Erbe aromatiche: essenziali nel mangiar sano

       Preziose per risolvere molti problemi di salute e bellezza, le ” aromatiche” rivestono un ruolo essenziale nel “mangiar sano” anche quelle che possono crescere sui nostri balconi.
         Qualcuno crede che il rosmarino serva semplicemente per gli arrosti? Questa è solo l’ultima delle sue possibilità di impiego. prima vengono altre poco conosciute virtù. Per esempio: “mangiandosi i fiori con le più propinque foglie ogni mattino con pane e sale, acuisce mirabilmente la vista”. Inoltre, è “un preservativo antidoto contro la peste e ristagna i flussi dei denti e delle gengive”. E lo zafferano? Non è solo la bustina gialla per il risotto. E’ un’erba che fiorice “nel tramonto delle stelle chiamate virgilie, ritiene del frigido e del terrestre, apre, ripercuote, corrobora e mollifica”.
        In effetti, non si può fare un discorso completo sul “mangiar sano” senza tener conto delle erbe, che svolgono un ruolo davvero importante. E ciò che raccontava il più illustre esperto del ‘Cinquecento, Castore Durante nell’Erbario, dal quale abbiamo tratto le citazioni, e viene ribadito dal più celebre erborista di oggi, Maurizio Messegué. Con gli opportuni adattamenti, naturalmente.
        Adattamenti che spesso sono soprattutto conferme, provenienti dalla farmacologia attuale. Chi si sente più di ridere delle antiche ricette paesane per disinfettare con le muffe, visto che sono muffe anche gli antibiotici? E’ il caso però di limitare il discorso perché l’erboristeria è una scienza molto vasta.

Gran parte delle erbe salutari infatti, crescono selvatiche, come la bardana, l’artemisia, la melissa, l’arcangelica, la vulneraria, il tarassaco, la chelidonia e infinite altre. Ma, cercarle nei boschi e nei prati, riconoscerle e utilizzarle, è attività da intenditori, o per lo meno di seri cultori di un hobby impegnativo. Chi non è né l’uno né l’altro, ma semplicemente è sensibile alla cura della salute propria e dei famigliari, ha già un discreto campo d’azione se prende in considerazione le erbe aromatiche per la cucina, coltivate nei vasi in terrazza o sul balcone.

        L’orticello cittadino, prima di tutto, ha una funzione utilissima per ridurre l’uso del sale. Un più generoso dispendio di aromi nei cibi, in ogni salsa e in ogni ricetta, permette di salare di meno in quanto il sapore del cibo viene esaltato e vivificato dalle erbe. Un risparmio del genere è buono per tutti, non solo per chi ha disturbi che impongono la riduzione del cloruro di sodio, ma anche per chi non ha disturbi o sintomi patologici. Perché è dimostrato che al nostro organismo basta, e avanza, il sale che entra nella composizione chimica degli alimenti e che noi assumiamo con essi. Le nostre aggiunte, convalidate dall’uso ma non da esigenze biologiche, servono solo ad affaticare i reni e a predisporre a malattie già fin troppo diffuse come l’ipertensione.
         Un’altra inattesa funzione di varie erbe da cucina è quella battericida. Il timo, la salvia, la menta, il rosmarino (e anche la lavanda, un poco meno culinaria), hanno potenti funzioni antimicrobiche per cui il loro uso costante e prolungato tiene lontane molte malattie causate da virus e batteri. Il che non vuol dire naturalmente che un infuso di menta serva al posto di un antibiotico quando l’infezione è in corso. Ma l’assunzione quotidiana dei principi attivi di queste erbe, nei cibi e nelle tisane, esercita una protezione continua sull’organismo, lo rende più forte nel respingere gli attacchi dei germi di varia natura cui è continuamente esposto: non ultime, per esempio, le epidemie di raffreddori e influenze.
       A proposito di tisane. Quella di salvia è anche benefica contro i disturbi della pubertà e della menopausa, perché la pianta ha proprietà ormonali. Meglio usare non solo le foglie, ma anche le cime dei rametti o, meglio ancora, le sommità fiorite. Quelle di menta, oltre ad essere antisettica, combatte la nausea e facilita la digestione. Entrambe poi sono utili per alleviare o cancellare il fastidioso disturbo dell’alito pesante. Con la salvia si può fare anche un vino tonico e stimolante dell’attività gastrica. Basta far macerare per otto giorni 100 grammi di foglie e cime in un litro di buon vino rosso. Se però i problemi di digestione si hanno alla sera, è meglio evitare menta e salvia perché sono entrambe eccitanti.
        Questo è un altro fatto importante che a volte viene sottovalutato. Indipendentemente dalle altre proprietà., le erbe della salute si dividono nelle due grandi categorie delle stimolanti e delle calmanti. Le prime sono ottime al mattino e comunque nelle ore diurne, per dare lo sprint. Le seconde sono perfette per rilassarsi a fine giornata. Al primo tipo appartengono le già citate salvia e menta, nonché il rosmarino (attivo contro reumi e gotta), il prezzemolo (buono per tutto specie per il fegato e contro la cellulite) e il timo (contro le influenze e le infezioni intestinali).
        Tra i forti calmanti ci sono invece il tiglio, il basilico, la maggiorana. Se alla sera mescolate il tiglio e alla menta, in un’unica infusione, potrete usufruire delle proprietà digestive di quest’ultima, neutralizzando insieme la sua azione eccitante. Il basilico è il grande amico che lenisce lo stress, distende i nervi, aiuta a combattere anche ansie e vertigini. La maggiorana agisce nello stesso senso e secondo i testi antichi la sua azione è tale da alleviare anche il mal d’amore.
       Se invece l’amore va a gonfie vele e un sera volete incrementarlo per il vostro lui con suggestioni speciali, non fermatevi alla cenetta a due, allo champagne, alla musica di sottofondo e alla biancheria di seta. Oltra all’atmosfera vi occorre anche un poco di “bevanda magica” che potrete ottenere con la santoreggia. Ma anche con la menta o la salvia, o sedano e finocchio, oltre con i “poco fini” ma tanto attivi aglio e cipolla.
        Anche in questo caso, però, ricordate che con le erbe vale la continuità, l’uso costante. La bevanda sarà magica davvero se la userete tutti i giorni, non solo nel caso di una occasione speciale. Perciò per un “anno grande amore”, aggiungete la santoreggia ai vasi del vostro balcone. Macinerete poi le foglie e le spargerete sulla bistecca ai ferri. Intanto, in attesa della primavera, potete fare una capatina dall’erborista.

Marisa Paltrinieri