Dietetica cinese: mangiare la giusta quantità di ogni alimento

cibo cinese

 

 La giusta proporzione degli alimenti.

La dietetica ci­nese, non esclude alimenti, ma certamente segnala che non tutte le categorie alimentari vanno assunte nelle stesse proporzioni; nei testi viene fatta una gerarchia degli alimenti che, di secoli precede quella derivata dagli studi, per lo più americani, condotti in campo nutrizionale. In una dietetica integrata e corretta l’apporto alimentare deve rispettare non solo i principi cinesi ma, in generale, anche i rapporti percentuali tra i nutrienti, previsti dalle regole nutrizionali oc­cidentali.

Il pasto ideale dovrà essere composto per il 30% da carboidrati complessi provenienti dai cereali, dalla pasta o dalle patate; per un altro 40% da verdura, dal 10% di frutta, dal 10% circa di carni, di preferenza car­ne di pesce o di volatili, dal 7% di uova e prodotti del latte e, infine, dal 3% di grassi, preferibilmente di origine vegetale, spezie e dolci.

I cereali

Da sempre hanno costituito la base dell’alimentazione dell’u­manità perché apportano la giusta quantità di energia; per la dietetica ci­nese costituiscono l’apporto ideale di sapore dolce; sono nutrienti e ben digeribili, soprattutto se cotti bene.

Accanto al grano e al riso bisogna ri­cordare di assumere anche orzo, miglio, mais, avena. Ortaggi, legumi e frutta forniscono sali minerali, vitamine, enzimi e fibre che sono indi­spensabili alla digestione. Inoltre assicurano una quota di protei­ne di origine vegetale, che sono altrettanto importanti di quelle di origi­ne animale, all’interno dell’equilibrio generale dell’organismo.

Le verdure

Dovrebbero venire assunte in grande quantità, soprattutto cotte; gli alimenti crudi e di natura fredda sono infatti difficili da digerire. Per la dietetica cinese sono molto importanti anche perché apportano tutta la gamma dei sapori necessari al nostro equilibrio energetico; inol­tre regolarizzano la glicemia, sono antiossidanti, favoriscono il transito intestinale, sostengono la funzionalità della Milza, sono facili da digerire, forniscono molto jing vitalità, con vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi.

La scarsa assunzione di verdure è uno degli errori dietetici più importanti dei giorni nostri.

La frutta

Può essere consumata sempre e in quantità anche importanti, lontano o prima dei pasti. Durante i pasti, è meglio mangiare frutta riscaldata o cotta. E’ raccomandata in qualunque stagione per il suo apporto di liquidi e per la capacità di riequilibrare l’eccesso di calore indotto dal clima.

Carni e pesce

abbiamo bisogno di una piccola quantità di proteine di origine animale che sono necessarie per assumere gli aminoacidi essenziali. Le carni grasse apportano calore e umidità nel­l’organismo e sono in grado di causare molti squilibri e malattie. Da quanto detto si può trarre comunque un importante insegnamento: poca carne e privilegiare pe­sce e uova che dovrebbero accompagnare verdura e cereali.

Il latte e i latticini

Sono visti con sospetto dalla dietetica cinese, perché sono di natura fredda o fresca e quindi, in genere, difficili da digerire. La nostra medicina ha provato che non vi è una vera necessità di questi pro­dotti, che apportano soprattutto calorie, poche proteine e molti grassi. Inoltre ai giorni nostri è sempre più alto il numero delle persone che han­no sviluppato intolleranze. La quantità assumibile è al massimo di 0,1 li­tri al giorno, che vorrebbe dire per esempio 8 g di gruviera, 50 g. di for­maggio fresco e magro o 100 g. di yogurt magro.

I grassi e i condimenti sono necessari solo in piccola quantità alla nostra ali­mentazione, per garantire l’assorbimento delle vitamine liposolubili. De­vono essere preferiti grassi di origine vegetale e, solo secondariamente e in piccole quantità, grassi di origine animale.

Le spezie e alcune erbe aromatiche stimolano la Milza e favoriscono la digestione. Apportano sapore piccante e sono di natura tiepida .

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Masticare con cura

E’ un principio fondamentale in tutte le culture. Bisogna masticare bene: la prima digestione avviene in bocca. Mangiare lentamente, con calma, masticare a lungo è una delle chiavi del «saper mangiare». I cibi si impregnano di saliva che aiuta il processo digestivo ed è anche ricca ijing,vitalità.

Consumare gli alimenti a temperatura corporea

per non disturba­re gli equilibri yin (ricettività)-yang(potenza attiva) fisiologici. Gli alimenti troppo caldi, infatti, determinano un apporto di calore eccessivo; mentre alimenti troppo fred­di tendono a bloccare la digestione e richiedono un aumento del di­spendio energetico dell’organismo per intiepidirli e per digerirli.

Bere poco durante i pasti, 

Possibilmente bevande calde o tiepide; ot­timi l’acqua e il Té. Bere all’inizio o durante il pasto è come versare acqua fredda in una casseruola riscaldata e pronta a riceve gli alimenti da cuo­cere: rallenta il processo digestivo. Anche in estate bisognerebbe bere a temperatura ambiente. Evitare tutte le bevande zuccherate e acide (Co-ca-cola, aranciata, succhi di frutta industriali) che accumulano gli effetti

tossici di acido e dolce, sviluppano umidità e calore nell’organismo e le­dono l’attività digestiva di Milza e Fegato.

Tuttavia, un poco bisogna bere perché lo Stomaco teme la secchezza: pasti unicamente composti da piz­za, sandwich, focacce, panini sono problematici. Per avere la giusta umi­dità è meglio consumare verdura, piuttosto che bere in modo sbagliato.

Bere molto Té lontano dai pasti.

 Il Tè è la più tipica bevanda cinese, consumata a partire dal quarto secolo a.C., cui nel tempo si aggiunse un vero e proprio rituale di preparazione e degustazione. Insieme con il vino di ri­so, il Té è considerato dalla tradizione medica cinese un alimento con at­tività terapeutica.

La prima testimonianza in questo senso si trova nello Shennong Ben Caojing. La materia medica di Shennong (I secolo d.C), in cui si dice che «il gusto amaro del Té riconforta lo spirito, com­batte la passività, rende il corpo leggero e rischiara la vista». Nel settimo secolo DC, il letterato Lu yu scrisse il Classico del Té, in cui per la prima volta furono messe per iscritto le proprietà di questa bevanda, scoperta dai Cinesi nei secoli: stimolante dei centri nervosi, cardiotonica, diuretica, astringente, con attività antifame e antisete, digestiva, sudorifera, dimagrante, stimo­lante dell’attività fisica e della memoria. Nei monasteri buddhisti è da sem­pre usato per curare le malattie leggere, ma anche per aiutare i monaci nelle lunghe ore di meditazione.

Il Tè favorisce la longevità

All’epoca Song (960-1279) risale il testo Bere Té per mantenersi in buo­na salute, in cui si sostiene che l’uso prolungato e sistematico del Té fa­vorisca la longevità. In effetti, in questi ultimi anni, gli studi clinici sul Té hanno dimostrato che la bevanda, svolge una funzione profilattica e curativa della sclerosi dei vasi e che rallenta l’ossidazione dei lipidi, collegata all’invec­chiamento delle cellule. Secondo gli esperimenti fatti, l’effetto antisenile del Tè è 18 volte superiore a quello della vitamina E.

In particolare, una so­stanza presente nel Té, la catechina, è in grado di migliorare l’elasticità dei vasi dell’apparato cardiocircolatorio, risultando quindi utile nel prevenir­ne i disturbi e, in particolare, può risultare utile come coadiuvante e pre­ventivo nelle sindromi ipertensive. Gli alcaloidi contenuti nel Tè, come la caffeina, hanno un’azione stimolante sul sistema nervoso centrale, mi­gliorano il metabolismo e le funzioni renale e cardiaca. Al Té, perciò, da secoli sono stati attribuiti molteplici effetti salutari: stimolando la secre­zione dei succhi gastrici, giova alla digestione; favorisce la diuresi; con­corre a calmare la tensione nervosa e a sostenere l’organismo in situazio­ni di affaticamento o di stress.

Poco noto è il fatto che il Té abbia un alto contenuto di fluoro: 10 g di Té al giorno, infatti, forniscono una quantità di fluoro sufficiente per un’efficace azione anticarie. Le vitamine B, e B2, la vitamina C, l’acido folico, indispensabile nella fabbricazione degli ele­menti figurati del sangue, l’acido nicotinico, con azione eutrofica sulle mucose e sulla pelle, sono pure presenti nelle foglie delTè.NelTè, infine, sono contenute, oltre a sali minerali, sostanze atte a migliorare la trasfor­mazione dei grassi e delle proteine.

Assumere i pasti regolarmente.

La medicina cinese più di qualsiasi altra medicina parla del sapersi adattare ai ritmi cosmici e stagionali. Più si favoriscono questi cicli, più il nostro organismo funzionerà facilmen­te. Mangiare a ore regolari è un’abitudine riposante per il sistema dige­stivo, che si appresta a ricevere il bolo alimentare nelle migliori condi­zioni. Certamente i ritmi possono cambiare da una persona all’altra. Una regola di base è non mangiare prima di aver completamente digerito il pasto precedente; questo implica un intervallo di 5-6 ore tra i vari pasti.

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