LA DIETA HUNZA. Data la conformazione del territorio è possibile l’agricoltura su terrazzamenti e poca pastorizia, soprattutto di capre, ma anche di piccoli yak/vacche, che nella stagione calda vengono portati sui pascoli alti che emergono sui versanti esposti a sud delle valli glaciali. In autunno e primavera alle bestie si danno le foglie basse dei pioppi. 

Giovane donna hunza  L’acqua naturale,  bevuta dagli Hunza , il Glacial Mint, è un’acqua alcalina, ricca di Sali minerali. Altra bevanda è il latte dei loro animali consumato fresco, in parte trasformato in burro (ghee) dal sapore forte, conservato per l’inverno. Altra fonte di grassi, questa volta vegetali, sono i semi della frutta soprattutto albicocche. I noccioli sono aperti e poi usati come combustibile, mentre i semi sono schiacciati per estrarne olio da aggiungere agli alimenti. Base dell’alimentazione sono i cereali che danno doppio raccolto: orzo estivo seguito da miglio, frumento seguito da grano saraceno. Parte dei semi di cereali vengono fatti germogliare e le piantine vengono mangiate come teneri germogli in primavera. Le verdure e i legumi sono consumati cotti in poca acqua che non viene buttata per non perdere sali minerali: verdure a foglie verdi, piselli, fagioli, patate, altre radici commestibili.

  LE ALBICOCCHE e l’altra frutta essiccata che hanno maggiori quantità di zuccheri e  di sostanze antiossidanti, nella dieta Hunza rappresenta una delle maggiori fonte di carboidrati semplici.  Gli Hunza hanno una grande varietà di frutti, comprese le more selvatiche, da mangiare durante l’anno. Il largo consumo di frutta e Hunza essicazione delle albicocchesoprattutto le albicocche sono un tratto distintivo dell’alimentazione Hunza. La frutta varia a seconda della stagione: prugne e albicocche, fresche e essiccate, mele, pesche, ciliegie, pere, more. Le albicocche sono quelle coltivate di più e ne esistono una ventina di specie diverse. Molto coltivata anche l’uva con la quale si fa del vino che viene bevuto nonostante gli Hunza siano musulmani, anche se ismaeliti. Le albicocche e la frutta fresca contengono anche acqua, fruttosio, sali minerali e fibre, vitamine e provitamine: beta carotene, E e K e diversi tipi di antiossidanti come licopene e polifenoli: acido clorogenico, caffeico, vanillina, coumarina, rutina, acido ferulico, quercetina e quercitrina, resveratrolo. 

 Nella foto in alto giovane Hunza che trasporta un carico di legumi : a destra essicazione delle albicocche. 

   Nel libro del colonnello Reginald Shomberg “between the Oxus and the Hindus” (1935) vengono descritti dettagliatamente i tre pasti della dieta Hunza: pane integrale, legumi, verdura e latte dopo alcune ore di lavoro al mattino, frutta fresca o essiccata a pranzo e lo stesso cibo alla sera, raramente carne, una volta al mese in estate e un po’ più spesso in inverno, vino d’uva e di more. Oggi la dieta si è arricchita di altri alimenti ma rimane il fatto distintivo del crudismo e dell’uso limitato della cottura.

Alla portata di tutti.  In conclusione si tratta di una dieta ricca in fibre, povera di grassi, ricca di vitamine e sostanze antiossidanti naturali, attività fisica e stress limitato.  Dieta che può essere alla portata di tutti. La fondamentale diversità è nel consumo di alimenti non cotti o che necessitano di una cottura limitata

  Per la loro somiglianza con statue di guerrieri Greci, in specifico i guerrieri del tempio di Egina conservati nel museo di Monaco di Baviera, si davano gli Hunza,  come discendenti di soldati macedoni arrivati nell’Hindu-Kush al seguito di Alessandro Magno.  Sono di fisionomia ariana, alti e belli e di carnagione chiara. Recenti studi genetici in realtà accumunano i progenitori maschi degli Hunza con popolazioni Romano – Sinti  e indo – ariani. E’ una popolazione di pastori e agricoltori che occupano la riva destra orografica del fiume Hunza tributario del Gilgit, a sua volta affluente dell’Indo. i loro villaggi sorgevano lungo una delle vie carovaniere che collegavano Gilgit a Kashgar attraverso il Mintaka pass, a circa 4.800 metri.

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