Aceto di mele per disturbi respiratori e articolari 

 

Apparato respiratorio

Alle proprietà antibatteriche dell’aceto di mele abbiamo accennato più volte in queste pagine. Vediamo ora come può essere impiegato con successo in alcuni disturbi dell’apparato respiratorio.

aceto di mele in caraffa

Asma

Non affronteremo certo qui le problematiche connesse ai diversi tipi di asma, che richiedono ovviamente diagnosi e rimedi specifici.

Tra i possibili interventi che possono essere messi in atto per affrontare l’attacco di asma vi è comunque il ricorso all’aceto di mele: bere spesso un sorso d’acqua e aceto di mele, nella misura di 2 cucchiaini in un bicchiere, può essere di grande aiuto.

Forma allergica che non deve essere presa sottogamba e le cui cause possono essere molteplici. Esistono ottime cure naturali che hanno un certo successo nel risolvere il problema e anche l’aceto di mele può fare la sua parte: 2-3 bicchieri d’acqua con aceto di mele e miele, ogni giorno, possono essere un buon coadiuvante nella cura.

Come prevenzione è consigliabile cercare di rinvigorire il fisico, migliorare il metabolismo e aumentare le capacità naturali di autodifesa: esercizio fisico, dunque, una sana alimentazione, diminuzione dello stress ecc.

Raffreddore

Il raffreddore non è certo una grave malattia, anche se può provocare diversi disturbi e compromettere la nostra vitalità. Invece di far ricorso ai rimedi proposti dalla infinita gamma di prodotti chimico-farmaceutici che vanno per la maggiore al primo starnuto o intasamento di naso, si può ricorrere all’aceto di mele.

Esso ha la capacità di aumentare, sempre, le nostre difese e, se associato al miele e a vitamina C di fonte naturale, può contribuire ad abbreviare il decorso del disturbo. Una bevanda adatta al caso si può preparare con acqua acidulata con aceto di mele nella quale aggiungere un po’ di miele o polline: sono consigliabili 2-3 bicchieri al giorno.

Nella cura del raffreddore può rivelarsi efficace il ricorso all’inalazione di vapori d’aceto di mele caldo, che hanno il potere di liberare quasi subito le narici e lasciarle libere per diverse ore.

Comunque, a ben vedere, in caso di raffreddore, la cosa migliore da fare è quella di non preoccuparsi e con pazienza cercare di capire dove possiamo intervenire, magari nell’alimentazione, per evitare il ripetersi dell’attacco.

Tosse e laringite.

Le proprietà antibatteriche e antinfiammatorie dell’aceto di mele sono provvidenziali anche nel caso di tosse e laringite. In questi casi è consigliabile una bevanda piuttosto forte, ottenuta mescolando 4 cucchiaini d’aceto di mele in un bicchiere d’acqua, magari con l’aggiunta di propoli, altro elemento dalle notevoli proprietà antibatteriche.

Con questa mistura si sciacqui accuratamente la cavità orale effettuando dei gargarismi e quindi la si deglutisca lentamente. L’operazione può essere ripetuta ogni mezz’ora, se si ha la possibilità di farlo, sino a quando l’irritazione si attenui.

La cura andrebbe poi continuata per un paio di giorni, quattro volte al giorno, particolarmente al mattino a digiuno e la sera.

Artropatie

L’impiego dell’aceto di mele nella cura dei disturbi articolari è ormai proverbiale, soprattutto in altri Paesi, come Stati Uniti, Svizzera, Germania, dove questa semplice terapia viene da anni prescritta da diversi medici con ottimi risultati.

Il processo per il quale, con l’avanzare degli anni, si determina una certa rigidità articolare, particolarmente alla spalla, al ginocchio, alla mano, alle dita e al polso, accompagnata a volte anche da un deposito di calcio nelle giunture o da progressiva decalcificazione delle ossa, è diffuso non solo tra gli uomini, ma anche tra gli altri animali.

Le cause del suo manifestarsi possono essere molteplici, correlate a errori alimentari ma anche a sedentarietà, infezioni ecc. Un modo efficace di intervenire per bloccare o rallentare il processo può essere sicuramente quello di migliorare il metabolismo del calcio.

Chi cominciasse ad avvertire un certo indolenzimento delle articolazioni non dovrebbe dunque trascurare di bere, alla sera prima di coricarsi, un bicchiere d’acqua con un paio di cucchiaini d’aceto di mele e un cucchiaio di miele.

Questo piccolo accorgimento può essere determinante per impedire il depositarsi di calcio nei tessuti e nei legamenti. Anche la comparsa di crampi muscolari dovuti a sforzo prolungato possono essere attribuiti a uno squilibrio nel metabolismo del calcio.

Ecco perché, anche in questo caso, il ricorso all’aceto di mele può essere consigliato con successo: le sue capacità riequilibranti apporteranno un sollievo pressoché immediato. Consumato in bevande o come condimento potrà contribuire anche alla scomparsa di crampi muscolari not­turni ricorrenti.

Asteniaaceto di mele

L’astenia si manifesta con stanchezza, spossatezza, mancanza di vitalità e coraggio, talvolta in forme blande, talvolta in forme più marcate. Può accompagnarsi a calo di memoria e a insonnia.

Essa può insorgere per diversi motivi: insufficienza di apporti alimentari, infezioni croniche, malattie del sangue, disturbi endocrini, affezioni acute febbrili ecc.

È sicuramente utile un’alimentazione ricca di vitamine e di oligoelementi (in omeopatia si consiglia il ricorso all’associazione manganese-rame-cobalto) e in tale quadro anche l’aceto di mele può svolgere una sua impor­tante funzione: un bicchiere d’acqua con un cucchiaino d’aceto di mele e un cucchiaio di miele, preso da tre a sei volte al giorno, può essere un buon coadiuvante.

In presenza di insonnia sarà bene assumere la bevanda particolarmente alla sera, al momento di coricarsi: essa potrà essere sorseggiata anche durante la notte.

Affaticamento

Sono diversi i sintomi che possono segnalarci l’eccessivo affaticamento, la perdita delle riserve di vitalità ed energia: dall’accresciuto nervosismo, spesso sfogato sulle persone a noi più vicine, alla stanchezza anche al mattino appena svegli, alla difficoltà di concentrazione.

È questa una situazione nella quale si accresce la facilità di contrarre infezioni o altri disturbi, a volte interpretati anche come veri e propri segnali che dovrebbero spingere a darci una “regolata” e a staccare da un ritmo probabilmente eccessivo per il nostro equilibrio psicofisico.

Un buon coadiuvante nel tentativo di superare la crisi può essere costituito dall’aceto di mele assunto sia come “rimedio interno”, associato a un’opportuna alimentazione in cui sia presente miele vergine, sia come “trattamento esterno”. Da questo punto di vista possono risultare utili i lavaggi o le spugnature con acqua e aceto di mele.

Mal di gola

II fastidioso mal di gola può essere risolto bevendo qualche sorso da un bicchiere d’acqua in cui sia stato aggiunto 1 cucchiaino d’aceto di mele e miele.

Se la gola è molto infiammata, può risultare utile anche un impacco freddo eseguito alla sera. Possono essere di conforto anche gargarismi praticati con acqua e aceto di mele.

Raucedine

Anche In caso di raucedine può essere di aiuto ricorrere a gargarismi con aceto di mele: se ne può aggiungere un cucchiaino a un bicchiere d’acqua, bevendo anche un po’ del liquido che si utilizza. Le applicazioni possono essere ripetute ogni ora e poi diradate quando il disturbo si fa meno fastidioso, mantenendole però per un paio di giorni dopo la scomparsa dei sintomi.

Il gargarismo può risultare ancor più efficace se l’aceto di mele e il miele vengono aggiunti a un infuso tiepido di salvia (30 g di foglie ogni litro d’acqua). La miscela può anche essere bevuta, ma in tal caso con la salvia provvedete a preparare il decotto (1 cucchiaio di foglie ogni 250 mi d’acqua) in modo da rendere più digeribili gli oli essenziali.

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