L’APE: VITA E PRODUZIONE

 

 

        Le api e l’apicoltura hanno sempre destato un grande interesse tra tutti i popoli. I prodotti dell’alveare sono stati apprezzati e studiati dal punto di vista alimentare e terapeutico. Delle virtù terapeutiche del miele, del polline e della pappa reale si sono occupati molti naturalisti. In vari istituti e case di cura naturali si pratica ancora oggi l’apiterapia, ossia il trattamento delle malattie con i prodotti dell’alveare e naturalmente il veleno dell’ape.    I prodotti apistici sono considerati universalmente degli ottimi integratori alimentari perché efficaci nel compensare le carenze, nel fornire vitamine, sali minerali e oligoelementi e per la loro azione stimolante sull’intero organismo.

 api sui iori   Dal punto di vista igienistico, se i prodotti dell’alveare sono in grado di sopperire alle carenze o ai fabbisogni dell’organismo, la vita delle api, la loro organizzazione e tutta l’attività nell’alveare suggeriscono all’uomo alcuni interessanti spunti per la salute. L’insegnamento che l’uomo può trarre dal mondo delle api per conservare o migliorare la salute, deriva da due osservazioni:l’ape e l’alveare come sistema funzionale unitario,   • i prodotti.  La vita sociale, la pulizia, la suddivisione dei compiti e l’elevato numero di api che si trovano a vivere in un piccolo abitacolo come è quello dell’alveare rappresentano il miglior esempio di convivenza e d’igiene di vita.

La vita dell’ape sorprende.

        L’alveare è un ambiente assolutamente pulito e igienico, organizzato in modo assolutamente perfetto, tale da consentire a migliaia di api un vivere armonioso, sano, al sicuro da malattie di tipo epidemico.  Quando le api si insediano in un nuovo posto l’ambiente viene da loro stesse accuratamente pulito, sigillata ogni fessura e le pareti accuratamente verniciate con una sostanza balsamica raccolta dalle piante. I corpicini delle api morte, degli insetti o di altri intrusi, gli escrementi della regina (le api eliminano i loro in volo), i residui di cera o altro vengono portati all’esterno, invece tutto ciò che diventa intrasportabile viene immobilizzato e coperto di propoli.

      Non è così per l’uomo, il quale trascura del suo corpo i sistemi emuntori e non si cura dell’ambiente digestivo.

Nel prendere in considerazione i prodotti dell’alveare il punto da cui si deve partire è il nettare dei fiori (il cibo), ossia quella secrezione zuccherina che l’ape raccoglie per il suo nutrimento e la produzione del miele. La pianta produce nutrimento per l’ape e questa collabora trasportando il seme per la sua riproduzione, e questo è uno dei migliori esempi di equilibrio e armonia con la Natura. L’ape trasforma il nettare dei fiori in miele mediante la concentrazione e l’inversione degli zuccheri complessi che contiene. Per questa elaborazione l’ape si serve dei suoi enzimi i quali pro­vocano la scissione dei disaccaridi e dei polisaccaridi in monosaccaridi direttamente assimilabili. Il miele viene rigurgitato dalle api nelle cellette per la conservazione e quando la cella è colma provvedono a chiuderla con la cera. Con il miele l’alveare si fa ricco di sostanze alimentari e terapeutiche.

     Il miele, la cera, la propoli e la pappa reale sono sostanze battericide che hanno effetti antibiotici.

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