L’intelligenza del bimbo dipende dalla mamma

Il quoziente intellettivo del bambino dipende strettamente da quello della madre. Secondo la recente indagine della Food Standards Agency (Fsa), i bimbi allattati al seno sono intelligenti solo se anche la madre lo è.

Lo studio, pubblicato dal Daily Telegraph, analizza il legame tra sviluppo cognitivo e alimentazione e smentirebbe l’idea secondo cui è il  latte materno a influire sul quoziente intellettivo dei figli. Secondo la ricerca una madre intelligente tende ad alimentare il piccolo con il proprio seno, e non artificialmente,  di conseguenza, anche il bebè è più acuto.

L’allattamento al seno – ha detto Sian Robinson della University of Southampton, che ha partecipato allo studio – è veramente importante per i neonati”. “Ma i nostri dati – ha precisato – dimostrano che non è legata a una maggiore intelligenza. La ricerca non vuole mettere sotto accusa il latte materno, anzi.  Come sappiamo, l’Organizzazione mondiale della sanità definisce l’allattamento al seno importante fino a sei mesi e consiglia di proseguirlo, se possibile, fino all’anno di vita”.

Il latte – spiega la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia del San Raffaele di Milano – ha tre tipi di vantaggi: dal punto di vista nutrizionale contiene nutrienti quantitativamente e qualitativamente ottimali per soddisfare il bambino, lo protegge da virus e batteri, dalle allergie e da alcune malattie e, dal punto di vista psicologico, approfondisce e rafforza il rapporto madre-neonato”.

Questo infatti non solo placa il bisogno di cibo nel modo più spontaneo, ma costituisce per un bambino – e, in parte, anche per la mamma – la più gratificante delle esperienze a livello sensoriale, emotivo ed affettivo. “La poppata – aggiunge Graziottin – è un’esperienza piacevolissima e fondamentale per l’equilibrata crescita del bambino”. E infine, nei primi tre anni di vita, ha un impatto cruciale sulla salute nelle età successive e, in particolare, sul rischio di malattie cardiovascolari, obesità e sullo sviluppo della funzione cognitiva.