La marmellata è buona e fa bene alla salute!

 

marellata di melagranaC’è oggi una tendenza netta a consumare meno dolci a fine pasto, che provocano un rallentamento della digestione, e a sostituire proprio con un dolce una o più portate. Oppure, allontanato il dolce dal menu, si preferisce la dolcezza fuori pasto, gratificante e sfiziosa.

Tra i dolci, marmellate e confetture, per la loro composizione, sono tra i dolci più rapidi da assimilare e facili da digerire: caratteristica che le rende alimenti indicati per tutti.

Se la preparazione è di qualità e la frutta utilizzata è fresca, la marmellata ha notevole valore alimentare e mantiene elevati, se non intatti, i principi nutritivi e vitaminici della materia prima.

Molto energetica in media 100 grammi di confettura contengono 250 calorie – 25/30 per ogni cucchiaino – la marmellata è più facile da digerire rispetto alla frutta fresca perché contiene meno acqua. In più, è lassativa per la presenza di zucchero e cellulosa, diuretica per il potassio, alcalinizzante e mineralizzante per i sali minerali, correttiva dell’acidità gastrica per la pectina, coadiuvante nelle affezioni epatiche per lo zucchero.

Con le marmellate perciò si può anche predisporre una blanda e gradevole farmacia domestica, tenendo conto delle varie proprietà dei diversi frutti: mela, mela cotogna, nespolo, corniolo e agresto: astringenti; prugna, caco, sambuco: lassative; biancospino: calmante; bergamotto: disinfettante interno; fico, viola: emollienti; giuggiola: negli abbassamenti di voce e raucedine; mirtillo: per la vista affaticata; pomodoro: ricostituente; primula: in stati di leggera vertigine; fragola: rinfrescante e diuretica; pera: nelle convalescenze.

Marmellate nel mondo

Come qualsiasi altra specialità gastronomica, confetture e marmellate risentono delle tradizioni del paese in cui sono prodotte. In Italia, per tutto il Rinascimento le confetture restarono preparazioni delle classi privilegiate.

Oggi le marmellate italiane sono di buona qualità. Ma, nel Paese della frutta, le marmellate sono considerate tradizionalmente cibo da bambini, Il consumo nazionale è sempre stato modesto. Anche se cinque secoli fa, gli italiani sono stati i maestri delle delizie a base di fuoco, frutta e zucchero.

Le marmellate francesi hanno una grande tradizione e sono spesso eccellenti, così come quelle svizzere. Quelle inglesi si sono conquistate gloria e fama ovunque, meritatissime, anche se bisogna sempre distinguere i prodotti medi da quelli più fini; sono questi ultimi che vengono esportati e che concorrono quindi a dare al prodotto inglese la sua caratteristica immagine da primato.

La Germania produce eccellenti marmellate di frutti di bosco, provenienti dalle sue splendide foreste. La gamma tradizionale si è arricchita di un nuovo prodotto: una marmellata cotta prima a 30° e poi tenuta sotto i raggi ultravioletti. Con questo tipo di preparazione il sapore originale della frutta resta praticamente inalterato.

Tra le marmellate orientali, di antichissima tradizione araba, quelle bulgare hanno la palma della fama: spesso a base di fiori (celebre quella di rose), sono forse un po’ troppo dolci e profumate per i nostri gusti. In tutto il Medio Oriente si ritrovano queste caratteristiche. I Cinesi invece, che vantano una delle più raffinate cucine del mondo, non hanno specialità nel campo delle conserve di frutta. Gli Americani hanno una lunga tradizione in fatto di confetture.

Già i pellerossa, inventori del primo cibo pronto della storia, il pemmican, preparavano le marmellate utiliz­zando le bacche delle foreste e lo sciroppo di una particolare varietà di acero, che ricavavano forando obliquamente il tronco dell’albero.

Anche i pionieri degli States dovettero provvedere a conservare i cibi che producevano: sciroppi e marmellate erano comunissimi nelle farms del New England e anche negli Stati del Sud, la cucina locale ne faceva largo uso.

Quando si acquista, quando si gusta

La stagione del massimo consumo delle confetture industriali è – secondo una indagine francese – l’inizio del­l’anno, mentre il più basso si ha nel periodo che segue immediatamente il raccolto estivo, quando ci si dedica di più alla preparazione delle conserve casalinghe. Esaurita la scorta domestica nei mesi dell’autunno-inverno, ecco in gennaio la dispensa vuota reclamare l’approvvigionamento al supermercato o dal droghiere.

In Italia invece, ci informa la D&C, che distribuisce prodotti alimentari di lusso, il ritorno all’ordine della vita di città dopo le sfrenatezze estive e la riapertura delle scuole sono altrettante spinte all’acquisto di vasetti colorati per impreziosire la tavola della prima colazione. Il momento magico dei consumi di marmellate e confetture è settembre, tutto il fine anno e il periodo delle festività natalizie

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