Una vaccinazione naturale dalle api

Api nutrici attorno alla regina      Al momento della riproduzione, l’ape comune trasmette alla prole una proteina, detta vitellogenina, legata a frammenti di batteri patogeni che consentono al sistema immunitario dei piccoli di affrontare immediatamente un’eventuale infezione che potrebbero contrarre dopo la nascita. Questa sorta di vaccinazione “naturale” che potrebbe essere sfruttata per difendere sia le popolazioni di api, minacciate da una grave moria, sia altri insetti, anfibi e rettili.

       Sopra, ape regina circondata dalle nutrici: sotto, ape bottinatrice al lavoro con le “sacche” laterali già piene di nettare

Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell’Arizona State University e dell’Università di Helsinki, guidati da Heli Salmela, che firma un articolo sulla rivista “PLOS Pathogens”.ape operaia al lavoro
    “Il processo grazie al quale le api trasmettono l’immunità alle larve è sempre rimasto un mistero: ora abbiamo scoperto che il veicolo è il più semplice che si possa immaginare: il “cibo” delle api, ha spiegato Gro Amdam. “La nostra incredibile scoperta è resa possibile da 15 anni di ricerca sulla vitellogenina”.
       In una colonia di api, la regina lascia raramente l’alveare, e le operaie, in particolare le foraggiatrici, devono procurarle il cibo raccogliendo polline e néttare nell’ambiente. Con il foraggiamento, le api possono essere infettate da alcuni patogeni, che si trasmettono poi alla pappa reale, il cibo prodotto appositamente ed esclusivamente per la regina. Una volta ingeriti, i patogeni raggiungono il corpo grasso dalla regina, l’equivalente del fegato per l’organismo delle api.
Ape operaia durante la raccolta del polline.

     La scoperta della proteina chiave per la trasmissione alla prole dell’immunità alle malattie apre la strada allo studio di vaccini per contrastare la moria mondiale di questi insetti (Credit: Cristofer Bang). Al momento della riproduzione, alcun frammenti dei batteri si legano a una proteina, la vitellogenina, che viene trasmessa attraverso il sangue alle uova in fase di sviluppo. Grazie a questo processo, la discendenza risulta vaccinata: il sistema immunitario dei piccoli è già preparato ad affrontare le malattie che troverà nell’ambiente appena dopo la nascita.
       Questo meccanismo di trasmissione dell’immunità è stato documentato da Salmela e colleghi sia per il comune batterio Escherichia coli sia perPaenibacillus larvae, l’agente patogeno della peste americana, una delle più gravi malattie ch  possono colpire le api: una volta infettato un alveare, l’unica soluzione è incenerire tutto per evitare il contagio, che è pericoloso anche per l’uomo.

       Il risultato apre ora la strada ad un modo semplice per creare in laboratorio i primi vaccini per insetti, il cui stato di salute ha anche un forte impatto sugli esseri umani. Si calcola per esempio che il 35 per cento della produzione globale di cibo dipenda dagli insetti impollinatori, le cui popolazioni stanno diminuendo in tutto il mondo per effetto dei pesticidi, dei patogeni e dei problemi di approvvigionamento di cibo.

 

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