Fumo, la più grave minaccia per la salute

FUMO

“Non è mai troppo tardi per smettere di fumare”

“L’emergente fenomeno delle sigarette elettroniche può essere un metodo efficace per controllare il tabacco”

Foto_25_03_2013_02“Due recenti articoli comparsi sul New England Journal of Medicine – commenta il Prof. Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologia medica dell’Istituto Tumori di Aviano – affermano che fumare rimane la più grave minaccia alla salute pubblica, con un enorme carico di morti, almeno negli Stati Uniti”.

Una review del U.S. National Health Interview Survey ha coinvolto 115.000 donne e quasi 90.000 uomini di età superiore ai 25 anni che sono stati intervistati dal 1997 al 2004. I ricercatori hanno esaminato la percentuale delle cause di morte alla fine del 2006. Nell’età tra 25 e 79 anni, la mortalità per i fumatori di entrambi i sessi era tre volte quella dei partecipanti che non avevano mai fumato.

Dallo studio è emerso che le malattie attribuibili al fumo erano circa il 60% delle morti dei fumatori, mentre i benefici dello smettere di fumare erano drammatici per tutti i gruppi di età con sostanziali vantaggi nelle spettanza di vita, se si confrontavano con i partecipanti che avevano continuato a fumare. Coloro che avevano smesso all’età di 25-35 anni vivevano 10 anni di più; coloro che avevano smesso all’età di 35-44 anni avevano un vantaggio di 9 anni; coloro che avevano smesso di fumare tra i 45 e i 54 anni avevano un vantaggio di 6 anni; coloro che avevano smesso tra i 55 e i 64 anni guadagnavano 4 anni. Le differenze rimanevano dopo l’aggiustamento con variabili potenzialmente confondenti come l’uso di alcool, l’obesità ed il livello di educazione.

“I ricercatori hanno inoltre scoperto – commenta Tirelli – che la prevalenza del fumo è molto più bassa tra le persone con un’età superiore ai 45 anni che nei giovani, sia per riflesso di uno sforzo efficace nello smettere che per le morti precoci tra i fumatori che continuano a fumare e raramente vivono fino all’età di 85 anni (pertanto la battuta che oltre gli 85 anni è raro fumare è non perché hanno smesso prima ma perché i fumatori sono già in buona parte morti prima).

È sorprendente che molte persone abbiano cominciato a fumare dopo i 20 anni, ed il 15% delle donne dopo i 25 anni, cioè in età più avanzata di quanto si assuma usualmente. Ciò sottolinea l’importanza di bersagliare i giovani adulti con appropriati messaggi antifumo”.

Il rapporto di rischio per la mortalità del tumore del polmone era sconcertante: 17,8 per le fumatrici donne e 14,6 per i fumatori uomini. Inoltre il rischio di morte per le donne che fumano è il 50% più alto rispetto alle stime riportate negli anni ’80.

“Gli importanti messaggi che emergono da questi studi – ribadisce Tirelli – sono in termini di benefici per la salute: non è mai troppo tardi per smettere; i medici in generale, ma specialmente coloro che hanno a che fare con pazienti con malattie correlate al fumo (per esempio gli oncologi, i cardiologi, gli pneumologi, i medici di medicina di emergenza, gli psichiatri e i medici generici) dovrebbero fare di più per stimolare a smettere di fumare. Vi sono più donne che muoiono di tumore del polmone che di cancro della mammella. Non ci sono “race for the cure” per il tumore del polmone e no brown ribbon e nessun gruppo analogo alla Susan Komen Breast Cancer Foundation.

Vi è pertanto la necessità di maggior attenzione per le politiche che sappiano ridurre la prevalenza del fumo. Anche l’emergente fenomeno delle sigarette elettroniche può essere un metodo efficace per controllare il tabacco. Le sigarette elettroniche che hanno un sistema di rilascio della nicotina che si basa su batteria, che assomigliano molto alle sigarette convenzionali ma senza i danni che provengono dalla combustione con le migliaia di sostanze cancerogene di cui è composto, sono sicuramente un fenomeno da approvare. I fumatori che decidono di passare alle sigarette elettroniche invece di continuare a fumare il tabacco, hanno sicuramente dei grandi vantaggi sulla salute, anche se non vi sono risultati a lungo termine sugli eventuali danni causati dalle sigarette elettroniche”.

Umberto tirelli

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