L’obesità è la causa del maggior numero di anni di vita persi per morte prematura. E’ quanto rivelato da uno studio presentato al meeting della Society of General Internal Medicine 2017, che si è tenuto a Washington e condotto da esperti della Cleveland Clinic della New York University School of Medicine. Nella classifica dei “big killer” mondiali, l’obesità supera dunque diabete e fumo, rispettivamente al secondo e terzo posto. A seguire si trovano pressione alta e colesterolo.

  Utilizzando simulazioni al pc, gli studiosi hanno stimato l’impatto di ciascun fattore (dall’obesità al fumo alla pressione alta) sul rischio di morte prematura prima dei 70 anni. In particolare, è stato osservato che l’obesità “ruba” il 47% di anni di vita in più rispetto al tabagismo.
  “I fattori di rischio comportamentali e modificabili costituiscono dunque un fardello notevole per la mortalità delle popolazioni”, spiegano gli autori della ricerca. Corretti stili di vita intrapresi per ridurre tali fattori di rischio potrebbero di gran lunga porre un freno alla mortalità prematura

  Salute: nel 2045 il 22% della popolazione mondiale sarà obesa. I ricercatori lanciano lʼallarme ma avvertono che “il corso delle cose può essere Dieta contro obesitàinvertito” adottando politiche specifiche. Nel 2045 circa il 22% della popolazione mondiale rischia di essere obesa. E’ questo il monito lanciato dai ricercatori che hanno presentato i loro studi al Congresso europeo sull’obesità a Vienna. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), circa il 13% degli adulti (11% degli uomini e il 15% donne) era obeso nel 2016.

  Politiche deliberate e coordinate – Dalle proiezioni fatte da ricercatori danesi e britannici, questa percentuale rischia di salire al 22% nel 2045 qualora non dovesse cambiare nulla. Uno degli autori dello studio, il dottor Alan Moses, che lavora per la multinazionale numero uno al mondo dell’insulina, la danese Novo Nordisk, spiega però come il pericolo può essere evitato: “Il corso delle cose può essere invertito, ma richiede politiche deliberate e coordinate”.
  Aumento del costo per la sanità – La stima fatta dai ricercatori nasconde disparità tra i paesi. Ad esempio, se la tendenza attuale dovesse essere confermata, più della metà (55%) della popolazione statunitense (ad esempio) sarà obesa nel 2045, rispetto al 39% del 2017. Un aumento dell’obesità che sarà accompagnato da un aumento dei casi di diabete di tipo 2, che passeranno dal 9% della popolazione mondiale nel 2017 al 12% nel 2045. Aspetto che porterà delle conseguenze anche sul resto della popolazione. “Il costo per i sistemi sanitari sarà enorme”, ha aggiunto infatti Moses. Secondo i ricercatori, per stabilizzare i casi di diabete di tipo 2 in tutto il mondo attorno al 10% nel 2045, il tasso di obesità dovrebbe essere ridotto al 10% della popolazione mondiale.

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