­te saporite.

VINI ROSSI

        ROSSI DI ANDRIA, CORATO, CON­VERSANO (le medesime uve dei Rosati): i rossi di queste zone della Murgìa hanno colore rosso rubino, sapore asciutto, armonico, giusta­mente tannico, buon corpo, profumo delicato e sfuggente, buona struttura che li fa migliorare dopo l’invecchiamento e li pone fra i vini pregiati d’arrosto di carne bianca. Buon tenore alcolico (12,5-13°); servire a 18-2CTC.

        ROSSO DI CERIGNOLA (uve Montepulciano, Alleante, Troia, Barbera), il più «nordico» per finezza, armonicità e bouquet; ha un bel colore rosso rubino, con profumo delicato e intenso, sapore asciutto, pieno, armonico. Dopo due-tre anni di invecchiamento acquista particolari pregi che ne fanno un eccellente vino d’arrosto. Gradazione alcolica 12,5-13,5°; servire a 19-20°C.P

        PRIMATIVO DI SAN MICHELE, DELFIA ecc. (uva Primativo e in piccole quantità vitigni locali): rosso cupo-violaceo, pieno, generosissimo; quando è razionalmente prodotto e in­vecchiato acquista gradevole profumo e gusto piacevole, tanto da meritare gli onori della bottiglia. Vino austero da arrosti di carni rosse. Tenore alcolico 15-16°; servire a 18°C.

        MANDURIA: vale il medesimo discorso fatto per il Primativo.

        SQUINZANO (uve Malvasia Nera e Negro Amaro): date le sue caratteristiche merceoìogiche (alta gradazione, estratto secco, colore rosso violetto, sapore franco e vinoso) viene particolarmente ricercato da commercianti e industriali. Di buon tenore alcolico (13,5-14°), di particolare finezza e di gradevole sapore, affinato merita di essere portato all’onore della bottiglia. Servire con piatti di selvaggina a 17-18°C.

     ROSSO APULI A (uva Negro Amaro): colore rosso rubino chiaro, di buona stoffa, generoso (13,5° alcolici), vellutato, con profumo di goudron. È un vino da selvaggina o arrosti di carni rosse. Servire a 17-18°C.

       Ottimi i vini rossi del Salente destinati alla bottiglia quali vini superiori per arrosti di carni rosse e selvaggina. Ricordiamo infine gli altri noti vini da taglio e mezzo taglio, quali il Barletta, il Trani, il Primativo di Gioia.

Adriano Romano

 

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