La “SORPRESA”
La sorpresa

La sorpresa

Un bel mercato s’apre con i ponti e le vacanze scolastische. Acquisti e doni vengono orientati da videocampagne, da addobbi commerciali; le confezioni hanno volume e taglia aziendale, familiare o singola. Tra il panettone e la colomba varia indubbiamente l’impasto, ma il desiderio di tener viva l’offerta sociale è la stessa.

In quest’ottica, le feste europee tendono ad una omogeneità crescente all’insegna del godimento orale uguale per tutti. Come è scomparsa la penitenza dei quaranta giorni di magro, così le radici spirituali della Resurrezione sprofondano nell’oblio e colerà meno grasso la Domenica Santa. Il bambino, anche in questo caso, è il destinatario inerme e affettivamente degno del futuro

Pubblicità, imballaggio, gadgets accelerano la trasformazione dell’uovo-alimento in un oggetto ovale di egual costo che, in formato baby o kinder, ha già il suo posto nei consumi annuali. La creatività punta ai colori, alle carte, alla sorpresa: amaro o dolce, l’involucro è secondario.

Nelle metropoli questa tendenza sembra irreversibile e conquista la provincia. Resiste invece il divario fra gli epicentri della cultura religiosa (nell’area mediterranea) con le loro croci, spine, spiedi, arrosti, e la società laica dai consumi alimentari simbolici ma veloci, non protagonista ma eventualmente spettatrice televisiva delle processioni.

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