I VINI DEL PIEMONTE

       Parlare dei vini piemontesi, della cucina piemontese, della gente di Piemonte è assai piacevole. Non parlerò della cucina piemontese, gagliarda e raffinata, di cui è già stata presentata una breve panoramica; ci occuperemo, invece, dei vini grandi e meno grandi di questa regione.. Il Piemonte delle vigne appare dopo le risaie, improvvisamente dall’alto di Monta, prima di scendere verso Canale d’Alba. Una emozione che si rinnova ogni volta…che ci si reca in quella magnifica regione. I vigneti Piemontesi, se non ci fossero bisognerebbe inventarli. Di essi hanno parlato scrittori, poeti, scienziati, uomini politici e re. Se ne è parlato a lungo in occasione disciplinari per le denominazioni di origine controllata e di origine garantita; un grande avvenimento di carattere storico e legislativo, una lacuna  colmata.

VINI DEL pIEMONTE. IN CANTINAElenchiamo  nomi e caratteristiche dei grandi vini rossi che praticamente formano l’aristocrazia dei vini da arrosto e da selvaggina.:

         BAROLO (uve Nebbiolo 100%): è considerato, a ragione, uno dei più grandi vini da arrosto, cacciagione e salse forti, avente squisite e incon­fondibili caratteristiche che gli ven­gono dal vitigno, dal terreno e dall’accurata preparazione. Rosso rubino da giovane, granato con riflessi aranciati da vecchio; profumo di viola e goudron;  gusto morbido e vellu­tato; gradazione alcolica 13-14,5° che lo classifica vino generoso. Va servito a 19-22°C.

        BARBARESCO (uve Nebbiolo 100%): fratello minore del Barolo, meno alcolico e un po’ meno austero. Ha una particolare morbidezza e delicatezza che lo rendono armonico. Ric­co di virtù corroboranti è prezioso nella cura di convalescenti. Alcolicità 12,5-14°. Va servito a 18-20° C.

        SPANNA (uve Nebbiolo): è il vino prodotto sulle colline di Gattinara, ove si trovano in piccole quantità anche uve Bonarda e Vespolina. Rosso rubino da giovane; granato con riflessi aranciati da vecchio. Armonico, vellutato, con delicato gusto di lampone, violetta e goudron.  Data la sua digeribilità e ricchezza di sali di ferro e anidride fosforica è una vera panacea per le persone deboli e convalescenti. Grande vino da carni e selvaggina arrostite e particolarmente adatto per la preparazione di succulenti salmi e brasati. Purtroppo la produzione dello Spanna classico è molto scarsa. Un’impresa trovarne di autentico. Di buona alcolicità (12,5-13,5°) va servito a 19-22°C.

       GHEMME (uve Nebbiolo e Bonarda): si produce sulle colline moreniche a nord di Novara. Eccellente vino d’arrosto, ruvido e poco elegante da giovane, maturando si affina notevolmente, diventando morbido e vellutato con un bouquet che ricorda le viole e i petali di rosa appassita. Rosso rubino con riflessi aranciati, di buona alcolicità (12,5°), ottimo a quattro-sei anni, è considerato un vino di lunga conservazione. Servire a 18-19°C.

        CAREMA (uve Nebbiolo 100%): tipico dell’Alto Canavese e inizio Val d’Aosta. È un vino famoso fin dall’antichità. Caratteristiche simili al Barbaresco, buona alcolicità, delicato profumo di violetta, caldo e vellutato. Rarissimo. Grande vino da arrosto. Gradazione alcolica 12,5-13,5°. Servire alla temperatura di 18-20°C.

        NEBBIOLO (uve Nebbiolo): il tipo secco, dopo tre-quattro anni di invecchiamento, diventa un ottimo vi­no per carni bianche e pollame, profumato e delicato, dallo sfavillante colore rosso rubino tendente al granato. Gradazione alcolica 12-12,5°. Servire a 18-19°C.

        BARBERA (uve Barbera): il nostro gagliardo, vermiglio corposo e fresco Barbera (in Piemonte dicono « la Barbera »). C’è il tipo classico dell’Astigiano, di buona stoffa e dal profu­mo fresco e vivace che ricorda la marasca: vinoso, tonico, migliora notevolmente con l’invecchiamento. Di ottima alcolicità (anche 14-15°), è adatto a piatti forti e pregevole sui formaggi piccanti. Servire a 17-19°C. Il Barbera, prodotto in provincia di Cuneo e particolarmente nelle Langhe, non si differenzia molto dal tipo astigiano; con l’invecchiamento acquista il profumo e il gusto del Barolo (baroleggia, come diciamo i piemontesi). È necessario demolire alcuni pregiudizi su quest’ottimo vino superiore, che fino a poco tempo fa veniva considerato vino da bassa osteria e che, invece, merita gli onori di una ricca tavola.

        GRIGNOLINO (uve Grignolino): dice il Carnevale: « vino finissimo da pasto, di colore rubino scarico, ha sapore asciutto e garbatamente, amarognolo ». La sua produzione è limitata a pochi comuni dell’Astigiano e Casalese: Migliandolo, Mongardino, Portacomaro, Moncalvo, Olivo-la ecc. Ottimo fra i due e i tre anni, di stoffa delicata, di buona tonalità alcolica (12-12,5°) è da considerarsi fra i grandi vini da tutto pasto, eccellente anche su arrosti di carne bianca. Servire a 18°C,

        FREISA (uve Freisa): il vitigno diffuso in quasi tutto il Piemonte, produce un vino brioso, tannico da giovane, che si affina dopo due-tre anni di invecchiamento; bel colore granata intenso, profumo delicato, buona alcolicità (11-12°), è da considerarsi vino superiore da pasto e, in buone annate, da arrosto. Servire a 18-19°C.

        DOLCETTO (uve Dolcetto): ottimo quello prodotto nelle Langhe e destinato all’invecchiamento (massimo tré-quattro anni). Da consumarsi nell’annata il tipo, molto fine, prodotto nell’Alessandrino. Vino asciutto con fondo amarognolo, con bel colore rosso granata, dì buona alcolicità (12-13°), consigliato sui piatti tipici delle Langhe. Servire a 18-20°C.

        BRACHETTO D’ASTI (uve Brachetto): tipico prodotto per l’imbottiglia­mento che si mantiene ottimo entro i tre anni. Rubino chiaro, con odo­re aromatico e delicato profumo di rosa, finemente pastoso, temperato come gradazione alcolica (10-12°); messo in bottiglia in primavera, svolge una lenta fermentazione secondaria che sviluppa una bella spuma di color cerasuolo. Eccellente vino da fine pasto e da dessert. Servire a 14-15°C.

       CORTESE E CORTESE MEZZO SECCO DI CAVI: prodotti con uve Cortese. Bel colore paglierino tendente al verdolino, profumo caratteristico, fruttato, sapore delicato, fresco, a-sciutto. Nelle buone annate e quando è ben lavorato merita gli onori della bottiglia quale ottimo vino da pesce e frutti di mare. Gradazione alcolica 11-11,5°. Servire a temperatura di 9-10°C.

       BIANCO DI CASTEL TAGLIOLO: nel tipo superiore da bottiglia, sapiente melange di Cortese, Riesling e Sauvignon. Ottimo vino da pesce e da minestre delicate, dal colore giallo paglierino carico, brillante, delicatamente profumato e gradevolissimo al gusto. Sapido, di buon tenore alcolico (11-12°) va servito a 8-9°C.

       ERBALUCE SECCO DI CALUSO (uve Erbaluce): tipico vino del Canave-se in provincia di Torino, si produce lungo i declivi morenici intorno a Ivrea. Bel colore giallo dorato, acidulo, di buon tenore alcolico (12-14°), secco, ottimo a tre anni; indicato come eccellente aperitivo, vino da pesce. Servire a 8-10°C. Se ne produce anche un tipo dolce da fine pasto dal contenuto zucche­rino elevato (dieci grammi per litro). Ottimo il Passito di Erbaluce, grande vino da dessert.

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