Erbe e ortaggi  in cucina

Melissa o mentuccia

Melissa

Melissa officinalis (fam. Labiatae).

Descrizione, altezza: 45-90 cm. Larghezza: 40-60 cm.; radice: robusta, fibrosa e ramificata; fusto: più robusto alla base, verde, dritto, a rami; foglie: verdi, cuoriformi, con orli dentellati e arrotondati, opposte, lunghezza 6-7 cm, larghezza 2-5 cm.; fiori: insignificanti, bianchi, di forma tubolare, bilabiati, disposti a racemi sugli assi fiorali; lunghezza, circa 1,5 cm; fioriscono da luglio a settembre; seme: colore marrone-nerastro.

Durante il Medioevo la melissa veniva coltivata in quasi tutti i giardini, dato che si tratta di un ottimo richiamo per le api. Caratteristica questa, in un periodo in cui lo zucchero era uno dei generi alimentari più costosi, garantiva una buona produzione casalinga di miele e, quindi, un notevole risparmio.

Il paese d’origine della melissa è il Medio Oriente, da cui si è poi spostata, raggiungendo il Nord America e l’Europa. È una pianta a cespuglio e ne esistono due varietà, una a foglie verdi screziate di giallo e una a foglie completamente gialle.

Può essere usata come pianta ornamentale lungo i bordi di aiuole e sentieri. Con le foglie, dall’intenso aroma di limone, si prepara un delizioso té, molto utile come calmante e antistress, e curativo contro il mal di testa.

Coltivazione: la melissa è una pianta a cespuglio, ha foglie dalla forma arrotondata e preferisce terreni umidi e fertili, in un luogo leggermente ombreggiato, Si propaga velocemente e, una volta che ha attecchito, è difficile liberarsene.

Va seminata all’aperto, spaziando i semi 60 cm per parte; durante l’inverno richiede protezioni adeguate nelle zone più fredde.

Impieghi

In cucina: foglie fresche ottime per aromatizzare macedonie, bevande e budini; particolarmente indicate per preparare té e tisane,

In medicina: le foglie fresche sono efficaci nella cura dell’insonnia, dell’emicrania e dello stress. Sono utilizzate anche come antidolorifico per le punture d’insetti.

In cosmesi: le foglie sono un prodotto astringente per la pelle. In casa: foglie utilissime per profumare prodotti come cere, il bucato o i cassetti della biancheria.

Ricetta: insalata di funghi

Ingredinti:100 gr. di funghi tagliati a fettine.1 cespo di lattuga, 4 gambi di sedano finemente tritati

2 cucchiai di foglie fresche di melissa, tritate, 50 gr dì parmigiano grattugiato 2 mele tagliate a pezzetti un po’ di cipolla tagliata fine sale, a piacere,1 peperoncino rosso dolce, a pezzetti.

Preparazione: Mescolare i funghi, le mele, il sedano e la cipolla e aggiungere il sale. Rivestire un piatto di portata con le foglie di lattuga e versare l’insieme precedentemente ottenuto; cospargere di parmigiano e guarnire con il peperoncino e le foglie di melissa.

Angelica archangelica

erbe e ortggi angelica

Famiglia. Umbelliferae),

Descrizione: Altezza: 1,2 m., larghezza: 75-90 cm, Radice: lunga, spessa e carnosa; color giallastro; può pesare anche1,3 kg.; Fusto: cavo, spigoloso, robusto; color verde con sfumatura porpora; Foglie: bi-tripinnate, lunghe anche 90 cm; color verde brillante, dentellate; i piccioli inguainano i gambi; Fiori: minuti, in grappoli tondeggianti a formare un ombrello; color giallo-verde, a luglio e agosto; Seme: se maturo, giallo chiaro, costoluto su un lato

L’angelica è una delle erbe più antiche, anche se oggi viene usata soprattutto come decorazione di dolci, con i suoi gambi canditi.

Pianta originaria dell’Europa del Nord, era probabilmente legata a festivìtà pagane ed era considerata una protezione contro, le pratiche dì stregoneria.

Il suo nome trae origine dall’avvento del calendario cristiano, ed è un riferimento al suo periodo di fioritura, verso l’8 di maggio, allora festa dell’arcangelo Michele.

I semi, fortemente aromatici, trovavano e trovano ancora,varie applicazioni, soprattutto nella produzione di bevande alcoliche, mentre in Scandinavia la radice veniva usata come pane. 

Coltivazione: questa pianta cresce nelle regioni temperate, da semi freschi e appena maturati. Seminare ben distanziato a fine estate-autunno, in terreno preferibilmente umido e fertile non importa se in ombra o al sole. Trapiantare in primavera o sfoltire fino a 45 cm per parte, e piantare nella posizione definitiva in autunno, lasciando 90 cm per parte. La fioritura avviene di solito dopo la metà estate; se si rimuovono i fiorì prima della maturazione dei semi, la pianta continuerà a vivere.

I semi si autopropagano. Si può seminare in primavera o riprodurla per polloni.

Impieghi.

In cucina: gambi canditi per torte e pasticceria; i semi aromatizzano varie bevande, come gin, vermouth e vini bianchi, le foglie con la frutta cotta e per insaporire formaggi; non consigliata in caso di diabete,

In medicina: foglie, semi e gambi freschi in caso di problemi respiratori, bronchiti e tosse; in passato come stimolante dell’appetito e come digestivo; le radici seccate sono anti-flatulenza.

In profumeria: tutta la pianta è gradevolmente profumata; l’olio estratto dai semi viene usato spesso nei pot-pourri.

Ricetta: gambi canditi

Usare i gambi più giovani o i piccioli della pianta Angelica; tagliarli a striscioline; bollirli in acqua finché teneri, pulirli della buccia più esterna e cuocerli finché siano verdi. Asciugarli e pesarli, poi cospargerli con un’uguale quantità di zucchero e lasciarli a riposo per due giorni.

Bollire il tutto, scolare, preparare dello sciroppo seguendo lo stesso procedimento e ribollire i gambi per circa 10 minuti. Sistemarli su una rastrelliera ad asciugare, poi conservarli in contenitori ermetici tra fogli di carta pergamenata (se non sono ben asciutti diventano flaccidi col tempo).

 

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