Pil: ora anche l’agricoltura è in affanno

La mancanza di adeguati interventi incrina la vitalità delle imprese e blocca la ripresa

Il presidente della Cia Confederazione Italiana Agricoltori, Giuseppe Politi commenta i dati Istat: il nuovo calo congiunturale del valore aggiunto agricolo è un campanello d’allarme. Gli alti costi stanno penalizzando pesantemente le aziende. Al governo chiediamo una maggiore attenzione.

“Ora anche l’agricoltura mostra segni di affanno. Il settore, purtroppo, paga la mancanza di interventi adeguati che è andata ad incrinare la vitalità e la tenuta delle imprese e che, di fatto, ne ha bloccato la ripresa. E così gli alti costi produttivi e contributivi, l’opprimente burocrazia e i prezzi all’origine non remunerativi hanno pesato enormemente sulla gestione delle aziende che faticano a stare sul mercato. Problemi che hanno determinato per il secondo trimestre consecutivo un calo, in termini congiunturali, del valore aggiunto agricolo”. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi a commento delle stime preliminari Istat del Pil nel terzo trimestre del 2012.

“In questo modo -aggiunge Politi- si sta vanificando quanto di positivo aveva fatto il settore primario, l’unico a crescere e a creare occupazione. Nel secondo trimestre 2012 si registrava, infatti, un aumento tendenziale del valore aggiunto agricolo pari all’1,1 per cento. Gli ultimi dati, anche se ancora non quantificati, stanno, però, ribaltando questa tendenza positiva. E’ un campanello d’allarme. Ed è per questa ragione che avevamo sollecitato il governo ad avere una maggiore attenzione verso l’agricoltura, attraverso politiche mirate proprio per mettere le imprese nelle condizioni di operare con la dovuta incisività. Le risposte non sono venute e non sono state sfruttate le potenzialità del settore, dimostratosi più flessibile davanti alla crisi, per dare corpo alla crescita economica”.

“I problemi, dunque, cominciano a far sentire i loro negativi effetti anche sulle aziende agricole. E per gli imprenditori è sempre corsa in salita. La situazione rimane ancora critica. Per questo motivo -rimarca il presidente della Cia- rinnoviamo le nostre sollecitazioni al governo affinché finalmente adotti misure concrete per l’agricoltura. D’altronde, per comprendere la delicatezza del momento, è sufficiente vedere le conseguenze che ha il ‘caro-gasolio’ per le imprese, sulle quali, oltretutto, si è anche abbattuto l’ulteriore e gravoso onere dell’Imu sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli”.

“Come rappresentanti del mondo agricolo, reclamiamo una svolta nella politica agraria italiana. Il settore primario -conclude Politi- ha grandi potenzialità e risorse che possono essere valorizzate per riprendere la via dello sviluppo e della competitività. Un’esigenza che si pone indispensabile davanti ad una riforma della Pac 2014-2020 che si preannuncia carica di incognite e di problemi, specie dopo l’annunciato drastico taglio dei fondi Ue all’agricoltura”.

 

Leave a Reply
Your email address will not be published.
  • ( will not be published )