Le erbe aromatiche in casa

erbe spontanne

Erbe per le pulizie casalinghe

La larga diffusione in epoca preistorica della “coda cavallina” (Equisetum) è stata suffragata dal ritrovamento di preziosi resti fossili. Il fusto di questa pianta contiene una grande quantità di silice, materiale abrasivo utilissimo per pulire e raschiare; proprio per queste sue proprietà YEquisetum hye-male divenne noto tempo fa nei Paesi Bassi come lucido per il peltro.

La cucina è comunque il luogo dove la coda cavallina trova maggiori applicazioni: grazie alla presenza della silice, stovi­glie, utensili da forno, superfici di appoggio delle pentole vengono lucidati perfettamente.

Legando insieme gli steli della pianta non essiccata (perché altrimenti si spezzerebbero) si ottengono piccole scope uti-lissime nelle faccende domestiche.

Piante ad alto contenuto acido, come il rabarbaro (Rheum palmatum, Rheum officinale) e l’acetosa (Rumex acetosa), bollite in acqua puliscono le pentole ridando loro lucentezza; è però necessario non lasciare una soluzione forte di rabarbaro a contatto dell’alluminio in quanto potrebbe corroderlo producendo danni irreparabili.

Un’altra pianta di antica utilizzazione è la saponaria (Saponaria officinalis) che con il proprio nome indica le sue pro­prietà. Infatti è fornita di azione detergente piuttosto notevole soprattutto se si tratta di tessuti vecchi o delicati che richiedono un trattamento leggero.

Le foglie e le radici poi, bollite (specialmente le foglie) producono una soluzione astringente, verde, saponosa appunto, che restituisce alle fibre e al colore il loro aspetto originale. La saponaria è particolarmente adatta a ‘ringiovanire’ tessuti e tappeti antichi che, naturalmente, siano in grado di sopportare una lavatura a base di acqua. Per quanto la saponaria possa operare miracoli, quando si hanno tra le mani pezzi di valore come un broccato o un tappeto orientale, la cosa più saggia è recarsi da uno specialista. La saponaria è invece ottima per gli indumenti.

Profumare la casa

Le abitazioni di qualche tempo fa a causa delle cattive condizioni igieniche, della scarsa aerazione e del sovraffollamento degli ambienti, avevano cattivo odore. Venivano quindi usati tralci come il ginepro e la santolina che si tenevano freschi nei vasi o si bruciavano se essiccati. Le piante aromatiche, nella tradizione popolare, sono sempre state associate alla funzione medicinale e a quella di profumare e disinfettare gli ambienti.

Un armadio può rimanere a lungo ‘fresco’ qualora vi si riponga legno di sandalo (Santalum album) o cedro o lavanda o tiglio.

La stellina odorosa (Asperula odorata) posta dietro ai libri evita la muffa, mentre sacchetti profumati di erbe essiccate, come la menta e l’artemisia, mantengono freschi e odorosi i cassetti chiusi.

I sacchettini deodoranti si riempiono con miscele profumate di petali di fiori, e anche di foglie essiccate. Molte miscele profumate si possono preparare con petali, foglie e semi essiccati.

Miscele o pot-pourri profumati

Le miscele o pot-pourri profumati di petali sono composti di mescolanze di fiori dal profumo delicato, di foglie con odore aromatico e di fissatori, tra i quali il sale comune (o il sale aromatico) e la polvere di radice di giaggiolo (Iris germanica); in questi fissatori sta il segreto della durata della miscela profumata di petali.

Preparando il fissatore, bisogna usare sempre una quantità di sale doppia della polvere di radice di giaggiolo. Parte preponderante della miscela è costituita dai petali di rosa, la cui fragranza viene integrata dall’aggiunta di foglie aromatiche, altri fiori e boccioli.

Non vi sarà così un profumo predominante, ma diversi tipi di profumi, classificabili in miscele secche e miscele morbide.

Le prime sono di preparazione più facile e più veloce, ma risultano meno fragranti del tipo ‘morbido’. Vi sono regole precise per quel che riguarda la raccolt aromatichea dei fiori: essi debbono essere colti nel pieno della fioritura ed essere assolutamente asciutti. Per certi fiori, come per esempio il caprifoglio (Lonicera caprifolium), vi sono giorni più adatti alla raccolta: i giorni cosiddetti ‘di tempo balsamico’, in cui il fiore ha profumo più intenso. Se i petali sono umidi si spargano su vassoi o scatole piatte, ricoprendoli con un foglio di carta o con un panno leggero. Quando si saranno asciugati a sufficienza potranno essere posti nella miscela profumata.

Pot-pourri fragrante di petali ‘secco’

I petali si fanno essiccare sino a quando diventano cartacei: però non devono spezzarsi; dovrebbero conservare un po’ di colore e ovviamente anche il loro profumo. Il tempo di essiccazione varia a seconda del grado di umidità dei singoli petali: per esempio, i garofani e le rose (specialmente la Rosa rugosa, la R. damascena e la R. gallica) necessitano di un tempo di essiccazione più lungo della lavanda e del rosmarino. Le ricette di miscele secche possono venir completate col procedere della stagione; conserveranno la loro fragranza anche per due anni, sempre che non le si lascino scoperte.

II profumo di alcune varietà di fiori perderà un po’ di intensità. Certe piante, come la stellina odorosa e il meliloto, con­tenenti cumarina, hanno la fragranza del fieno appena tagliato: con l’aggiunta di queste due piante la miscela si arricchirà di un profumo più persistente.

erba aromatiche in casa

Pot-pourri fragrante di petali ‘morbido’

La miscela profumata di petali ‘morbida’ dura più a lungo. Il materiale può essere raccolto col procedere della stagione e se i petali sono asciutti e morbidi devono essere posti in un vaso a bocca larga, mescolati con sale comune grezzo e sale marino, oppure sale aromatico, e poi con radice di Iris germanica macinata grossolanamente. Si mette sul fondo del recipiente uno strato di petali, lo si spruzza con un abbondante strato di fissatore, coprendo i petali per circa 6 mm. Si ripetono gli strati sino a quando il recipiente sia completamente riempito, si pressa il tutto, coprendo al fine di proteggere da luce e aria.

Le foglie vanno trattate esattamente nello stesso modo, raccogliendole prima della fioritura della pianta, cioè quando gli oli essenziali sono all’apice dell’intensità; a stagione finita si raccoglierà il materiale essiccato, controllando che non vi sia muffa.

Pot-pourri fragrante di petali

La miscela profumata di petali essiccati dura generalmente un paio d’anni e si può farla rinvenire spruzzandola con qualche goccia di olio essenziale, per esempio olio di bergamotto e lavanda.

Per conservare le miscele profumate di petali si possono usare appositi contenitori di vetro a boccia, con fori laterali per lasciar uscire il profumo.

Pot-pourri fragrante tradizionale

Un secchio da 9 litri pieno di petali di rosa essiccati, 340 g di sale comune, 225 g di sale aromatico macinato fine, 85 g di pepe di Giamaica, 85 g di chiodi di garofano, 50 g di zucchero bruno, 110 g di storace, 50 g di radice di giaggiolo, mezza tazza di cognac, alcune manciate di fiori e foglie, secchi e profumati, di garofano e di gelsomino. Versate in un vaso i petali di rose e il sale a strati, poi aggiungete gli altri ingredienti dopo averli mescolati bene, indi riponete in vasi chiusi.

Quando si vuole profumare un ambiente si aprono i vasi e si versa qualche cucchiaiata di pot-pourri in ciotole aperte da porre in varie parti di un ambiente. Se la miscela tende a seccare troppo, la si può inumidire con qualche goccia di cognac.

Pot-pourri fragrante di facile preparazione

Mescolate manciate di petali di rosa, di petali di lavanda essiccati, di petali di caprifoglio, garofano, rosmarino e garo­fano dei poeti. La quantità di petali di rosa deve essere il doppio di quella di tutti gli altri ingredienti. Aggiungete polvere di cannella, di noce moscata, di chiodi di garofano e qualche scorza essiccata di limone. Occorre un cucchiaino da caffè di polveri miste per ogni due manciate di fiori; aggiungete alcune gocce di cognac o di rinfrescante per miscele, indi coprite la miscela e tenetela in luogo fresco e riparato dalla luce per un mese, prima di usarla.

Erbe aromatica malva

Come si usano i pot-pourri fragranti

Modesta o imponente che sia la raccolta realizzata durante la buona stagione, che ora guardiamo con un certo orgoglio e

che chiamiamo ‘pot-pourri fragrante’, la possiamo utilizzare in molti modi.

In soggiorno, nello studio, sugli scaffali, tra i libri, per neutralizzare l’odore dei cibi, del fumo delle sigarette o della polvere, si possono disporre delle ciotole di vetro o di altro materiale in cui sia possibile versare qualche cucchiaiata di petali odorosi. Il profumo del pot-pourri durerà almeno per un mese e talvolta anche più a lungo. Ogni giorno sarà necessario dare una rimescolata ai petali adoperando un cucchiaio e spruzzare il tutto con poche gocce di cognac.

In anticamera, su un mobile qualsiasi ci può essere posto per una ciotola piena di pot-pourri fragrante che dia una nota profumata caratteristica alla casa.

In camera da letto, negli armadi, nei cassetti, il pot-pourri fragrante può essere messo in sacchetti di tessuto leggero da appendere tra gli abiti o sulle pareti interne dei mobili. Più che un antitarme, il pot-pourri fragrante è un delicato deo­dorante che segue gli abitanti di una casa, profumando gli abiti, i libri, le pareti, i mobili.

Tra la biancheria di casa si possono collocare dei sacchetti chiusi da nastrini che contengono il fragrante pot-pourri. Infine il pot-pourri fragrante si presta moltissimo come regalo originale per le feste natalizie e altre ricorrenze: basta con­fezionare sacchetti, cuscinetti e bamboline utilizzando appunto i profumati petali essiccati.

Sacchetti di lavanda

Sacchettini profumati per armadi possono essere realizzati anche con lavanda. La preparazione risulterà facilitata se i fio­ri vengono raccolti prima che si schiudano, in modo che non si alterino durante il processo di essiccazione. Si appendono gli scapi floreali a mazzi in ambiente secco per circa una set­timana; appena essiccati si staccano i fiori dagli scapi. Si consiglia di tenere bocca e naso coperti da una mascheri­na, in quanto la lavanda è un potente starnutatorio.

Bamboline di lavanda

Gli steli di lavanda, una volta essiccati, possono essere usati nella realizzazione di piccole bambole, le stesse che si otten­gono intrecciando il frumento. Tra gli steli (che anche essic­cati risultano sufficientemente duttili) si fa passare un nastro stretto, di colore vivace, che renderà ancor più graziosa la composizione.

Queste bamboline si appendono negli armadi e, oltre a pro­fumare gli abiti, hanno una funzione ornamentale.

Cuscinetti di erbe

1 cuscinetti di erbe per profumare la biancheria da letto derivano da un’antica tradizione che voleva i materassi imbottiti di erbe aromatiche: a tale uso si fa risalire la credenza che un cuscinetto d’erbe posto sotto il cuscino renda il sonno più tranquillo.

Guarniti di pizzo, in stoffe a bei disegni, i cuscinetti di erbe sono anche piacevoli accessori della camera da letto. Non presentano difficoltà nella realizzazione pratica: infatti basterà riporre i petali, i fiori o le foglie prescelti in sacchetti ni di semplice fattura, preferibilmente in cotone, quindi foderarli con un po’ di estro e buon gusto. Si consiglia di scegliere petali, capolini o foglie essiccati di rosmarino, lavanda, rose, verbena, timo, maggiorana e geranio profumato, aumentando la fragranza con spezie, scorza macinata di limone e qualche goccia di olio aromatico: olio di fiori d’arancio e di patchouli. La composizione più efficace per aiutare il sonno contiene luppolo essiccato, che andrà sostituito ogni 4-6 mesi, in quanto perde le sue bene-fiche proprietà.

Cuscinetto di rosmarino

4 tazze di foglie essiccate di rosmarino 1 tazza di foglie essiccate di verbena 1 tazza di aghi di pino essiccati

1  cucchiaio da tavola di radice di giaggiolo schiacciata

2 chiodi di garofano schiacciati

Aggiungendo gli aghi di pino alla miscela ci si assicuri che la tela del cuscinetto sia di buon cotone forte onde evitare che gli aghi fuoriescano dal tessuto.

Cuscino di erbe profumate

1 tazza di petali di rosa essiccati 1 tazza di lavanda essiccata 1 tazza di verbena essiccata 1 tazza di foglie e fiori essiccati di rosmarino 1 tazza di altri fiori essiccati (per esempio garofano, caprifoglio, mughetto, gelsomino) scorza grattugiata di due limoni e di due arance. La scorza di limone viene aggiunta come fissatore: in alternativa usate due cucchiai da tavola di polvere di giaggiolo o di radice di acoro o tre gocce di olio di bergamotto.

Leave a Reply
Your email address will not be published.
  • ( will not be published )