Si stanno diffondendo due nuove patologie i cui effetti sono altrettanto devastanti quanto anoressia e bulimia nervosa: la Binge eating, cioè mangiare fino a scoppiare senza rigettare forzatamente il cibo e la Night eating che consiste nello svuotare di notte il frigorifero. Del primo disturbo soffrono il 30% delle donne che si rivolgono al dietologo, mentre del secondo è stato vittima fra gli altri Paolo Villaggio il quale, come lui stesso ha dichiarato, di notte si sentiva come un drogato di calorie in crisi di astinenza e quindi era indotto alla ricerca spasmodica di cibo.

Rifiuto di cibi poco genuini    Ultimamente sul panorama delle alterazioni del comportamento alimentare è comparso un ulteriore nuovo disturbo dietetico che colpisce la media borghesia dei Paesi industrializzati: la ricerca ossessiva di cibi genuini e naturali. La nuova malattia, a cui è stato dato il nome di ortoressia nervosa, si è sviluppata inizialmente in America in seguito alla diffusione del cibo transgenico, ma poi si è diffusa anche in Europa trainata dalla psicosi da mucca pazza.

     Tutti sanno che mangiare sano fa bene ma, quando la ricerca di cibi puri, organici e totalmente genuini diventa un’ossessione non si tratta più di un fatto legato all’igiene e alla salute, ma di una vera e propria malattia. E come gli anoressici e i bulimici sono ossessionati dalla quantità di cibo che ingurgitano, gli ortoressici sono preoccupati della qualità.

      In particolare, la ricerca di cibi genuini diventa una malattia, un disturbo dietetico, quando la corsa al naturale comincia ad avere un impatto negativo nella vita di tutti i giorni, quando cioè si preferisce arrivare alla fame piuttosto che consumare “cibi impuri o contaminati”. Gli ortoressici non si rendono conto dei rischi che corrono ma, anche loro mettono in pericolo la salute riducendo drasticamente nella dieta l’apporto vitaminico e di sali minerali con conseguente avitaminosi, e modifiche della pressione arteriosa e osteoporosi.

 

 

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