CHI LE HA VISTE? Sarebbe impossibile passare in rassegna tutte le erbe spontanee commestibili, ma una rapidissima panoramica su quelle più piatto di portulacadiffuse nel nostro territorio è necessario, almeno per prendere confidenza con i nomi. Partiamo allora dal Bruscàndolo, tanto usato per i risotti o le farinate: a volte impropriamente chiamato asparago selvatico, germoglio della pianta del Luppolo è invece (Humulus lupulus), perenne rampicante dalle virtù sedative diffusa nelle zone umide come lungo i fossi, le siepi o vicino ai boschi. Il cosiddetto Farinello (Chenopodium album) è una pianta annuale così chiamata per il colore biancastro delle foglie ricoperte da una peluria microscopica che sembra farina. Da sempre considerato lo spinacio dei poveri, è proprio buono e contiene elevate quantità di carotene e acido ascorbico, è antianemico e si consuma lessato per farcire torte salate, crespelle o ravioli, oppure nelle minestre o a crudo nelle insalate usando le foglie più tenere.

   La Margheritina (Bellis Perennis) o Pratolina è espettorante, protettiva per bronchi e gola. Prima della fioritura, le foglie più interne della rosetta
margheritesono tenere e croccanti e si usano crude, le altre in ricette che prevedono cottura. Le cime più tenere della pianta perenne dell’Ortica (Urtica dioica) vanno raccolte con guanti e forbici, tenendo comunque conto del fatto che l’azione urticante della pianta svanisce una volta raccolta entro 24 ore. Molto remineralizzante, ricca di antiossidanti e clorofilla è anche disintossicante e antianemica. Si usa nel pane, negli sformati, nei risotti, nella pasta fatta in casa, nelle zuppe. La Portulaca (Portulaca oleracea) o Erba porcellana (tarassacofoto sopra, nel piatto) è quella specie di grassa presente in tutti i terreni argillosi e assolati, ma anche ai bordi dei marciapiedi. Le sue foglie carnose sono deliziose anche crude in insalata e contengono molti sali minerali, oltre a omega 3 antinfiammatori. Gli Strigoli o Silene (Silene vulgaris) hanno fiori rigonfi che i bambini amano fare scoppiare. Ricchi di vitamina C e mucillagini, sono antinfluenzali, depurativi, remineralizzanti e si prestano a quasi tutte le preparazioni. Il Tarassaco (Taraxacum officinale), Soffione o Dente di leone è tra le erbe spontanee più diffuse e sempre disponibili. Depurativo, diuretico e digestivo, si impiega in insalate, ripieni, paste fresche, minestre. È commestibile in tutte le sue parti e la radice è oggetto di studio per probabili proprietà antitumorali                         

7 SEMPLICI REGOLE:annaffiatoio

  1. Verificare se è possibile raccogliere nella zona prescelta: in parchi e zone protette, ad esempio, spesso non è consentito. Iniziare quindi la raccolta nel rispetto della natura.
  2. Non raccogliere mai le erbe vicino alle strade o in prossimità di fonti di inquinamento, evi­tando quindi canali di scolo, zone-industriali, aiuole urbane, campi dove si fa uso di concimi chimici o vicini ad allevamenti.
  3. Non strappare ma tagliare la pianta, in modo che possa ricrescere.
  4. Non ‘fare razzia’ in una sola zona ma lasciare sempre un po’ di esemplari per permettere che si moltiplichino nuovamente.
  5. Tagliare le erbe più belle e sane, evitando marciumi o parti infestate da parassiti.
  6. Fare una prima pulizia delle erbe raccolte nel campo in modo da riciclare subito gli scarti e vedere meglio il quantitativo della parte com­mestibile raccolta.
  7. Raccogliere solo le piante ben conosciute per evitare intossicazioni; per raccogliere nuove erbe chiedere l’assistenza di un esperto.
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