LA CUCINA DEL TRENTINO ALTO-ADIGE

  Un territorio movimentato, vario, mutevole, quello del Trentino-Alto Adige. Dalle ridenti sponde del lago di Garda, tra oleandri rossi e bianchi, mimose, ulivi e limoni, si passa alle dense e scure selve di conlfere, ai placidi e riposanti pascoli della Pusteria dove si aprono ariose e verdi conche, ai pinnacoli delle Dolomiti, agli scintillanti ghiacciai e alle aspre cime dell’arco alpino. È’ una regione multiforme che in un territorio vasto solo pochi chilometri presenta la vegetazione più rigogliosa e quella più arsa, gli ulivi e i bucaneve, i limoni e le stelle alpine; è un susseguirsi di vallate larghe, di distese di un verde sensazionale e di vallate più selvagge e irsute per la presenza dei grandi colossi alpini frazionati in una miriade di pinnacoli, di guglie, di torri, di cupole e di denti.

 Cucina del Trentino Alto Adige        Il Trentino è una regione di gente antica, dove le abitudini sono quelle serene, conservataci dei contadini legati alla loro terra, alla loro proprietà di cui sfruttano con abilità le risorse, rimanendo legati a una vita semplice che gli allettamenti della modernità non ha alterato; dove accanto alle chiese romaniche, rozze e robuste, alle mura e alle porte di difesa, alle case antiche e severe, troviamo le nitide e tipiche abitazioni pusteresi con le caratteristiche strutture in legno e con i ballatoi fioriti di gerani. La cucina della regione è altrettanto svariata e multicolore, anche per la sua posizione di confine. Vi sono infatti piatti italiani, piatti di derivazione austriaca, piatti che sono evidentemente incroci delle due cucine. I «canederli» del Trentino e dell’Alto Adige sono la derivazione dei « knòdeln » austriaci, grossi gnocchi di pane raffermo, ammorbidito nel latte, mescolato con farina, uova e prezzemolo. Il sistema di vita frugale di questa regione si riflette in cucina con piatti dì netta ispirazione montanara.

        Molto diffuso è l’uso della polenta: polenta nera, preparata con grano saraceno, polenta zuccherata, polenta di patate lesse; piatti semplicissimi come la « frittata trentina » in cui ai soliti ingredienti; uova, latte e farina, si possono unire funghi, carciofi e fettine di formaggio. Oltre a questi piatti « alla buona », ne troviamo altri più elaborati, come la «lepre in umido alla trentina», una lepre marinata la cui preparazione richiede più di un giorno di lavoro, o la « costata alla tirolese », alla quale le bacche di gi­nepro conferiscono il profumo della montagna. La pasticceria (strudel, zelten e molti dolci con noci, fichi,, mandorle, uva passa e canditi) è quella che più ricorda l’influenza austriaca. Per l’abbondanza dei meli, soprattutto nella zona di Merano, si fa grande uso di mele anche per i dolci; comunissime sono le « apfelkùchel », deliziosi piatti di caldissime frittelle che si gustano nella calda intimità di una « stube ».

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