IN GIRO E A  CASA. Ogni stagione ha le sue erbe, radici e i suoi frutti commestibili. Ma è in primavera che la scelta è più ricca e interessante. Raccogliere in montagna, dove il terreno è intatto e l’aria pulita, è la scelta migliore. Ma va bene anche la campagna, lontano da coltivazioni e strade trafficate. L’importante è dotarsi di un buon manuale di riconoscimento cheallontani il rischio di incorrere in piante tossiche e suggerisca magari l’uso culinario delle erbe che si intende raccogliere (ad esempio Piante spontanee alimentari, di Maria Giara Zuin, Maria Teresa Vigolo e Giuseppe Zanin, Edagricole 2015, testo realizzato grazie a molte testimonianze di raccoglitori abituali sulle tradizioni contadine e grazie alla consulenza dell’Università degli Studi di Padova). Per chi non volesse o potesse muoversi, però, anche mettere alcune cassette piene di terra sul davanzale o il terrazzo di casa, lasciando che i semi delle “erbacce” locali ne prendano possesso, può essere una strategia. Almeno per cercare di arricchire le insalate che si portano in tavola. 

APPUNTAMENTI VERDI. Per una vera e propria full immersion nelortic selvatica mondo delle erbe spontanee, feste locali e iniziative a tema danno la possibilità di appro­fondire l’argomento e deliziare il palato. Tra queste, “Selvaggia, festa delle erbe spontanee, dei fiori e delle gemme”, in programma a Castelnuovo Garfagnana (LU) l’I-2 aprile (www.castelnuovodigarfagnana. info) e la “Festa delle erbe spontanee” a Selvapiana di Bagno di Romagna (FC) prevista per maggio (www. prolocoselvapiana.it). Da non perdere anche i corsi • di riconoscimento e uso delle erbe selvatiche che si terranno a partire dal mese di marzo al Giardino di Pimpinella (www.pimpinella.it) a Lu-minasio (BO) e la giornata di studio prevista per l’ul­tima domenica di maggio al Giardino delle erbe di Casola Valsenio (RA) de­dicata al riconoscimento e all’impiego delle erbe in ambito culinario, erborìstico e fitoterapico (www.ilgiardinodel-leerbe.it). un orto fuori dagli schemi che dia spazio a semi vagabondi oppure a semini di piante selvatiche appositamente selezionati (acquistabili ad esempio su www. eurosementi.it) per avere piante a bassissima manutenzione, ossia che non richiedono filari, trapianti, concime o irrigazione, e che crescono in sinergia tra loro e con gli altri ortaggi coltivati. Chi invece non vuole proprio saperne di “andare a caccia” o raccogliere da sé, magari nel timore di sbagliare esemplare, può sempre fare un giro al vicino supermercato, scegliendo quello più grande e fornito. Qualche erba selvatica si può spesso trovare, come il tarassaco dal fiore giallo in primis.

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