Dietetica cinese: mangiare con moderazione.

cibo cinese

Tutto ciò che è superfluo al manteni­mento dell’organismo comporta solo un dispendio energetico e un suo indebolimento. La moderazione come stile di alimentazione è pratica rac­comandata in tutta la tradizione dietetica cinese.

Già il Neijing Suwen di­ceva che «gli uomini dell’alta antichità erano osservanti della Via, beve­vano e mangiavano con misura e così arrivavano alla fine dell’età natura­le e, centenari, se ne andavano» (Sw, l).Sum Simiao (581-673), eminente medico della dinastia Tang, consigliava di consumare «solo una zuppa a mezzogiorno e di non soddisfare completamente la fame la sera; perchè alimen­tarsi in modo eccessivo non porta che svantaggi» (Zbenjinji).

In effetti, se si riempie completamente lo Stomaco, si richiede un lavoro supple­mentare alla Milza per svolgere i suoi compiti di trasporto e trasforma­zione.

Il risultato è che ci si alza da tavola appesantiti, affaticati e con la sensazione di aver mangiato troppo. Hu Sihui (1330-1395), nella sua operaZtong Gu ZhuiYan, I principi importanti del bere e del mangiare, illustra le Cinque conseguenze negative dell’iperalimentazione: andare spesso di corpo; urinare di continuo; lamentare sovente un senso di pe­santezza; non riposare tranquillamente; essere predisposti all’indigestio­ne. Indubbiamente l’assunzione di quantità eccessive di alimenti provo­ca un eccesso di forma, a cui però spesso corrisponde una carenza di energia.

Al giorno d’oggi molte persone utilizzano il cibo per motivi diversi rispetto al mantenimento dell’organismo. Il nutrimento è spesso li­na compensazione affettiva e diventa così la causa di molti disordini co­me l’obesità e le turbe digestive. La società moderna, che richiede per l’affermazione della persona alte performance, spinge l’uomo alla ricer­ca continua di fonti di energia che gli permettano di adeguarsi alle pro­prie aspettative e a quelle delle persone che lo circondano.

Il risultato è l’aumento di peso.

L’obesità, confermando le intuizioni dell’antica dietetica cinese, è rite­nuta un fattore morboso che concorre alla genesi di numerose malattie e costituisce una delle principali cause di premorienza. Secondo la dieteti­ca cinese è responsabile di gravi stasi circolatorie vascolari ed energeti­che. Anche secondo concezioni più moderne, questa sindrome, deter­minando una minor nutrizione degli organi e una minor capacità depu­rativa degli stessi, provoca nel tempo uno stato di intossicazione sempre più grave dell’organismo e, in particolare, della sua struttura mesenchimale.

Ricordiamo come una delle teorie dell’invecchiamento spieghi questo fenomeno come l’esito di una progressiva impregnazione tossinica dell’organismo. L’eccesso alimentare conduce per lo più a squilibri che si traducono in stati di ‘Pieno apparente’ e ‘Vuoto reale’, soprattutto a carico degli orga­ni interni, con malattie legate a fenomeni localizzati di eccesso e ristagno. Negli stadi avanzati, questi fenomeni di stasi si aggravano fino a diventa­re seri disturbi circolatori, non solo del circolo ematico come in caso di ictus e infarto, ma anche della circolazione energetica. Le stasi dell’energia nutritizia ying, di quella difensiva wei e di quella essenziale jing, vitalità, sono alla base dello stato di minor resistenza e di maggior suscettibilità alle ma­lattie che colpisce l’obeso.

A queste conclusioni sono giunti anche mol­ti studi di Medicina Occidentale, condotti in modo controllato nell’ambito di ricerche sui fattori di rischio circolatorio. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, quindi, un eccesso di alimen­tazione comporta paradossalmente un deficit funzionale della forma e dell’energia di un organo o in generale di tutto l’organismo, causando 1 gravi squilibri.Naturalmente, la gravita dei sintomi o delle malattie dipenderà dalla capacità di resistenza del soggetto, dalla sua capacità di ri­portare nuovamente il suo organismo in equilibrio, disperdendo gli ec­cessi e mobilizzando i ristagni anche con un’attività fisica adeguata.

 La giusta quantità di ogni tipo di alimento.

La dietetica ci­nese, non esclude alimenti, ma certamente segnala che non tutte le categorie vanno assunte nelle stesse proporzioni; nei testi viene fatta una gerarchia degli alimenti che, di secoli precede quella derivata dagli studi, per lo più americani, condotti in campo nutrizionale. In una dietetica integrata e corretta l’apporto alimentare deve rispettare non solo i principi cinesi ma, in generale, anche i rapporti percentuali tra i nutrienti, previsti dalle regole nutrizionali oc­cidentali.

Il pasto ideale dovrà essere composto per il 30% da carboidrati complessi provenienti dai cereali, dalla pasta o dalle patate; per un altro 40% da verdura, dal 10% di frutta, dal 10% circa di carni, di preferenza car­ne di pesce o di volatili, dal 7% di uova e prodotti del latte e, infine, dal 3% di grassi, preferibilmente di origine vegetale, spezie e dolci.

I cereali

Da sempre hanno costituito la base dell’alimentazione dell’u­manità perché apportano la giusta quantità di energia; per la dietetica ci­nese costituiscono l’apporto ideale di sapore dolce; sono nutrienti e ben digeribili, soprattutto se cotti bene.

Accanto al grano e al riso bisogna ri­cordare di assumere anche orzo, miglio, mais, avena. Ortaggi, legumi e frutta forniscono sali minerali, vitamine, enzimi e fibre che sono indi­spensabili alla digestione. Inoltre assicurano una quota di protei­ne di origine vegetale, che sono altrettanto importanti di quelle di origi­ne animale, all’interno dell’equilibrio generale dell’organismo.

Le verdure

Dovrebbero venire assunte in grande quantità, soprattutto cotte; gli alimenti crudi e di natura fredda sono infatti difficili da digerire. Per la dietetica cinese sono molto importanti anche perché apportano tutta la gamma dei sapori necessari al nostro equilibrio energetico; inol­tre regolarizzano la glicemia, sono antiossidanti, favoriscono il transito intestinale, sostengono la funzionalità della Milza, sono facili da digerire, forniscono molto jing vitalità, con vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi.

La scarsa assunzione di verdure è uno degli errori dietetici più importanti dei giorni nostri.

La frutta

Può essere consumata sempre e in quantità anche importanti, lontano o prima dei pasti. Durante i pasti, è meglio mangiare frutta riscaldata o cotta. E’ raccomandata in qualunque stagione per il suo apporto di liquidi e per la capacità di riequilibrare l’eccesso di calore indotto dal clima.

Carni e pesce

abbiamo bisogno di una piccola quantità di proteine di origine animale che sono necessarie per assumere gli aminoacidi essenziali. Le carni grasse apportano calore e umidità nel­l’organismo e sono in grado di causare molti squilibri e malattie. Da quanto detto si può trarre comunque un importante insegnamento: poca carne e privilegiare pe­sce e uova che dovrebbero accompagnare verdura e cereali.

Il latte e i latticini

Sono visti con sospetto dalla dietetica cinese, perché sono di natura fredda o fresca e quindi, in genere, difficili da digerire. La nostra medicina ha provato che non vi è una vera necessità di questi pro­dotti, che apportano soprattutto calorie, poche proteine e molti grassi. Inoltre ai giorni nostri è sempre più alto il numero delle persone che han­no sviluppato intolleranze. La quantità assumibile è al massimo di 0,1 li­tri al giorno, che vorrebbe dire per esempio 8 g di gruviera, 50 g. di for­maggio fresco e magro o 100 g. di yogurt magro.

I grassi e i condimenti sono necessari solo in piccola quantità alla nostra ali­mentazione, per garantire l’assorbimento delle vitamine liposolubili. De­vono essere preferiti grassi di origine vegetale e, solo secondariamente e in piccole quantità, grassi di origine animale.

Le spezie e alcune erbe aromatiche stimolano la Milza e favoriscono la digestione. Apportano sapore piccante e sono di natura tiepida .

benessere

Masticare con cura

E’ un principio fondamentale in tutte le culture. Bisogna masticare bene: la prima digestione avviene in bocca. Mangiare lentamente, con calma, masticare a lungo è una delle chiavi del «saper mangiare». I cibi si impregnano di saliva che aiuta il processo digestivo ed è anche ricca ijing,vitalità.

Consumare gli alimenti a temperatura corporea

per non disturba­re gli equilibri yin (ricettività)-yang(potenza attiva) fisiologici. Gli alimenti troppo caldi, infatti, determinano un apporto di calore eccessivo; mentre alimenti troppo fred­di tendono a bloccare la digestione e richiedono un aumento del di­spendio energetico dell’organismo per intiepidirli e per digerirli.

Bere poco durante i pasti, 

Possibilmente bevande calde o tiepide; ot­timi l’acqua e il Té. Bere all’inizio o durante il pasto è come versare acqua fredda in una casseruola riscaldata e pronta a riceve gli alimenti da cuo­cere: rallenta il processo digestivo. Anche in estate bisognerebbe bere a temperatura ambiente. Evitare tutte le bevande zuccherate e acide (Co-ca-cola, aranciata, succhi di frutta industriali) che accumulano gli effetti

tossici di acido e dolce, sviluppano umidità e calore nell’organismo e le­dono l’attività digestiva di Milza e Fegato.

Tuttavia, un poco bisogna bere perché lo Stomaco teme la secchezza: pasti unicamente composti da piz­za, sandwich, focacce, panini sono problematici. Per avere la giusta umi­dità è meglio consumare verdura, piuttosto che bere in modo sbagliato.

Bere molto Té lontano dai pasti.

 Il Tè è la più tipica bevanda cinese, consumata a partire dal quarto secolo a.C., cui nel tempo si aggiunse un vero e proprio rituale di preparazione e degustazione. Insieme con il vino di ri­so, il Té è considerato dalla tradizione medica cinese un alimento con at­tività terapeutica.

La prima testimonianza in questo senso si trova nello Shennong Ben Caojing. La materia medica di Shennong (I secolo d.C), in cui si dice che «il gusto amaro del Té riconforta lo spirito, com­batte la passività, rende il corpo leggero e rischiara la vista». Nel settimo secolo DC, il letterato Lu yu scrisse il Classico del Té, in cui per la prima volta furono messe per iscritto le proprietà di questa bevanda, scoperta dai Cinesi nei secoli: stimolante dei centri nervosi, cardiotonica, diuretica, astringente, con attività antifame e antisete, digestiva, sudorifera, dimagrante, stimo­lante dell’attività fisica e della memoria. Nei monasteri buddhisti è da sem­pre usato per curare le malattie leggere, ma anche per aiutare i monaci nelle lunghe ore di meditazione.

Il Tè favorisce la longevità

All’epoca Song (960-1279) risale il testo Bere Té per mantenersi in buo­na salute, in cui si sostiene che l’uso prolungato e sistematico del Té fa­vorisca la longevità. In effetti, in questi ultimi anni, gli studi clinici sul Té hanno dimostrato che la bevanda, svolge una funzione profilattica e curativa della sclerosi dei vasi e che rallenta l’ossidazione dei lipidi, collegata all’invec­chiamento delle cellule. Secondo gli esperimenti fatti, l’effetto antisenile del Tè è 18 volte superiore a quello della vitamina E.

In particolare, una so­stanza presente nel Té, la catechina, è in grado di migliorare l’elasticità dei vasi dell’apparato cardiocircolatorio, risultando quindi utile nel prevenir­ne i disturbi e, in particolare, può risultare utile come coadiuvante e pre­ventivo nelle sindromi ipertensive. Gli alcaloidi contenuti nel Tè, come la caffeina, hanno un’azione stimolante sul sistema nervoso centrale, mi­gliorano il metabolismo e le funzioni renale e cardiaca. Al Té, perciò, da secoli sono stati attribuiti molteplici effetti salutari: stimolando la secre­zione dei succhi gastrici, giova alla digestione; favorisce la diuresi; con­corre a calmare la tensione nervosa e a sostenere l’organismo in situazio­ni di affaticamento o di stress.

Poco noto è il fatto che il Té abbia un alto contenuto di fluoro: 10 g di Té al giorno, infatti, forniscono una quantità di fluoro sufficiente per un’efficace azione anticarie. Le vitamine B, e B2, la vitamina C, l’acido folico, indispensabile nella fabbricazione degli ele­menti figurati del sangue, l’acido nicotinico, con azione eutrofica sulle mucose e sulla pelle, sono pure presenti nelle foglie delTè.NelTè, infine, sono contenute, oltre a sali minerali, sostanze atte a migliorare la trasfor­mazione dei grassi e delle proteine.

Assumere i pasti regolarmente.

La medicina cinese più di qualsiasi altra medicina parla del sapersi adattare ai ritmi cosmici e stagionali. Più si favoriscono questi cicli, più il nostro organismo funzionerà facilmen­te. Mangiare a ore regolari è un’abitudine riposante per il sistema dige­stivo, che si appresta a ricevere il bolo alimentare nelle migliori condi­zioni. Certamente i ritmi possono cambiare da una persona all’altra. Una regola di base è non mangiare prima di aver completamente digerito il pasto precedente; questo implica un intervallo di 5-6 ore tra i vari pasti.

Please follow and like us:
Leave a Reply
Your email address will not be published.
  • ( will not be published )