Influenza: Prevenzione e Vaccinazione

Oltre alla necessaria prevenzione e alle norme igieniche di comportamento, il Ministero della Salute consiglia la vaccinazione, soprattutto per le categorie a rischio

    Con l’inverno ormai alle porte e i primi sintomi influenzali e parainfluenzali che già sono comparsi nelle nostre case, cominciando a colpire le vie aeree (naso, gola, polmoni) è tempo di prendere le giuste precauzioni per evitare di passare una stagione in continua altalena tra malanni, guarigioni e ricadute. Di certo queste iniziali avvisaglie non vanno sottovalutate, soprattutto per quanto riguarda le cosiddette “categorie a rischio”, cioè anziani over 65, bambini, malati, operatori nei servizi pubblici. Come ha ricordato più volte la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) in questo periodo pre-invernale “… sono in aumento le sindromi para-influenzali, ovvero le sindromi respiratorie acute causate da adenovirus, rinovirus e co-ronavirus, anche complici gli sbalzi delle temperature.

 E,  allora, per tutte quelle che sono chiamate categorie a rischio è il momento di rispondere e aderire all’appello dei medici di famiglia: sottoporsi alla vaccinazione”.

 in fluenza  L’associazione dei medici di famiglia ha fornito anche quella che può essere definita la contabilità dell’influenza e delle sue complicanze, il costo sociale e sanitario:” in media, 330 euro a paziente”. In una stagione 4-5 milioni di persone sono colpite dal virus, per cui la spesa totale è di circa 1300-1600 milioni di euro, l’80% dovuto a uscite indirette (assenze dal lavoro e dalla scuola, perdita di produttività, assistenza ai minori e agli anziani, disagi familiari). Le complicanze nei bambini sono rappresentate soprattutto da otiti acute, mentre negli adulti da sinusiti e bronchiti. Per i più piccoli e i grandi anziani l’evento più pericoloso e temibile è la polmonite. Normalmente una parte dei costi sanitari è assorbita dall’acquisto di farmaci sintomatici, ma, quando si verificano le complicanze, la percentuale maggiore delle uscite è dovuta agli antibiotici, alle indagini strumentali, alle visite specialistiche e ai ricoveri ospedalieri. Ricordiamo, infatti, che un giorno di ospedalizzazione costa al Servizio sanitario nazionale tra i 400 e i 600 euro”.

     A proposito di eventuale trasmissione del virus, è bene ricordare che i pazienti affetti da influenza sono già contagiosi durante il periodo d’incubazione, prima della manifestazione dei sintomi. Una persona adulta può trasmettere il virus da tre a sette giorni dopo l’inizio della malattia. I bambini invece sono contagiosi più a lungo. Tutto ciò premesso, allora, come comportarsi? Fatto salvo il rispetto delle norme igieniche comportamentali (lavarsi le mani, usare fazzoletti di carta, evitare luoghi affollati per non diffondere il virus attraverso le goccioline di muco, saliva e le secrezioni respiratorie…) la vaccinazione costituisce sempre la principale misura di prevenzione.

Vaccinazione: chi deve farla

“II vaccino antinfluenzale – spiega la circolare del Ministero della Sa­lute – è indicato per tutti i soggetti che desiderano evitare la malattia influenzale e che non abbiano specifiche controindicazioni. Tut­tavia, in accordo con gli obiettivi della pianificazione sanitaria nazionale e con il perseguimento degli obiettivi specifici del programma d’immunizzazione contro l’influenza, tale vaccinazione viene offerta attivamente e gratuitamente ai soggetti che per le loro condizioni personali corrano un maggior rischio di andare incontro a complicanze nel caso contrag­gano l’influenza”. Proprio per questo la vaccinazione antinfluenzale è offerta gratuita­mente alle seguenti categorie a rischio:

1) Soggetti di età pari o superiore a 65 anni,  2)  Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni affetti da patologie che au­mentano il rischio di complicanze

da influenza:

  • malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio   (inclusa l’asma persistente,  la displasia broncopolmonare e la fibrosi cistica e la broncopatia cronico-ostruttiva-BPCO);VACCINO PER INFLUENZA
  • malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite;
  • diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusa l’obesità e gravi patologie concomitanti);
  • insufficienza renale cronica;
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
  • tumori;
  • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione in­dotta da farmaci da HIV;
  • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale.

FARMACI ANTIVIRALI

    Gli antivirali sono medicinali usati per il trattamento dell’influenza. Se assunti tempestivamente entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi, possono ridurre i sintomi stessi, la durata della malattia e le complicanze dell’influenza, oltre alla capacità del virus di replicarsi (e quindi la durata del periodo di contagiosità della persona infetta). Ma, al contrario dei vaccini non stimolano la produzione di anticorpi e quindi non danno protezione immunitaria.

    Nei bambini e negli adolescenti, l’uso degli antivirali deve essere limitato a: 1) bambini che accusano sintomi influenzali e che appartengono ai gruppi a rischio per gravi compli­canze; 2) bambini senza fattori di rischio, ma ricoverati in ospedale per sintomi gravi attribuibili alla infezione con virus AHI NI (dispnea, ipossia, alterazioni del sensorio); 3) bambini a rischio di gravi complicanze, non vaccinati che abbiano avuto contatti stretti con persone infette, come chemioprofilassi. Inoltre, nelle donne in stato di gravidanza l’uso dei farmaci antivirali deve essere limitato a donne che presentino malattie croniche preesistenti alla gravidanza, nonché ai casi di malattia influenzale con decorso complicato. In questi casi il trattamento può essere effettuato anche nel primo trimestre, nel più breve tempo possibile dall’insorgere dei sintomi.

di Filippo Tini: Fonte, Salute OPTIMA.

 

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