La COMPAGNIA dei magnifici CINQUE

   fragolineParliamo dei “cinque grandi”. Vanno sempre acquistati e raccolti ben maturi: altrimenti, la nota acidula sarebbe troppo marcata. Consumateli al più presto, il giorno stesso: sono molto delicati e rischiano di ammuffirsi. Prima di consumarli, comunque, allargateli su un vassoio perché non si guastino.       Fate attenzione nel lavarli: i lamponi e le fragoline si ammaccano molto facilmente, mentre sono più robusti i mirtilli, le more, il ribes.

Fanno BENE perfino le FOGLIE… Tutti i frutti di bosco hanno varie proprietà benefiche e svolgono azioni lassative, digestive, depurative e rinfrescanti. Le foglie di alcuni hanno proprietà astringenti. Un infuso di foglie di lampone, per esempio, è ottimo per alleviare gli effetti del caldo afoso e per curare disturbi intestinali e dissenterie. Un infuso di foglie e bacche di mirtillo, usato per gargarismi, aiuta contro il mal di gola.         Lampone e ribes rosso sono interessanti anche per il contenuto di pectina. Questa sostanza vegetale, che si trova in molti frutti e in alcuni ortaggi, in presenza di zuccheri agisce come addensante e gelificante. Il che significa che la confettura di lampone o di ribes acquista la giusta consistenza anche se non ha molto zucchero.

 L‘acidulo MIRTILLO…    Il suo nome è allegro come il trillo di una campanella, e a campanella sono i fiorellini di questo piccolo arbusto dai frutticini globosi nero-blu-viola (Vaccinium myr-tillus) oppure rossi. Molto ramificato, alto una cinquantina di centimetri, con foglie piccole, fitte, l’arbusto cresce in montagna con grande facilità e su vaste zone. Anzi costituisce un tipico ambiente alpestre, capace di evocare quasi da fragole e moresolo i silenzi incantati, l’umido fresco e profumato di una foresta alle alte quote.

Il mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea) da noi è abbastanza raro, cresce solo in Trentino e nelle Alpi orientali, ma lo si confonde spesso con l’uva orsina, altro frutto spontaneo che gli somiglia. Se ne può fare una confettura eccellente e dal bel colore vivace. Rossi o neri che siano, ecco un modo semplice e insolito di gustare i mirtilli, per una perfetta merenda o per una deliziosa prima colazione d’estate. Mettete una porzione di frutti in una ciotola, unite latte e yogurt a piacere, corn-flakes, poco zucchero e uno o due semi di cardamomo pestati.

Il vellutato LAMPONE. La pianta appartiene alle Rosacee e cresce fino ai 1500 metri in cespugli spinosi. I fiori sono piccoli e bianchi, molto amati dalle api che ne traggono un miele squisito.       .I frutti a grappolo (in certe zone si chiamano anche “fragole pelose” sono di un rosso profondo con traspa­renze quasi azzurrine; hanno un intenso aroma e una polpa vellutata.

Esistono anche ibridi di lampone gialli come biglie dorate, dal sapore delicatamente aromatico. In Scandina­via, come anche in Russia e in Canada, cresce il bellissimo Rubus chamae-morus, dai frutti d’oro fra foglie color porpora. In Norvegia il lampone d’oro è una specie di gloria nazionale.  Del resto, tutti i frutti di bosco so­no   di   casa   nel Nord, dove vengono coltivati e impiegati spessissimo per gelatine, confetture, salse, dolci e sciroppi. La crostata di lamponi è un classico.

La profumata FRAGOLINAE’ la versione originaria, spontanea, della Fragaria, cioè della fragola, anch’essa pianta delle Rosacee,fragoline dalle bellissime foglie quasi ovali e dentellate, di un verde intenso. I fiorellini bianchi a cinque petali sono modesti, al contrario dei frutti, di un rosso spiccato e lucente, dalla forma roton­da od oblunga, spesso a cuore. In realtà il cosiddetto frutto è un ricettacolo ingrossato, un contenitore succoso e profumatissimo, dei piccolissimi frutti scuri, sparsi in superficie, che erroneamente sono ritenuti semi.

  Le fragoline sono facilissime da coltivare anche in qualunque angolo di giardino. Basta piantarle in file regolari per avere un fazzolettino di verde intensissimo, punteggiato di frutti rossi da maggio fino ad agosto.

Rustica MORA. E’ il frutto del rovo, un arbusto spinoso spontaneo, strisciante o rampicante, che cresce e si propaga con enorme vitalità nelle zone geografiche più di­verse, anche in mon­tagna fino ai mille metri. Predilige i luo­ghi assolati e polve­rosi, come i cigli dei sentieri, ma invade spesso valli e dirupi solitari, rovine e detriti. Anche la mora è un falso frutto, una drupa composta di tanti “semi”, che sono i veri frutti, e da una polpa carnosa. Quando è acerba, passa attraverso le tonalità del verde e del rosso. Matura, è lucente e scura. Quasi nera con un sapore dolce e pieno.

   Un consiglio: se nel raccogliere le more vi graffiate con le spine, schiacciate un frutto sull’escoriazione. Stagnerete il sangue e disinfetterete

Il RIBES e la cugina UVA SPINA      Sono parecchie le varietà di Ribes, pianta delle Sassifragacee, che cresce nelle regioni calde e tempersate di tutto l’emisfero settentrionale ed anche nell’America centrale. È un arbusto con rami spinosi e foglie ovali o palmate, seghettate sui bordi, di un bel verde vivace. Mentre i fiori sono poco appariscenti, i frutti, riuniti in lunghi grappoli a forma di bacca, sono piccoli, succosi, translucidi. Nel caso del ribes rosso, fanno pensare a pietre preziose, rubini o corniole     Ma esiste anche (raro  nelle nostre zone) il ribes nero, con  palline opache, più rade e distanziate. E ci sono anche ribes viola, arancioni, persino bianchi.

ribes rossoAlla stessa famiglia  dei ribes (Ribes grossularia) appartiene l’uva spina. Anche il suo arbusto è spinoso, e alto fino a 1 metro. Il frutto invece ha colorazioni meno spettacolari: gli  acini sono verde chiari,  simili a quelli dell’uva,  ma cosparsi di venature e di peli. E da queste caratteristiche infatti trae il suo nome. L’uva spina ha un sapore acidulo, più aspro rispetto al ribes, ma molto gradevole!       I ribes sono molto popolari in tutta l’Europa settentrionale, dove occhieggiano nei graziosi giardini intorno ai cottage. Da noi invece non sono molto coltivati: chissà perché. Ma se li piantate crescono bene. Li trovate nei vivai, in molte varietà..

      In Francia col ribes nero si fa un famoso liquore, la Crema di Cassis, che  si beve col vino bianco come aperitivo: è il kir, composto di 2 cucchiai di Crema di Cassis e Champagne fino a colmare il bicchiere.       Ed ecco la salsa di ribes, pezzo forte della cucina nordica: cuocete 400 g di ribes con 50 g di zucchero per pochi minuti. Lasciate raffreddare, travasate e servite. Non va solo su gelati, panna montata e dolci da forno, ma accompagna anche carni arrosto, soprattutto la selvaggina, nonché formaggi come i caprini, ricotta e mascarpone.

 

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