anziani fanno ginnastica Belli, fisiologicamente più sani rispetto a un decennio fa, dotati di un sistema cardiocircolatorio, renale ed epatico più efficiente grazie alla correzione di alcune abitudini alimentari e degli stili di vita. Ma anche mentalmente più instabili, minati da un sistema nervoso che è divenuto molto più fragile di un tempo a causa delle «patologie della civilizzazione; e che sempre più spesso da luogo a stati di ansia, crisi depressive e disturbi mentali anche gravi come il morbo di Alzheimer.

  Questa la “Cartella clinica”» degli italiani di una certa età che vivono in regioni ad economia avanzata. A compilarla è il professar Aldo Raimondi, docente universitario e direttore dell’Istituto di studi, ricerche nutrizionali e tecnologie alimentari di Trieste. Raimondi ha coordinato una curiosa ricerca intitolata Alimentazione e stato di nutrizione della popolazione di età avanzata del Friuli-Venezia Giulia.

Il lavoro portato a termine datt’Isernt-Alpe Adria con il contributo dell’Associazione nazionale cooperative di consumatori, di Coop Consumatori Nordest e della Regione Friuli Venezia Giulia – è stato pubblicato nella collana Saperecoop e presenta diversi spunti di interesse. È costruito attorno a un campione d’indagine di 2.826 friulani con più di 60 anni, che sono stati seguiti e studiati nell’arco di un intero anno. “Ebbene, le conclusioni – riassume il professar Raimondi – non si discostano molto da quelle di un’analoga ricerca effettuata in Emilia Romagna e ci forniscono preziose indicazioni per un possibile modello alimentare adatto alle persone di età avanzata, categoria, com’è noto, in rapida crescita”.

anziani preparano le tegliatelle a mano

anziani che preparano la sfoglia per le tagliatelle

      Suona dunque come un campanello d’allarme il progressivo indebolimento del sistema nervoso. Il professor Raimondi – che ha esposto di recente le sue tesi sull’alimentazione – stabilisce una relazione diretta tra le crescenti problematiche neuro-psichiatriche e le gravi insufficienze vitaminiche, di aminoacidi e di sali minerali riscontrate nel campione di anziani. La principale contromisura anche questa volta è basata sulla dieta: tornano di attualità le uova, i formaggi e la carne che sono stati demonizzati oltremisura nella lotta all’ipercolesterolemia. Non appena avvertite i primi sintomi di perdita di memoria, difficoltà di concentra-zione o eccessiva sonnolenza – consiglia il professore – bilanciate la dieta privilegiando, in misura crescente con l’età, le proteine nobili contenute in latte e latticini, pesce, carni magre, fegato e uova fino a tre la settimana. Preferite gli alimenti naturali e freschi. L’alcol a bassa gradazione, solo durante i pasti e in dosi decrescenti con l’età, il caffè non più di due tazzine al giorno. È importante suddividere gli alimenti in quattro-cinque piccoli pasti, concentrandoli nella prima metà della giornata e riducendoli gradualmente fino a sera. La cena con ortaggi e yogurt e, mai dimenticarlo, fate esercizi fisici ogni giorno: servono ad ossigenare l’organismo e a prevenire l’osteoporosi.

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