Segue Mangiare biodiversità  per difendere il futuro del pianeta.  Rivoluzione biologica.campo di grano

LA NATURA CHE PARLA. La biodiversità va difesa, come da anni prevedono convenzioni e trattati in­ternazionali, definiti in ambito delle Nazioni Unite, della Comunità Europea e con piani di intervento su cui è impegnato il Governo italiano e le Regioni. Questo anche perchè non si tratta solo di tute­lare ciò che c’era ma è fondamentale se si vuole guardare al futuro. “La biodiversità – spiega Paolo Fontana, entomologo e presidente della WBA, la World Biodiversity Association – è allo stesso tempo il motore e il risultato dell’evoluzione perché la biodiversità è la modalità con cui la vita si esplica”.  Si pensava che difendere la biodiversità volesse dire solo andare a studiare i santuari della natura incontaminata e i pericoli che riguardavano le foreste tropicali e le tante specie in pericolo di estinzione (pensiamo al panda gigante) sono nati proprio dall’osservare questi contesti.

 Oggi la gran parte della superficie terrestre è occupata da attività agricole; qui sta dunque una sfida fondamentale. Perché ogni campo ha una sua biodiversità, ogni campo è un insieme di forme viventi, di licheni, insetti e larve che sono nel terreno su cui l’uomo agisce. E la logica che negli ultimi decenni ha ispirato l’agricoltura mondiale, quella fatta di grandi estensioni e monocolture, di semi brevettati dalle grandi multinazionali e di grande uso di concimi è nemica della biodiversità“.

  Per questo c’è da fare una grande opera di educazione sia verso i contadini che verso i consumatori. Da un lato i contadini devono rendersi conto, e lo stanno facendo sempre più, che la larva che c’è nel terreno non è nemica del loro reddito. Quella larva può essere proprio l’indice di buona salute del campo e di quell’ambiente naturale. La fertilità del suolo dipende da un equilibrio di quel sistema prosegue Fontana – altrimenti tende a calare e i concimi sono solo un succedaneo”.

  Fontana ricorda che il punto è garantire una produzione alimentare adeguata per la nostra società, oggi e domani. Occorre evitare approcci ideologici.Dal no agli Ogm, all’agricoltura biologica e biodinamica, io non credo ci sia da sposare in assoluto una bandiera. C’è da cercare soluzioni sostenibili, concrete e utili che prendano atto che l’agricoltura che io chiamo “farmaceutica” produce pochi vantaggi, sia per i contadini che per i consumatori. Dobbiamo ricostruire ecosistemi agrari che aumentino il benessere dell’uomo, che diano cibo alle comunità e che, ad esempio, consentano di combattere gli sprechi lungo tutta la filiera. In questo senso un ruolo fondamentale spetta al consumatore, un consumatore che deve essere: informato e consapevole. Io ricordo sempre che; ogni cittadino ha tre momenti al giorno per fare la “rivoluzione” biologica: colazione, pranzo e cena”.

continua

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