cagnolino vaccinatoAmici animali. Le vaccinazioni stimolano la produzione di anticorpi

La vaccinazione regolare degli animali domestici è il principale strumento di protezione nei confronti di diverse malattie infettive che potrebbero avere conseguenze gravi sulla loro salute. Alla nascita, la protezione immunitaria dei neonati è affidata interamente agli anticorpi contenuti nel latte materno.

Con il tempo, il contenuto di anticorpi nel latte materno diminuisce e i neonati diventano maggiormente vulnerabili alle malattie virali o batteriche. E in questo momento che bisogna intervenire con la vaccinazione per stimolare il sistema immunitario del cuccioio, che così sarà in grado di difendersi autonomamente dalle malattie infettive.

Il vaccino è una preparazione che contiene gli agenti patogeni per i quali si vuole ottenere la protezione in forma inattiva; in tal modo il sistema immunitario potrà in seguito riconoscere il patogeno (o meglio i suoi antigeni) e reagire prontamente ad esso (virus, batterio, protozoo) producendo anticorpi in grado di respingere l’infezione. Il vaccino,però, deve essere sempre inoculato a un soggetto sano abituato a un cibo sano.

Quindi, prima della vaccinazione, è fondamentale che l’animale venga visitato da un medico veterinario che ne attesti il perfetto stato di salute.

Oltre ad aiutare l’animale a mantenersi in salute, la vaccinazione previene la diffusione della malattia infettiva, a vantaggio dì tutta la popolazione animale. La vaccinazione è la misura preventiva più importante per la riduzione dell’incidenza delle malattie infettive, in taluni casi (per es., il vaiolo dell’uomo) consentendo il loro debellamento.Fido si fida e mangia

Piano di vaccinazioni del cane

II primo intervento vaccinale nel cucciolo si esegue a 6-8 settimane di vita, con immunizzazione contro parvovirosi, cimurro, leptospìrosi, epatite ed eventualmente parain-fluenza (o tosse dei canili). Il richiamo vaccinale è previsto dopo 3-4 settimane.

Fino al termine del ciclo di vaccinazioni, è opportuno seguire alcuni accorgimenti: non lavare i cuccioli, evitare il contatto con soggetti non vaccinati, limitando quindi il libero accesso dell’animale a luoghi pubblici come aree cani o parchi.

I vaccini stimolano la produzione di anticorpi da parte del sistema immunitario dell’animale, ma questa azione si riduce progressivamente nel tempo. E’ pertanto necessario provvedere a interventi vaccinali di richiamo eseguiti con regolarità.

Di norma, quasi tutte le vaccinazioni ri­chiedono un richiamo annuale. Nel caso della leptospirosi, è consigliabile effettuare richiami più frequenti (per es., semestrale) laddove sussìsta un rischio di contrarre la malattia.

Parvovirosi: La parvovirosi canina (Parvovirus cariino tipo II), è una delle più gravi malattie infettive del cane. Esordisce improvvisamente con la comparsa di vomito e di diarrea (anche emorragica) che conducono rapidamente a disidratazione, collasso e morte nel cucciolo entro 24 ore.

Epatite infettiva L’epatite infettiva canina, causata da Adenovirus con/no tipo I, è una malattia che colpisce il fegato. Le forme acute possono causare la morte del cane entro 24-36 ore. I soggetti sopravvissuti alla malattia possono fungere da serbatoi del virus e diffonderla ad altri cani. Nei canili è tipica la morte improvvisa dei cuccioli, mentre rara è la mortalità nell’adulto.

Cimurro E una grave malattia infettiva di origine virale IMorbillivirus). Può essere contratta tramite il contagio diretto da un soggetto infetto sia tramite materiali biologici infetti (saliva, feci, urina, ecc.j. La mortalità è alta e nell’animale che ha superato questa malattia si riscontrano spesso fenomeni neurologici permanenti (epilessia, convulsioni, paralisi, cecità).

Leptospirosi Si tratta di una malattia infettiva di origine batterìca, prodotta da diversi tipi di leptospira (Interrogans: sierogruppi Canicola, Icterohaemorrhagiae-Copenhageni Ausìralis-Bratislava e Kfrscfineri sierogruppo Grippotyphosa-Dadas). I roditori, fungendo da serbatoi, eliminano le leptospire con le urine. La leptospirosi può essere trasmessa all’uomo (zoonosi).

Bronchite infettiva o Parainfluenza La malattia conosciuta comunemente come “tosse dei canili” è un’affezione respiratoria multifattoriale, molto contagiosa, frequente in canili, pensioni, allevamenti e rifugi per animali. Trai principali virus e batteri, ci sono il batterio Bordetella bronchiseptica e il virus della Parainfluenza.

Rabbia La rabbia è una malattia virale (Lyssavirus) che può essere trasmessa all’uomo (zoonosi) attraverso il morso e il graffio di animali infetti. La vaccinazione antirabbica è obbligatoria se si vuole andare con il proprio animale all’estero, ma anche in alcune regioni italiane (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, alcune zone del Veneto e Sardegna). La vaccinazione antirabbica può tuttavia essere consigliata dal veterinario anche in altre zone.

Piano di vaccinazioni del gatto

II primo intervento vaccinale è previsto a 8-9 settimane di vita, con immunizzazione nei confronti di panleucopenia felina e di alcune malattie respiratorie (Calicivirus felino, Her-pesvirus felino). Una seconda iniezione va fatta dopo 3-4 settimane dalla prima.

Sono poi necessari richiami annuali, A seconda della localizzazione geografica, ambiente locale o stile di vita del gatto, si consiglia di vaccinare il soggetto anche contro la FeLV (Virus della Leucemia Felina) e la clamidiosì (Chlamydia felis).

Ciò è particolarmente importante per i gatti che vivono all’aperto o nei gattili, essendo in questi casi il rischio di con­tatto con animali malati o portatori sani elevato.gattino vaccinato

VACCINAZIONI DEL GATTO

Panleucopenia felina, Leucemia felina   Malattierespiratorie feline

La panleucopenia infettiva felina (Parvovirus felinoj è una delle malattie infettive più pericolose per i gatto. Comune nei gatti giovani, è caratterizzata da un decorso acuto e da un alto tasso di mortalità.

Il virus della leucemia felina (FeLV) si trasmette principalmente attraverso il contatto con un gatto infetto (mediante la saliva o altri fluidi organici). Il rischio di infezione aumenta quando più gatti vivono sotto lo stesso tetto. I gatti giovani sono più sensibili, ma il virus della FeLV può colpire i gatti di qualsiasi’età, razza e sesso.

Si consiglia di rivolgersi al proprio medico veterinario per ogni aggiornamento relativo agli obblighi vaccinali e per capire quale piano vaccinale sia il più adatto al proprio animale a se­conda dello stile di vita, allo stato di salute ed età di quest’ultimo.

Esistono due forme dì questa malattia, una causata da Herpesvirus e l’altra da Calicivirus. I sintomi possono essere costituti da tosse, starnuti, febbre; nel caso del Calicivirus possono comparire ulcere linguali. Un gatto guarito da queste infezioni può diventare un portatore asintomatico, in grado di trasmettere la malattia ad altri gatti.

Veterinaria \ di Stefano Corbetta, Medico Veterinario. In collaborazione con ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

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