Perché il caffè può allungare la vitaEspresso tradizionale, caffè shakerato o con ghiaccio, macchiato freddo o caldo, turco: comunque lo si consumi, il caffè è un valido alleato per combattere la stanchezza. Numerose evidenze scientifiche riconoscono gli effetti positivi sulle performance cognitive e hanno dimostrato che la caffeina ha potenziali effetti benefici nelle situazioni di particolare sforzo mentale, che richiedono un maggiore livello di attenzione. Gli amanti della tazzina sono più longevi dei non bevitori, e questo indipendentemente dal tipo di caffè scelto (vale anche il dec) e dalle modalità di preparazione- Perché i benefici rimangano tali, però,  è meglio non esagerare e “accontentarsi” di tre caffè al giorno: come massimo.

caffè bar 19oo  E’ quanto emerge da due nuovi ed ampi studi pubblicati sugli ‘Annals of Internal Medicine’ che confermano i benefici del consumo di caffè in termini di riduzione della mortalità.

  Una ulteriore assicurazione viene da un recente studio pubblicato su Practical Neurology, che ha valutato gli effetti del caffè e della caffeina sulle funzioni cerebrali negli adulti e ha riconfermato che un’assunzione moderata può aumentare la vigilanza e il benessere, aiutare la concentrazione, migliorare il tono dell’umore. Oltre a potenziare l’effetto di farmaci analgesici in cefalea e emicrania, il consumo di caffè è stato associato alla prevenzione del declino cognitivo e alla diminuzione del rischio di sviluppare ictus, malattia di Parkinson e morbo di Alzheimer.

  I benefici del caffè in termini di riduzione della mortalità provengono da una ulteriore caffè con caffett iera ricerca, condotto in 10 Paesi europei, che ha coinvolto 520 mila uomini e donne. I ricercatori della Keck School of Medicine dell’University of Southern California hanno voluto capire in che modo il consumo di caffè influisse sulla salute di persone appartenenti a vari gruppi etnici. coinvolgendo oltre 185 mila tra afroamericani, nativi americani, hawaiani, nippoamericani, latinoamericani e americani bianchi in media per 16 anni.

  Secondo gli autori di un editoriale di accompagnamento, l’effetto protettivo del caffè è biologicamente plausibile. I polifenoli e altri composti bioattivi presenti nella bevanda hanno proprietà antiossidanti e l’assunzione del caffè è associata a una ridotta insulinoresistenza, a una minor infiammazione e a benefici per la funzione del fegato che, alla lunga, spiegano la maggior longevità.

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