Quando acquistiamo prodotti preconfezionati che riteniamo benefici per il nostro organismo, non dobbiamo dimenticare di leggere con attenzione le etichette, così da poter valutare attentamente la scelta che stiamo per fare. Però: siamo sicuri che l’etichetta ci dica tutto in modo chiaro e comprensibile?? Leggiamola con spirito critico!

Etichette con le proprietà nutrizionali del prodotto        L’etichetta alimentare di un prodotto preconfezionato, tre le indicazioni che deve citare obbligatoriamente ci sono:  Elenco degli ingredienti; Termine minimo di conservazione o data di scadenza;  Modalità di conservazione ed eventualmente utilizzo;  Qualsiasi ingrediente o etichette che riportano le qualità alimentari del prodottocoadiuvante tecnologico che possa provocare allergie o intolleranze; Paese di origine e luogo di provenienza.  la Dichiarazione nutrizionale,   il valore energetico e la quantità di determinati nutrienti che rientrano nella composizione, i lipidi, i grassi saturi, nonché una dicitura specifica per zucchero e sale.
    La buona qualità nutrizionale di un alimento è influenzata anche da un corretto consumo. La dicitura “da consumarsi preferibilmente entro... indica il termine minimo di conservazione, cioè la data entro la quale il prodotto conserva integre le sue qualità. Questo vuol dire che si può consumarlo anche oltre la data indicata senza danno per la salute ma il produttore non ne garantisce la degradazione. Quando invece leggete “Da consumarsi entro il …”, il produttore indica la data di scadenza imprescindibile entro la quale il prodotto deve essere necessariamente consumato per non avere possibili spiacevoli sorprese.

Etichette da leggere   Però?  a questo punto si affacciano alcuni dubbi sulla interpretazione delle varie diciture. Fra le quali, ad esempio, c’è spesso la scritta “senza zucchero” che ci invita ad un acquisto senza sensi di colpa. In realtà è meglio non fidarsi ad occhi chiusi: diciture come “sciroppo di glucosio”, “sciroppo di fruttosio”, “maltosio” “amido di mais”, “sciroppo di cereali”, associate a quella precedente indicano, anche se indirettamente la presenza di zucchero. L’ indice glicemico di queste sostanze infatti è molto alto, cosa che le rende del tutto simili al saccarosio.

       E ancora, attenzione ad un’altra parolina: “additivi”. Si tratta di sostanze chimiche aggiunte ai cibi per conservarli meglio e renderli più attraenti allo sguardo ed al gusto, ma non sono innocui! Intanto non hanno alcun valore nutrizionale e poi, anche se non sono dannosi in piccolissime quantità, spesso li accumuliamo nel nostro organismo inconsapevolmente: sono prevalentemente preceduti da “E”, ma in Italia possono essere inseriti nei cibi sotto la dicitura “aromi” o addirittura “aromi naturali”.

       Eccone alcuni:   Coloranti (da E100 ad E199): Conservanti (da E200 ad E299) il loro fine è quello di rallentare il deterioramento del cibo causato da: batteri, lieviti e muffe. Antiossidanti (da E300 ad E322) evitano il processo di ossidazione nell’alimento: Correttori di acidità (da E325 ad E385): Addensanti, emulsionanti e stabilizzanti (da E400 ad E495): Aromatizzanti, donano agli alimenti specifici odori e sapori. La legge italiana prevede la loro indicazione in etichetta in modo generico come aromi che, anche questi, non crediamo siano proprio innoqui

     Un’altra categoria da tenere sott’occhio è quella dei grassi idrogenati; sono grassi killer di cui illustreremo in un prossimo articolo le negative proprietà

 Come difenderci? ne parleremo in un prossimo articolo

Ricetta di Elisabetta.  Insalata di cetrioli e fagioli: Una manciata di fagioli lessati, 2 cetrioli a fettine, semi di chia, rucola, qualche fogliolina di menta e basilico.Condire con olio di oliva extravergine, limone o aceto e mescolare Buon appetito

Elisabetta di Cosmo

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