Il dramma iniziato in Medio Oriente nel 2011, con le primavere arabe, che lo ha sprofondato nel caos e in sanguinose lacerazioni, è una area Antico luogo di culto cristiano in Irandell’ex-impero Ottomano (Libano, Tur­chia, Siria, Giordania e  Israele) che ha radici culturali comuni molto antiche, visibili nella vita quotidiana. Tra l’altro, in tutta l’area per insaporire la piccola pizza mediorientale all’olio, chiamata manakish, o per speziare pani, carni e verdure e anche per aro­matizzare il labne  (uno yogurt cremoso) si usa la stessa miscela di spezie, lo za’atar (una mistura di spezie tradizionalmente composta da timo, se­samo e sale, ma la cui composizione può anche prevedere origano, cumino, semi di finocchio).

  VOX POPULI. Nella cucina in Libano si crede che queste droghe rafforzino il corpo e la mente, perciò i bambini sono incoraggiati a mangiare cibi insaporiti con za’atar (un sandwich aromatizzato allo za’atar  è una colazione tradizionale prima di un esame). Ciò non è del tutto infondato, perché il costituente principale di questa miscela è considerato un’erba officinale: il timo.

  BACKTOSCHOOL. L’olio di Timo è un energizzante a livello mentale.studentessa che si prepara per un esame Secondo l’aromaterapia, in breve la disciplina che studia gli effetti dei profumi sulla salute, il Timo ha l’effetto di indirizzare la capacità psichica, a favore del raziocinio. Secondo questo approccio bisogna utilizzare il Timo quando vogliamo favorire una forte lucidità di mente piuttosto che l’attività intui­tiva o uno sforzo spirituale. Questa proprietà particolare dei Timo può aiutarci quando torniamo al lavoro dopo un bel periodo di vacanze, quando è dura riprendere le occupa­zioni quotidiane: ci aiuterà a ritrovare la capa­cità di concentrarci. Utile anche per i ragazzi che ritornano a dedicarsi agli studi a chi tende troppo a fantasticare, per “tornate con i piedi per terra”. Basteranno poche gocce di olio di Timo nel bagno al mattino (o alla sera) o semplicemente inalarne una goccia versata su un tessuto, per ottenere aiuto. Questo utilizzo del timo ci ricorda quello che ne facevano gli antichi filosofi romani che ne bevevano infusi prima di dedicarsi agli studi, attribuendogli la capacità stimolare la memoria.

  PRENDILO PER LA GOLA. Appartiene alla famiglia delle labiate (è timo aureoquindi parente di altre erbe profumate: menta, lavanda, rosmarino) e fiorisce tra maggio e ottobre emanando un odore fine e gradevole, che lo caratterizza. E il momento in cui la sommità della pianta viene tagliata, per farne un fitoterapico o estrarre l’olio essenziale. Il Timo contiene diversi principi attivi (tra cui il più importante si chiama timolo, un antibatterico) che lo rendono molto utile nella cura dei malesseri alle prime vie respiratorie. La proprietà più importante del Timo è sicuramente l’azione curativa contro la tosse in generale (anche la pertosse o tosse asinina), per le sue capacità di bloccare lo spasmo. E utilissimo contro la tosse grassa perché ha anche un’azione espettorante. In generale, per la sua azione antisettica e balsamica è consigliabile anche in caso di bronchite, acuta o cronica. molto amara.

  UN PO’ DI STORIAII timo è una pianta arbustiva perenne, alta fino a circa Medio Oriente: egittomezzo metro, con fusto legnoso nella parte inferiore, molto ramificato, che forma ce­spugli compatti. Cresce spontaneo soprattutto in prossimità del mare, ma anche in terreni aridi, sassosi e soleggiati di montagna e di pianura, ha una lunga storia alle spalle. Il nome generico thymus deriva etimologicamente dal termine greco “thymos“, che designava il principio della vitalità, il respiro e, metaforicamente, il cuore, secondo i Greci organo della respira­zione e sede dell’ira, del coraggio e dell’ardore. L’attributo “thymos” indica un’esalazione di fumo (durante le funzioni religiose si bruciavano rametti di timo), ma anche il vigore fisico e il coraggio che la pianta può infondere, dato che gli antichi Greci ritenevano che il suo aroma apportasse queste due virtù eroiche, tanto che i soldati tonificavano il loro corpo lavandosi con acqua di timo e bevevano tisane per rinvigorire il loro animo. Gli Egizi utilizzavano il timo per preparare unguenti per l’imbalsamazione, pensando che l’anima dei defunti potesse risiedere nei suoi fiori. Questo è attualmente spiegabile per la presenza, nel timo, di olii essenziali in grado di impedire la putre­fazione e la proliferazione batterica. Gli antichi Greci amavano consumare il miele che le api producevano visitando la pianta, dando da bere agli invitati dei loro banchetti, prima del pasto, una coppa di vino aromatizzato con miele al timo ed altri ingredienti. Anche i Romani sfruttavano le sue proprietà antisettiche per conser­vare derrate alimentari, per purificare l’aria negli ambienti chiusi, per aromatizzare cibi e for­maggi e bruciavano la pianta, credendo che i fumi avrebbero tenuto lontano gli scorpioni. Plinio lo raccomandava come antidoto per le morsicature e il mal di testa, scrivendo: “per il mal di testa un decotto preparato in aceto e timo, viene applicato sulle tempie”.

mente

Leave a Reply
Your email address will not be published.
  • ( will not be published )