Le ore della marmellata

La marmellata è facile da inserire nei menu quotidiani, perché sempre pronta, energetica, digeribile: un vero jolly gastronomico. E non esistono problemi di “quando”, ogni momento è buono se si è in vena di golosità.marmellate fatte in casa

Le occasioni più ovvie? A colazione e a merenda. Ma anche a fine pasto, invece della frutta fresca. All’ora del té, come sostituta dei soliti dolcetti.

Prima di dormire, se c’è ancora un languorino da calmare.

Con chi gustare le confetture? Con i bambini, per condividere la gioia di una merenda. Con tutta la famiglia, a tavola, in un giorno di festa o anche tutti i giorni, se si fa colazione insieme prima di uscire.

Con gli amici, quelle fatte in casa, i quali apprezzeranno le vostre dolci manifatture proprio perché fatte da voi, ma anche i vostri vasetti speciali che esibiscono etichette prestigiose.

Momenti ideale per assaggi e degustazioni di marmellate e gelatine di frutta sono le sere di fine estate in campagna, le riunioni davanti al fuoco del camino nella stagione più fredda, quando si sta bene seduti a chiacchierare, a bere, a farsi bruciacchiare le suole delle scarpe e a scambiarsi tenerezze.

Prima colazione: di rigore la marmellata

Una colazione “seria” è un’ottima premessa per affrontare in piena efficienza una giornata di lavoro, anche noi Italiani cominciamo a convincercene. Semplice colazione continentale o robusto breakfast all’inglese?

Chi non se la sente di pasteggiare di prima mattina con uova e bacon, può sempre contare sulla marmellata, comune ai due tipi di colazione. Marmalade o anche confetture varie secondo i gusti, oppure, come di solito viene preferita nei paesi germanici, quella di ribes o frutti di bosco in genere.

Oltre che spalmata su pane, crackers, fette biscottate o biscotti, può essere unita vantaggiosamente allo yogurt. Non può mancare il burro anche se usato con moderazione. Naturalmente, freschissimo e fragrante, che, per tradizione, è supporto ideale della marmellata, perché i due gusti armonizzano magnificamente.

Anche sulla tavola del brunch, intraducibile parola americana nata dalla fusione tra breakfast e lunch (pranzo di mezzogiorno), la marmellata è presente. Si tratta infatti di un pasto che unisce la ghiottoneria di una ricca colazione ai piatti più stuzzichevoli di un pranzo veloce.

Poiché si va a tavola verso le undici e mezzogiorno, ci si può alzare tardi, impigrire piacevolmente, concedersi una toilette accurata… e, se l’apparecchiatura è stata preparata la sera prima, basta disporvi tartine, toast, croissants, focacce dolci o salate (tutto croccante perché bastano pochi minuti di forno), latte, té, caffè e cioccolata secondo i gusti, e poi formaggi, salumi, insalate o quanto il vostro estro vi suggerisce…

Confetture, gelatine, miele, frutta sciroppata e fresca: tutto è pronto e ciascuno sceglie ciò che preferisce.

Un suggerimento per quanto riguarda l’accoppiamento pane e marmellata: quello di segale si sposa bene con tutti i tipi di marmellata; il pane bianco e quello al latte assecondano in particolare il delicato aroma delle confetture di pe­sche e di albicocche, mentre il pane integrale esalta il sapo­re deciso di confetture come quella di ciliege, lamponi e prugne.marmellata ora del te

L’ora del té…

…non può essere che five o’ clock, all’uso anglosassone. Oggi anche in Inghilterra la pausa del té pomeridiano è meno ricca rispetto a quella tradizionale, ma non per questo il suo rituale è meno vivo.

E, dato che copiare le buone usanze degli altri è quasi doveroso, anche il nostro té sarà piacevolmente inglese: quindi Earl Grey o Orange Pekoe, Darjeelining, o Ceylon nella teiera.

Non mancherà poi la marmalade classica, ma anche qualche jam di frutti rossi o di gusti diversi, sarà benvenuto, da spalmare su biscottini secchi muffins, panini. A parte, il burro, immancabile e di consistenza giustamente spalmabile.

Il piacere della merenda

Chissà perché solo i ragazzi fanno merenda, mentre gli adulti, casomai, fanno uno spuntino, un break.

È comunque una occasione di relax, senza orari e regole da rispettare, anzi al di fuori di ogni schema e quindi ora propizia alla golosità fine a sè stessa.

 La marmellata sembra fatta apposta: così facile da mangiare leggendo un fumetto o il giornale, guardando la televisione, interrompendo qualunque lavoro domestico, col pane o… pescando direttamente dal vasetto. Un pretesto insomma, per mettere una nota dolce e colorata anche in un momento grigio.

Non per niente nella Provenza francese, ancora maestra confetturiera, si fa merenda con tre tipi di marmellata e merenda si dice goùter, gustare, una parola che vale più di un discorso.

 

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