IN VACANZA COL BAMBINO

Decalogo per i genitori dal primo bagno alle scottature, all’alimentazione. Soprattutto tempo da trascorre col proprio figlio

bimbo e mamma    I bambini beneficiano sicuramente dei periodi di vacanza, si adattano bene all’ambiente se il posto è confacente alle loro abitudini e alle loro esigenze: mare e montagna sono ugualmente consigliati, ma ciò che è più importante è il tempo trascorso con i propri genitori che rende la vacanza indimenticabile ed aiuta i figli a crescere in modo sano e sereno. Anche per il bambino, la vacanza è uno dei periodi più belli, che ha per protagonista la gioia, i colori, gli amori della “Grande Bellezza” che è l’Estate con la presenza assidua dei genitori.

Dai sondaggi del “Girandolaio” risulta che la meta preferita è senza dubbio il mare: sole, acqua, sabbia, spazi per giocare, sport: tutto quanto serve per rilassarsi e divertirsi. Certo c’è anche chi preferisce l’aria fresca della montagna, la vita di campagna in un agriturismo, il fascino del lago oppure il turismo nelle città d’arte o nei paesi esotici. Il mare è molto salutare per trascorrere una vacanza con la propria famiglia, soprattutto in presenza di bambini di qualsiasi età, anche i neonati, con le dovute precauzioni. L’ansia ovviamente è da lasciare a casa.

Solitamente i neo genitori si agitano per il bimbo, senza sapere però che tutte le emozioni che viviamo le trasmettiamo ai nostri figli. Quindi, tranquillità assoluta! Può capitare che il periodo di vacanza prescelto coincida con fasi di crescita molto importanti, come per esempio la comparsa dei primi dentini, oppure l’inizio dello svezzamento o l’uso del vasino: si tratta di esperienze molto importanti per un bambino, che dovrebbe vivere con la massima serenità, e in ogni caso non sono dei validi motivi per rinunciare alla vacanza.

Nonostante il pensiero comune che ci sia un periodo particolare per recarsi al mare con i bambini, questa radicata regola non è altro che una leggenda che non trova un riscontro: è vero che i primi giorni il bimbo può trovarsi un po’ “stranito“, ma questo è dovuto alla novità, al cambiamento di clima ed è il genitore che deve trasmettergli tranquillità e cercare di seguire i suoi ritmi e desideri. Se quindi la famiglia sceglie vacanze marine, nonostante in apparenza la spiaggia non riservi pericolo per i bambini, in realtà come tutti i luoghi può nascondere qualche insidia, ecco perché è bene ricordare alcuni consigli ed accortezze per trascorrere il tempo dedicato agli affetti in serenità. Il bagno in mare, per esempio, è una questione abbastanza spinosa: si sa, infatti, che i piccoli fremono dalla voglia di entrare in acqua e che, non appena arrivati in spiaggia, non vedono l’ora di tuffarsi in quella refrigerante distesa blu.

 

Ecco, allora, qualche consiglio e qualche regola, un decalogo da non scordare mai.

bimbi con papà e mammaAl mare…

1 ) Dopo il pasto, aspettate almeno tre ore prima di dare il permesso al bimbo di fare il bagno, in questo modo sarete sicuri che la digestione sarà completata e eviterete le congestioni.

2) Se ha mangiato solo una merendina o un frutto, potrà bagnarsi per qualche minuto, immediatamente prima che cominci il processo digestivo: ricordate che il latte è uno degli alimenti più lunghi da digerire!

3) Fate entrare il bambino in acqua molto gradualmente, bagnandogli prima le gambe, poi le braccia, quindi la pancia e il collo, evitando, insomma, un impatto troppo brusco che potrebbe creargli problemi alla circolazione. Inoltre, se il bimbo trema o ha un colorito livido e le sue mani sono “scottate” dall’acqua, fatelo uscire immediatamente e lasciatelo per qualche tempo al sole a scaldarsi.

4) Non lo obbligate mai a fare il bagno o vivrà questo momento come una costrizione. Per quanto riguarda, poi, il comportamento corretto da tenere nei confronti del sole, ricordate che la pelle dei piccoli è delicatissima: sì, quindi, a creme protettive resistenti all’acqua da applicare più volte nel corso della giornata. Se potete, fate in modo che i bambini non ri­mangano sotto il sole durante l’ora di pranzo e fino alle 16: sono quelle, infatti, le ore peggiori, quando il sole scotta di più e il rischio di colpi di sole è elevato.

5) La testa dei vostri bimbi va sempre protetta con un cappellino o un fazzoletto (per esempio una divertente e colorata bandana) da bagnare ogni tanto in modo da abbassare la temperatura del corpo; nelle ore di forte calura fate indossare una tshirt di fibre naturali che lasciano traspirare ed evaporare il sudore.

6) Un occhio di riguardo all’alimentazione che deve essere leggera e nutriente. Preferite cibi “idratanti” e vitaminici come la verdura e la frutta, non esagerate con merendine confezionate, gelati, succhi di frutta, bibite gassate, cibi salati e fritti.

bimbo e mucca…e in montagna

7)  Se la famigliola opta, invece, per vacanze più fresche, complici il desiderio di trascorrere qualche giorno immersi nella natura e il beneficio offerto dall’altitudine, occorre, comunque, un occhio di riguardo a questo e agli altri rischi che si possono incontrare. A dispetto di quello che si pensa, i raggi solari ad alta quota sono particolarmente pericolosi per la pelle delicata di un bimbo e se al mare è bene prendere delle precauzioni per preservare il piccino dal rischio di insolazioni e scottature, in montagna queste vanno triplicate. L’aria rarefatta, infatti, fa sì che i raggi del sole siano meno filtrati che al mare e, di conseguenza, in assenza di protezione adeguata, più dannosi. È bene, quindi, durante le passeggiate, ma anche per le giornate in piscina o all’aria aperta, proteggere la pelle del bambino con creme ad alto fattore di protezione rinnovate di anno in anno per evitare che perdano le loro proprietà protettive. Un cappellino con visiera e un paio di occhiali da sole, poi, terranno lontano il pericolo di insolazioni e congiuntiviti.

8)  Un problema specifico per chi trascorre in montagna le sue vacanze nel periodo estivo è costituito dai rettili, vipere soprattutto; quindi onde evitare qualsiasi rischio, in montagna è sempre bene camminare con scarponcini alti da trekking, calzettoni e un bastone. Inoltre, è buona regola evitare di infilare le mani nude in cespugli, roveti o sotto le pietre: se non di­sturbate, le vipere tenderanno a scappare sentendo il passo e la voce dell’uomo.

9) Per quanto riguarda il cosiddetto mal di montagna che si presenta con giramenti di testa, sensazione di stordimento, inappetenza, affanno, nausea, non dovrebbe costituire un problema per chi soggiorna al di sotto dei 3000 metri; consigliamo, quindi, di evitare di portare i bimbi a quote troppo elevate, soprattutto per il pernottamento, scegliendo, invece, strutture adeguate, in località tranquille immerse nel verde e nella natura, al di sotto dei 2000 metri.

10) Infine è indispensabile che i genitori amanti delle passeggiate e del trekking tengano a mente le esigenze dei propri figli: i piccoli, infatti, a differenza dei grandi affrontano le camminate non tanto con lo scopo di raggiungere una meta, quanto piuttosto per divertirsi, stare in compagnia e giocare. Le prime passeggiate, perciò, dovranno essere caratterizzate da percorsi semplici, di breve durata e che diano la pos­sibilità ai piccini di dedicarsi alla loro attività preferita, il gioco appunto.

Gianluca Tuteri, pediatra . Salute OPTIMA

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