MIELE : USO e CONSUMO

    Il consumo di miele ha subito un arresto da quando si è diffuso lo zucchero, produzione industriale dalla barbabietola o dalla canna da zucchero, più eco­nomico e pratico oltre che di gusto neutro. Questo alimento però subisce un così alto numero di lavorazioni e di trasformazioni da non avere niente a che vedere con il succo naturale dei vegetali originari ricco di vitamine e sali minerali. Infatti ruba al nostro i corpo vitamine e sali . minerali (soprattutto calcio e cromo) per  ricostruire gli elementi del proprio composto distrutti. Favorisce perciò la comparsa di malattie ossee e carie dentarie, oltre a incrementare il pericolo di diabete e alterare la flora batterica.ape e fiori

    MIELE LIQUIDO O CRISTALLIZZATO Chi non si intende molto di miele può credere che il suo aspetto, liquido o cristallizzato, dipenda da una diversa lavorazione del prodotto o, peggio, da una differenza qualitativa. In realtà la cristallizzazione è in processo che interviene naturalmente, in tempi variabili dai pochi giorni ai mesi, sui mieli che all’origine sono liquidi e di cui modifica l’aspetto ma non il valore nutrizionale.  E’ un processo che dipende da molti fattori: la temperatura di conservazione, la composizione,il fatto che il contenitore venga o meno maneggiato, ecc.

    I mieli che tendono alla cristallizzazione più velocemente, sono quelli ricchi di glucosio (tarassaco, girasole, colza ecc.), mentre in quelli ricchi di fruttosio (acacia,castagno, melata ecc.) o non compare come nel caso del miele di acacia, o avvienetardi e in modo incompleto. I cristalli possono essere fini o grossolani e, quindi,  il miele cristallizzato può determinare solo una differenza di gusto, non di qualità.

Può essere tuttavia utile, informare il consumatore sul fatto che un miele che si presenta liquido al di fuori della stagione produttiva, non può che essere di acacia, castagno o di melate. Negli altri casi è frutto di trattamenti termici di rifusione e, pertanto è possibile che questo prodotto abbia perso alcune delle sue caratteristiche nutrizionali.

    COME CONSERVARE AL MEGLIO IL MIELE  Il miele di per sé, è un prodotto naturale a lunga conservazione, ma chiaramente il passare del tempo non ne migliora la qualità anche se non ne altera le proprietà nutrizionali. Consumare miele vecchio di qualche anno non danneggia la salute:  l’invecchiamento avviene in maniera proporzionale alla temperatura di conservazione che tanto è maggiore tento più danneggia il prodotto. Meglio, quindi riporlo in cantina o comunque in luoghi che non superino i 20 °C.

Una buona regola è quella di conservare il miele al buio, in contenitori di vetro con tappi ermetici che impediscano al prodotto di assorbire umidità o gli odori dell’ambiente in cui è tenuto.

   II miele impiegato per scopi terapeutici deve essere della migliore qualità.  Deve possedere le sue peculiari proprietà terapeutiche.  Deve essere d’annata, non pastorizzato come i mieli commerciali, ben conservato al riparo dalla luce e dalla umidità.  Deve possedere alcune  peculiari proprietà terapeutiche. Le caratteristiche del miele che lo rendono idoneo per uso terapeutico sono: la percentuale di zuccheri semplici non deve essere in­feriore al 95-98%; l’alto grado di digeribilità e la facilità di assimilazione;  l’alta percentuale di fruttosio (il fruttosio aumenta la disponibilità di glicogeno); il contenuto calorico (circa 300 calorie per 100 g).

Caratteristiche e  uso    II miele è un integratore alimentare naturale e apporta sostanze delle quali l’organismo è carente (amminoacidi, sali minerali, vitamine, oligoelementi ecc.).   La composizione del miele nutre e facilita lo svuotamento intestinale; fa bene all’intestino, ha un’azione protettiva e disintossicante per le sue proprietà antisettiche, che preservano da aggressioni e sviluppi batterici (mieli di rosmarino e di lavanda) e per questo è di aiuto a fegato, reni e vescica.  I mieli liquidi posseggono tutti un’elevata percentuale di fruttosio. La qualità dell’alimento e il suo valore calorico migliorano le energie, aiutano il recupero fisico, la resistenza agli sforzi prolungati fisici e intellettuali; aiutano  inoltre a normalizzare le con­valescenza, le astenie nervose e la respirazione. II miele aiuta nell’anemia (mieli scuri e di erica) ed è ottimo per le vie respiratorie, è decongestionante, calma la tosse, giova a bronchiti, faringiti e asma(mieli di eucalipto e timo); si utilizza in gargarismi, aerosol, in bevande sudorifiche calde. Quando si usa per scopi terapeutici molto spesso conviene associare il miele al polline e/o a vitamine del gruppo B. La dose giornaliera consigliata per uso orale è di 1-2 g. per chilo di peso corporeo. Il miele è impiegato anche per vie intravenose (Germania) diluito al 20-30% in acqua distillata e finemente filtrata.

 

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