1)   Sotto il nome generico di agrumi sono comprese molte varietà che hanno una grande importanza dal punto di vista alimentare: l’arancio, il chinotto, la limetta, il cedro, il mandarino, il pompelmo e il bergamotto, coltivato solo per l’essenza e per la produzione di citrato di calcio.  Frutti di molte varietà, tutte ricche di vitamine, di zuccheri, d’acido citrico e malico, sono per lo più destinati al consumo diretto.

marmellate di agrumi     Oltre che come frutta da tavola gli agrumi si possono utilizzare per marmellate, sciroppi e per numerose bevande rinfrescanti, dissetanti ed energetiche. Industrialmente se ne utilizza ogni parte: la buccia serve per la fabbricazione dei canditi e se ne estraggono inoltre degli oli essenziali che servono per aromatizzare liquori, dolci e molte bevande; dalla polpa si ricava il succo, utilizzato nella preparazione di numerose bevande squisite e dissetanti e per ricavarne l’acido citrico. La raccolta dei frutti avviene tra novembre e marzo, prima della completa maturazione.

È possibile conservare in casa gli agrumi per alcuni mesi se si possiedono delle cantine fresche, non umide, aerate e poco illuminate; inoltre si possono conservare anche con il metodo della sterilizzazione in vaso. Mai come in questa stagione è abbondante la produzione degli agrumi: si trovano quindi a buon prezzo sul mercato e hanno il massimo del loro sapore e delle loro proprietà nutritive.

     Nell’acquisto si osservi che gli agrumi, tranne i mandarini, non siano eccessivamente grossi, poiché di solito in aranci con fiori di zagaraquesto caso sono poco succosi e presentano una polpa stopposa e insipida. Si faccia attenzione anche ai deterioramenti dei frutti: i più conosciuti e più facilmente riconoscibili sono il marciume verde e il marciume blu, generalmente prodotti da germi che penetrano attraverso le lesioni causate nella buccia durante il raccolto o il trasporto.    Altri gravi difetti sono un eccessivo numero di semi o un’eccessiva maturazione, che altera il potere nutritivo e il sapore dei frutti. Si possono riconoscere facilmente gli agrumi troppo maturi perché sono molli al tatto e la loro buccia ha perso lucentezza. Si ricordi che gli agrumi sono frutti che si possono conservare in casa abbastanza a lungo; se ne potrà quindi acquistare una quantità superiore a quella di altra frutta più facilmente deteriorabile conservandoli su ripiani coperti da carta non stampata badando che abbiano una sufficiente aerazione.

CONSIGLI UTILI PER LA CONSERVAZIONE DEGLI AGRUMI  1)   Si acquistino i frutti nei mesi invernali, quando non sono ancora completamente  maturi  e  il  loro  prezzo non è troppo elevato.  2)  Si  dispongano  su  stuoie,  avendo cura che non si tocchino.  Le stuoie devono essere tenute sospese da sostegni e vanno poste in locali freschi, ventilati e poco illuminati.  3)   Si controllino   settimanalmente   i frutti scartando i più maturi o quelli che presentano chiazze   di muffa e si girino quelli che rimangono sulla stuoia, in modo che non stiano appoggiati  sempre sulla stessa parte.

2)  Esaminiamo questi preziosi frutti dall’aspetto invitante, dal sapore squisito e dall’odore fragrante e vellutato che rendono ridente e luminosa, come raggi di sole, la nostra tavola.

    L’ARANCIO. Numerose sono le varietà dell’aran­cio, ma due sono le sottospecie prin­cipali: arancio amaro (melangolo) e arancio dolce (melarancio). L’arancio dolce è decisamente il più diffuso per il consumo diretto. I frutti hanno colore giallo aranciato, talvolta rosso vinoso quando diventano maturi. Possono avere la buccia spessa e rugosa oppure liscia, sottile e lucida; questi ultimi contengono una polpa succosa e dolce e sono preferiti agli altri per il consumo giornaliero. Le qualità nazionali più conosciute sono: le arance bionde e le arance sanguigne o sanguinelle. Nella scelta delle arance occorre tenere presente che le migliori sono quelle dalla buccia sottile, che si riconoscono perché la loro buccia è liscia, lucida e con pori poco profondi; si badi inoltre che le arance più succose sono quelle più pesanti; a parità di volume le più leggere avranno polpa spugnosa e asciutta.

IL MANDARINO  I frutti si consumano per lo più freschi, ma si possono candire o sciroppare. Molto pregiata è l’essenza. Le qualità nazionali più note sono: il mandarino comune a pera e il mandarino comune a sfera (distinti solo dalla forma). Contrariamente alle arance, i mandarini devono essere morbidi e grandi, mentre quelli piccoli o troppo sodi sono Agrumi, limoni di Siciliapiuttosto insipidi e contengono molti nocciolini.

La conservazione dei mandarini è uguale a quella delle arance, ma poiché so­no più delicati la durata è inferiore.

IL LIMONEI limoni sono di facile conservazione come le arance; la qualità più facile da conservare è quella «invernale», la cui maturazione avviene tra novembre e aprile.  Essi vengono largamente impiegati nella preparazione di bevande dissetanti, di liquori e conserve; sono inoltre utilizzati per canditi e sciroppi e il loro succo rende gustose e digeribili le carni arrostite, il pesce, il frit­to, le insalate, i legumi. Nell’acquisto è bene tenere presente l’uso cui sono destinati in cucina. Per l’utilizzazione del succo si sce­glieranno limoni di misura media, pe­santi, con la buccia liscia, cedevoli sot­to la pressione delle dita, colorati di giallo intenso; quando occorre la buccia, intera o grattugiata che sia, per profumare té, bibite, creme o ge­lati, occorrerà invece che questa sia spessa e spugnosa.

Si ricordi di lavare con cura in acqua corrente la buccia dei limoni prima di utilizzarla; spesso infatti es­sa è venuta a contatto con una so­stanza chimica dannosa per l’organismo, il difenile, largamente usata per la conservazione del prodotto.

    IL MANDARANCIO    Non molto diffusi sono i mandarancio, che costituiscono una via di mezzo tra i mandarini e le arance amare. Dalle arance hanno ereditato la forma e il sapore acidulo, mentre dai mandarini hanno preso le dimensioni e il profumo. I mandaranci, quando sono di buona qualità, sono più costosi degli altri agrumi, perché si tratta di un prodotto di importazione.

    IL POMPELMO   Sulla pianta i frutti di questo agrume si presentano a grappoli. Sono simili a grosse arance dalla buccia liscia e sottile di colore giallo pallido; la polpa è sugosa e di colore bianco-giallo-verdastro, ha un gradevole sapore tra l’agro e l’amarognolo.

     Il frutto si mangia crudo tagliato a metà e cosparso di zucchero. Il succo, ricco di vitamina C, costituisce una bevanda dissetante ed energetica

    IL CEDRO    È molto simile al limone, ma con buccia grossa, compatta e bitorzoluta. Il succo si utilizza per bibite, conserve e per ricavarne l’acido citrico. La buccia è la parte più ricercata del frutto, candita è assai usata in pasticceria.

Scarso è il consumo del frutto allo stato fresco, che si potrà utilizzare per delle dissetanti spremute dal gradevole sapore acidulo.

IL CHINOTTO    Si coltiva in Liguria. La pianta ha forma di cespuglio, i frutti sono ton­deggianti, di colore verde-scuro, dalla polpa amarognola e dalle dimensioni di un uovo. Il suo uso è limitato alla preparazione di bibite e canditi.

    LA LIMETTA Questo frutto, che si coltiva in Sicilia e in Calabria, è molto simile al limone, ma ha forma un poco ovale, colore giallo-verdastro, polpa poco sugosa. Se ne conoscono due varietà: limette acide e limette dolci. I frutti vengono consumati crudi, canditi, in conserve o sciroppi.

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