I medici ripetono spesso che un’alimentazione come si deve, un’alimentazione equilibrata deve attingere più della metà dell’energia quotidiana dai carboidrati perché si tratta dell’energia più pulita che esista. Senza esagerare con i carboidrati semplici o troppo raffinati, che sono tipici della modernità, ma non facendone mancare l’apporto quotidiano.
Certamente il consiglio di mangiare carboidrati complessi (pane e pasta soprattutto in Italia, ma anche riso o cuscus in altre tradizioni) in teoria sembra scontrarsi con il mantenimento di un corretto peso corporeo e con il rischio di sviluppare prima o poi sovrappeso/insulinoresistenza/diabete. Ma in realtà si tratta di uno scontro apparente: è il consumo di quantità eccedenti di carboidrati che comporta un rischio di sviluppare sovrappeso e diabete, non il consumo di quantità equilibrate.
Equilibrate con cosa? Con la sana e regolare attività fisica di tutti i giorni, che si bilancerà il fabbisogno calorico giornaliero in modo da potersi permettere un’alimentazione gustosa, sana e varia; non sarà tramite la rinuncia a pane e pasta che si manterrà l’equilibrio.
I pigri, i teorici dell’iperproteico, delle tisane, della sugar buster, l’associazione “i nemici del carboidrato” o il club “proteine a gogò” meditino su questo fatto, perché con buona pace loro mentre esistono numerosisime evidenze scientifiche che l’aderenza alla dieta mediterranea protegga dalle principali malattie del nostro tempo, e addirittura che pazienti sopravvissuti a infarto del miocardio, se cambiano la loro dieta abituale avvicinandola al modello mediterraneo, godranno di una vita migliore e più lunga nonostante la loro malattia (prevenzione primaria e secondaria insomma), non esistono invece evidenze che le diete prive o a basso apporto di carboidrati siano favorevoli alla salute. Anzi le prove, come questo esperimento sui ratti ma estendibile agli umani, quando ci sono, sono contrarie.
Andrea Ghiselli
Corriere della Sera