Istat: peggiora la situazione economica di tre famiglie su cinque.

Effetti pesanti sui consumi, alimentari giù del 3 per cento.

La Cia, Confederazione Italiana agricoltori, commenta il rapporto dell’Istat sulla soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita: gli italiani sono allo stremo, rispetto al 2011 si taglia ancora su quantità e qualità del cibo acquistato e si rinuncia a ristoranti e pasticcerie. Subito interventi a sostegno delle famiglie.

 10_12Nuove01Quasi tre famiglie su cinque vedono peggiorare la propria situazione economica nel 2012. Un numero già altissimo, che supera addirittura il 73 per cento per chi è alla ricerca di lavoro. Le conseguenze sui consumi sono evidenti e pesanti, se è vero che nel giro di un anno raddoppiano (dal 6,7 per cento al 12,3 per cento) gli italiani che non possono neanche più permettersi di mangiare carne o pesce ogni due giorni. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando il report dell’Istat sulla soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita.

Quella fotografata dall’Istat è una situazione “da dopoguerra”, con famiglie stremate dall’aumento degli oneri fiscali e con sempre meno soldi per affrontare spese impreviste, per fare una vacanza e addirittura per riempire il carrello al supermercato -osserva la Cia-. In questo senso, il crollo dei consumi alimentari del 3 per cento in quantità da inizio anno è sintomatico di una condizione critica che certo non può far rialzare il livello di soddisfazione degli italiani.

D’altra parte, sono mesi che lanciamo sull’allarme sul tracollo della spesa per la tavola -continua la Cia- nonostante si tratti di una voce primaria e irrinunciabile del bilancio familiare. Di fatto oggi il 36 per cento delle famiglie “taglia” di netto quantità e qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all’anno scorso e smette di andare a cena fuori o comprare dolci, con un calo dei ristoranti (-5 per cento) e delle pasticcerie (-11 per cento) negli ultimi tre mesi.

Ma non ci può essere una ripresa dell’economia senza una parallela ripresa dei consumi, prima di tutto quelli alimentari. Quindi -conclude la Cia- se non si prenderanno presto provvedimenti per sostenere i consumi e aiutare le famiglie, ad esempio riducendo la pressione fiscale, l’Italia non uscirà mai dal tunnel della crisi.

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