QUANDO TOGLIERE IL PANNOLINO

Aiutare i bimbi ad abbandonare questa “comoditàè una delle cose più impegnative dell’infanzia. Si può provare fra 18 mesi e 3 anni, seguendo alcuni consigli pratici di Gianluca Tutori, pediatra Tbimbo nel lettoneogliere il pannolino è un’attività estiva. Prima o poi arriva un’estate o una tarda primavera in cui mamma e papà guardano negli occhi un piccolo “duenne” e dicono “è ora”, sapendo che i giorni successivi saranno per tutti assai laboriosi. Molti genitori scelgono, appunto, di iniziare lo “spannolinamento” proprio nell’estate precedente l’inizio della scuola, che può effettivamente rappresentare un periodo privilegiato: durante le vacanze, infatti, gli stessi hanno modo di trascorrere più tempo insieme al bambino e di seguirlo direttamente in questa evoluzione, e l’utilizzo di pochi indumenti leggeri e facili da togliere agevola sicuramente il tutto. In ogni caso, è fondamentale scegliere un momento in cui sia il piccolo sia voi siete sereni e disponibili a dedicare a questa operazione il tempo necessario. Infatti, tra i tanti momenti delicati e tra le imprese più ardue che una mamma si trova ad affrontare durante la crescita del proprio bambino, c’è sicuramente quella relativa alla eliminazione del pannolino; l’inizio di questa fase, coincide con la capacità del bimbo di controllare gli sfinteri, che il piccolo acquisisce tra i 18 e i 30 mesi. Ovviamente i riferimenti temporali sono assolutamente indicativi, in quanto ogni bambino è diverso dall’altro sia a livello di “tempi” personali sia come storia evolutiva e di vita e comunque una eliminazione troppo precoce del pannolino rischia di essere frustrante per il bimbo e faticosa per la mamma; al contrario, un’attesa prolungata può creare difficoltà soprattutto in previsione dell’ingresso nella scuola materna, dove si richiede un’autonomia nella continenza. Molte mamme spesso mi chiedono come si fa a capire che il proprio figlio ha raggiunto la fase di maturazione giusta per procedere a questo passaggio di crescita e devo dirvi che non c’è una risposta univoca e uguale per tutti. Ci sono bambini che fanno chiaramente capire (anche se non si esprimono ancora bene a parole) di essere molto infastiditi dal pannolino e di voler essere cambiati e lavati; in genere, sono più facilmente le femmine ad esprimere questi comportamenti. Di fronte ad atteggiamenti del genere, se il bambino/a è nell’età “giusta” (fra i 18 mesi e i 3 anni), è utile acconsentire alla sua richiesta di venirebimbo con la mamma lasciato senza pannolino, perché probabilmente è il momento buono. Altri non chiedono esplicitamente che il pannolino sia loro tolto, ma inviano altri “segnali”: ad esempio, durante il giorno, lo trovate spesso asciutto all’ora abitualmente prevista per il cambio; oppure, il bambino è incuriosito dal water, chiede di provare a sedersi; guarda con interesse altri suoi coetanei che usano il vasino o fanno la pipì all’aperto. Tali bambini sembrano dire “questa cosa mi sembra interessante, ma come si farà?”… In questi casi, potete provare a consentire al bimbo o alla bimba di sedersi sul vasino o sul water e se lo chiede fatelo rimanere anche senza pannolino, ma senza aspettarvi che faccia la pipì: spesso non sono veramente pronti! Se poi capita (di solito per caso) che “esca” la pipì, fate chiaramente vedere al bimbo che siete contenti.

Quando i bimbi iniziano ad usare il water la gratificazione migliore è un sorriso

Non pensate a gratificazioni materiali, per i bambini di questa età, le gratificazioni più belle sono il sorriso della mamma e il papà che batte le mani e lo prende in braccio. La gratificazione ricevuta sarà uno stimolo a provarci ancora e ad imparare a controllare volontariamente l’emissione dell’urina. Ci sono poi piccoli bimbo sul wcche compiono i due anni, poi i due anni e mezzo e non sembrano minimamente interessati alla questione, come se fossero semplicemente un po’ pigri. In questi casi, passati i due anni e mezzo, è legittimo da parte dei genitori (o degli educatori del nido) tentare qualche intervento di stimolazione: far notare al bambino che gli altri usano il vasino o il water, invitarlo a togliersi il panno e provare: non si tratta, in questi casi, di bambini che si oppongono, ma semplicemente sembrano un po’ distratti, non incuriositi dalla questione. Perciò quando avrete stabilito di levare il pannolino a vostro figlio dovete essere decise, perché continuare a metterlo e toglierlo a seconda dei casi non farebbe altro che ingenerare in lui confusione. In casi eccezionali in cui non vogliate rischiare problematiche fuoriuscite, per esempio durante un lungo viaggio in auto o nel bel mezzo di una cerimonia, potete ricorrere al pannolino mutandina, badando però di prevedere comunque adeguate soste e visite in bagno per il piccolo. Per il resto, quando siete fuori casa non dimenticate di prestare attenzione alle esigenze del bambino, e portatevi in borsetta uno o due cambi per sicurezza. Durante la notte, invece, in un primo momento potete decidere di mantenere l’uso del pannolino; quando di solito nel giro di qualche settimana, comincerete a trovarlo asciutto, allora potrete eliminarlo definitivamente. Presentate al bambino il vasino o il riduttore da wc come oggetti piacevoli, come amici; tenete presente che la padronanza della minzione avviene di solito più in fretta e con maggiore facilità rispetto all’evacuazione delle feci. Siate quindi pazienti e attente a cogliere nel vostro bimbo i segnali che precedono l’arrivo della “cacca”, come per esempio l’agitazione o la tendenza ad appartarsi, potete utilizzare indifferentemente il vasino o il riduttore, invitandoli ad usarli quando percepiscono lo stimolo della pipì o della cacca. Può essere utile stabilire alcuni momenti fissi in cui “provare” a fare pipì, per esempio prima di mangiare o prima di uscire. Se il bambino si bagna o si sporca, care mamme, non sgridatelo, e al contrario lodatelo e gratificatelo quando riesce nell’impresa. Siate coerenti, insomma, ma sempre pacate e serene, perché un atteggiamento nervoso e ansioso contribuirebbe certamente ad aumentare le difficoltà del vostro bimbo.bimbo con la carta igienica Però, non illudetevi, al 99% se la farà sotto, ma è del tutto normale, anzi direi che è necessario, perché a quel punto prenderà coscienza che si bagna davvero! Avvicinatevi a lui e fategli notare che si è bagnato, ma senza drammatizzare, basterà dire: “Hai visto che la pipì ora cade per terra e ti bagna? Ora ci cambiamo, la prossima volta ricorda di dirlo”… e comunque tutti hanno insegnato ai loro bimbi a depositare feci ed urine al posto giusto (il gabinetto) e tutti i piccoli hanno imparato a farlo, nonostante i modi ed i tempi siano diversi.

CHE COSA FARE…

1 ) Far trovare al bimbo qualche libro e qualche giochino da utilizzare solo quando è sul water o sul vasino, in modo che non si annoi e che non si stanchi. Anzi, all’inizio sarà stimolato ad andare in bagno poiché saprà che lì ci sono “quei giochi”. 2)  Complimentiamoci con lui quando lo usa e gratifichiamolo spesso, ricordiamogli quanto è stato bravo e quanto siamo fiere di lui. 3)  Ricordiamo che un incidente di percorso può accadere e non scoraggiamoci e non umiliamo il bimbo per questo anzi, rassicuriamolo e bimba legge sul vasinoraccontiamogli un segreto: a volte è capitato anche a noi che un goccino di pipì sia finito sulle mutandine, non è certo la fine del mondo! 4)  Prepariamo il bambino con un po’ di anticipo e incoraggiamo tutti i familiari a com­plimentarsi con il bimbo per la sua “grande impresa“. 5) Festeggiamo le prime notti senza pannolino in modo che il bambino si senta orgoglioso e sicuro di se stesso

. …E COSA NON FARE MAI

1 ) Far sparire il pannolino da un momento all’altro senza dare spiegazioni magari di­cendo: “da oggi sei grande e il pannolino non devi usarlo più”. Il piccolo potrebbe non adattarsi a questo cambiamento repentino e diventare nervoso e insofferente. Ci sono molti bimbi che bloccano la popò perché hanno paura di farla “nel vuoto” e si sentono più sicuri a farla nel pannolino ancora per qualche tempo. 2) Prendere in giro il bambino dicendo: “così non diventi mai grande” oppure “tutti i tuoi amichetti non lo usano, solo tu ce l’hai ancora” in questo modo creeremo una grande ansia nel bimbo. 3)  Togliere il pannolino in concomitanza di eventi importanti (nascita di fratellini o sorelline, ingresso alla materna…). 4)  Cedere senza stabilire una linea di condotta: un solo ripensamento può far credere al bimbo che si può tornare indietro e la volta successiva sarà ancora più difficile.Bimbo dopo pannolino 5)  Fare confronti con altri bimbi e con i loro tempi: ricordatevi che ognuno ha tante variabili del tutto personali da tenere in considerazione.

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