segue: “La farmacia del buon Dio, a volte fa miracoli”

“MELISSA (Melissa  Hofficinalis). (a sinistra)

Dobbiamo agli antichi medici arabi la valorizzazione di questa pianta gentile, dal delicato profumo. Furono loro a chiamarla « euforizzante », e a cominciare a considerarla buon coadiuvante del funzionamento del sistema nervoso, rilassante, preziosa per sbloccare stati angosciosi, ansie, mali di testa. Gli insegnamenti degli arabi furono ereditati dai monaci cristiani ancora oggi l’« acqua di melissa » preparata da carmelitani, costituisce un rimedio noto e usato. In alcune erboristerie troverete l’acqua di melissa già pronta; se volete provvedere direttamente preparate un decotto con una piccola manciata  foglie secche per un 1 litro d’acqua distillata. Teniamo presente quindi la melissa contro le emicranie, contro le crisi nervose l’ansia, ma non tentiamo però di ricavarne anche l’impossibile, come faceva Giulio Cesare che ogni sera si strofinava tenacemente la « pelata » con quest’erba nella speranza, rimasta vana, di farsi ricrescere i capelli.

TIGLIO (lillà  platyphyllos)

Fino a poco tempo fa, nelle campagne scandinave, una pianta di tiglio « faceva da guardia » alla casa: sentinella e portafortuna, il tiglio assicurava prosperità e bambini numerosi, purché nessuno ne strappasse nemmeno una foglia. È una pianta eccezionalmente longeva, può raggiungere persino i mille anni (e pare che nell’Europa centrale esistano degli esemplari anche più antichi). I fiori, essiccati all’ombra, sono molto usati come blando rinfrescante, ma soprattutto come calmante nelle irritazioni delle prime vie aeree, nella tosse di gola. Queste proprietà benefiche sono state riconosciute soltanto a partire dal Settecento; fino a quell’epoca si utilizzava soltanto la corteccia dell’albero, che veniva adoperata per curare le malattie degli occhi. Un infuso di tiglio alla sera è un ottimo rilassante naturale

fiore di malva

fiore di malva

MALVA. Per quanto oggi possa sembrarci strano, l’umile malva, così nota e universalmente usata come mezzo antiinfiammatorio, era abbondantemente usata in cucina dai romani (Cicerone ne era così ghiotto da farne più vol­te indigestione…). Le sue proprietà medicamentose sono molteplici: la mal­va è ricca infatti di tannino, glucosio, ossalato di calcio, vitamina A, B e C. Dell’utilità di questa pianticella era convinto assertore, per esempio, Carlo Magno, che ne aveva imposto la coltivazione negli orti di proprietà imperiale. Abbinata ad altre erbe, è alla base di numerosi decotti della salute e tisane della fe­licità. Dovendo scegliere tra le sue varie virtù terapeutiche, prenderemo come base la sua pro­prietà più evidente, che è quella di ottimo decongestionante, adatto a combattere gli stati infiammatori di ogni genere, dal mal di denti ai postumi delle ferite.

BIANCOSPINO. (Craiaegus oxyacantha). Fantasticato come fiore dell’immortalità in tempi molto antichi

fiore di biancospino

fiore di biancospino: Una curiosità: nelle regioni del basso Danubio le bacche del biancospino vengono essiccate e ridotte in farina, con la quale si confeziona una specie di schiacciata, ritenuta una ghiottoneria.

(il biancospino è citato nell’epopea di Gilgamesh, l’eroe mitico dei Sumèri), noi lo conosciamo sem­plicemente come delicato ornamento delle siepi nei mesi di primavera, ma ignoriamo forse che i suoi fiori essiccati sono un ottimo cardiotonico: sostiene il cuore e lo rinforza, è utile anche contro i disturbi delle vene varicose e le affezioni dell’aorta. Una prerogativa importantissima: come tonico cardiaco il biancospino non da origine a nessun accumulo e può quindi essere somministrato per cure a tempi molto lunghi. Un buon infuso serale può essere utile anche contro l’insonnia, e contro l’ipertensione in genere. 

arancio amaro

(Citrus aurantium,). Sicuramente portato dagli Arabi (anche se non si sa con esattezza quando), è fratello dell’arancio dolce, ma di quest’ultimo più profumato, con glie più scure e ti di un arancione più carico. Dai fiori, raccolti prima che si schiudano, viene estratta una famosa essenza, chiamata « essenza di Neroli ».

(Citrus aurantium, varietà   amara). Occupiamoci per ora solo delle bucce che, tra l’altro, entrano a far parte di molte ricette per bevan­de toniche, amare o li­quorose. Dal punto di vista delle proprietà me­dicamentose, l’infuso di bucce di arancio amaro si raccomanda come eccellente digestivo, ottimo per «sistemare » le digestioni pigre e lente, un vero amico dello stomaco e delle sue funzioni.

 

ramo di eucalipto

Ramo di eucalipto.Tra la flora mediterranea (è infatti originario dell’Australia), l’eucalipto ha grande fama di nemico della malaria, e per questo è stato insediato abbondantemente nelle zone un tempo paludose. Non è che, come si crede, il profumo dell’eucalipto tenga lontane le zanzare: la pianta è utile nelle zone in cui l’acqua ristagna perché le sue radici sono idrovore  cioè pompano una quantità incredibile di acqua e prosciugano il terreno. Di fusto altissimo (da noi non supera in genere i 30 m, mentre nella terra d’origine tocca frequentemente i 150-160 m), viene utilizzato in erboristeria solo per le foglie, che vengono raccolte ancora giovani, quando ancora non si sono incurvate. L’infuso d’eucalipto è raccomandato per tutte le affezioni alle vie respiratorie, per i raffreddori allergici, contro ]’ asma e contro il catarro. Fare attenzione ai quantitativi prescritti dall’erborista: se preso in dosi eccessive, l’eucalipto può provocare mali di testa o capogiri.

MENTA. (Mentha piperita). Quella disponibile in commercio è solo un ibrido sterile,

menta piperita

menta piperita; La menta entrò anche a far parte di un intruglio, detto « balsamo tranquillo », che soprattutto Francia all’epoca del I Sole conobbe un successo strepitoso. Non si capisce bene a cosa dovesse servire, ma è certo che Liugi XIV, in punto di morte, chiese che gliene portassero un poco.

ottenuto per incrocio forse tra la Mentha aquatica e la Mentha viridis. Sotto il nome di menta sono comunque conosciute moltissime specie selvatiche, assai simili fra loro. Classico profumo dell’Islam (non c’è arabo, ricco o povero, che non ami la menta, o da mettere nel te, o da usare come antiparassitario o come mazzolino profumato da portare addosso), tonificante buono per giovani, vecchi e bambini, è anche un coadiuvante e un regolatore delle funzioni intestinali, nonché un efficace disinfettante interno. Lasciamo invece da parte, almeno per ora, le sue vantate proprietà afrodisiache (ne era convinto il mondo classico).

fiore di lavanda

fiore di lavanda

LAVANDA. (Lavandaia  ottìcinalis). Dolce abitatrice delle regioni mediterranee, usata da sempre per profumare abiti e biancheria negli armadi e nei cassetti (in realtà per tenere lontane le tarme), si presta soprattutto a usiesterni, per frizionare, massaggiare, per riattivare la circolazione periferica. Nel Rinascimento, mescolata a foglie di rose essiccate, era un rimedio molto noto per frizionare i punti in cui la traspirazione è particolarmente sgradevole. Si raccomanda, in genere, come antispasmodico, in caso di distorsioni, contusioni, lividi (per applicazioni o frizioni, chiedere istruzioni precise all’erborista) e anche per alleviare i dolori mestruali. Va sempre e comunque usata con cautela, e messa da parte  nei oasi in cui siano presenti fattori di infiammazione interna. Un’ottima ricetta per calmare le irritazioni della pelle: dopo il bagno: farne bollire una  manciata in un litro di latte, filtrare e versare nella vasca insieme a acqua tiepida.

CICORIA (Cichorium inthybus). La cicoria comune (Cichorium intybus), o selvatica, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae. E’ riconoscibile per la presenza di fiori color celeste ed è stata utilizzata fin dall’antichità dagli Egizi, dai Greci e dai Romani per via delle sue proprietà benefiche. L’altezza massima della cicoria comune può superare il metro e raggiungere il metro e mezzo. Le radici di cicoria, che ne rappresentano la parte più utilizzata a scopo medicinale, contengono sia sostanze zuccherine che sostanze amare, oltre ad alcuni derivati dell’acido caffeico, ha proprietà depurative e disintossicanti, con particolare riferimento alle radici, in grado di stimolare l’attività del fegato e dei reni. Viene considerata una purga naturale, per via dei suoi effetti lassativi. Per quanto riguarda i sali minerali, la cicoria contiene potassio, calcio e ferro. Il sapore amaro della cicoria è dovuto alla presenza di acido acido cicorico

Foglie di Cicoria coltivata: Dal punto di vista culinario, l'impiego più comune della cicoria riguarda le sue foglie, da aggiungere fresche nella preparazione delle insalate. Le foglie di cicoria possono esserre consumate in ogni caso sia crude che cotte e la loro raccolta è preferibile avvenga prima della fioritura, in quanto le foglie di cicoria rischiano di seccarsi facilmente dopo la comparsa dei fiori.

. Le foglie di cicoria possono essere consumate in ogni caso sia crude che cotte e la loro raccolta è preferibile avvenga prima della fioritura, in quanto le foglie di cicoria rischiano di seccarsi facilmente dopo la comparsa dei fiori.

. Per quanto riguarda le vitamine, la cicoria contiene vitamina C, vitamina B, e le vitamine P e K.. I fiori si presentano nella stagione primaverile, durante la quale le foglie, che sono nate in autunno e che hanno resistito all’inverno si seccano. A scopo medicinale, le foglie vengono raccolte prima della fioritura, mentre le radici di cicoria si raccolgono lungo tutta l’estate. Dal punto di vista culinario, l’impiego più comune della cicoria riguarda le sue foglie, da aggiungere fresche nella preparazione delle insalate.

 

 

 

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