Erbe amiche; Acetosa, Acetosella, Aglio

Acetosa

Acetosa

PoligonaceeRumex acetosa

Tutte le specie di Acetosa hanno sapore acre; l’acidità della pianta è dovuta al contenuto di vitamina C, acido ossalico e ossalati (per lo più ossalato di potassio). Malgrado ciò la pianta fu usata per lungo tempo come insalata e verdura.

Gli erboristi la chiamavano nerba acetosa; venne somministrata in molti ambulatori dal XV al XIX secolo.

Descrizione. Erba perenne; radice ingrossata; fusto eretto, alto sino a 90 cm; foglie piuttosto spesse, le inferiori sagittale o astate, le superiori lanceolate ses­sili, fiori bruno rossiccio piccoli, in infiorescenze esili solitàrie, che compaiono in estate.

Habitat e distribuzione. Originaria dell’Europa, reperibile anche in Asia settentrionale. Cresce in terreni ric-

chi di azoto, argillosi, sino a 2000 m. Coltivazione. Spontanea. Si riproduce per divisione dei cespi in autunno. Principi attivi. Nella foglia e nel succo: acido ossalico e binossalato di potassio (sino all’1 %); acido tartarico, vita­mina C. Nel rizoma: un iperoside, quer-cetin-3-D-galattoside; antracene, ossi-metilantrachinone, tannini. Indicazioni di utilizzo. Si usano la foglia fresca e il rizoma. Azione diuretica, lassativa, tonica, antisettica, amara. Il decotto di radice è usato come astringente per la diarrea e come tonico amaro; come diuretico non è adatto a per­sone anziane o a bambini. La foglia può essere applicata in pomata per alcune malattie della pelle, compresa l’ac­ne. La foglia giovane è commestibile in dosi limitate, fresca o cotta.

Uso orale. Brodo lassativo preparato con acetosa, lattuga, porro, cerfoglio, burro, acqua. Depurativo contro le foruncolosi: 25 g di acetosa per un litro di acqua.

Uso esterno. Brodo di una manciata di acetosa per un litro di acqua per impacchi nelle dermatosi squamose. Contro le punture d’ortica, frizioni con foglie di acetosa. Per pulire gli oggetti in vimini, in bambù o di argenteria utilizzare l’acqua di cottura dell’acetosa. Controindicazioni. Dosi abbondanti sono velenose e provocano disturbi al fegato.

La pianta non è adatta a persone predisposte a reumatismi, artriti, gotta, calcoli biliari o iperacidità. La foglia può provocare irritazioni cutanee. Non far cuocere in recipienti di rame.

Acetosella

acetosella

Ossalidacee – Oxalis acetosella

II nome Oxalis deriva dal termine greco indicante il sapore di questa pianticella, che contiene un’alta concentrazione di acido ossalico e dei suoi sali. Già coltivata dal XIV secolo, è uno degli ingredienti più importanti per salse.

Descrizione. Erba perenne a rizoma gracile, squamoso, strisciante, da cui si dipartono direttamente i piccoli fogliari; foglie verde chiaro composte da tre foglioline trifogliate lungamente picciolate.

Fiori a cinque petali bianchi, venati di viola con macchie gialle alla base della corolla, solitari, su lungo scapo, che compaiono dalla metà alla fine della primavera; frutto a capsula contenente dieci semi.

Habitat e distribuzione. Originaria dell’Europa, dell’Asia settentrionale e centrale, del Giappone; importata anche altrove.

Reperibile in terreni acidi, umidi, ricchi di humus, nelle zone ombrose di boschi di latifoglie o misti, sino a 2000 m d’altitudine.

Coltivazione. Spontanea. Si riprodu­ce per divisione del rizoma in primavera.

Principi attivi. Acido ossalico e ossa-lato di potassio; mucillagine, vitamina C, acido ascorbico.

Indicazioni di utilizzo. Si usano le foglie fresche e il rizoma.

Azione diuretica, leggermente antipiretica. Un tempo usata internamente come tonico primaverile (soprattutto in Islanda) nelle febbri e nei casi di ubriachezza. Ora usata principalmente per uso esterno nella cura della scabbia e come collutorio. Le foglie in piccole dosi sono utilizzabili nelle salse e nelle insalate. Uso orale. Succo fresco spremuto.

Uso esterno. Decotto decongestionante e vulnerario.

Controindicazioni. Dosi troppo alte sono velenose; evitarne la somministrazione a persone con predisposizione alla gotta, ai reumatismi e ai calcoli renali.

Aglio

aglio a spicchi

LiliaceeAllium sativum

Pianta aromatizzante tra le più comuni, appartenente allo stesso genere della cipolla, usata giornalmente in cucina. Gli spicchi assumono un sapore più intenso nelle regioni calde.

Coltivato da secoli in Oriente, l’aglio fu usato come medicinale da egizi e romani: sia agli schiavi che costruivano la piramide di Cheope sia ai soldati romani veniva sommini­strato come corroborante.

Descrizione. Erbacea perenne o biennale; bulbo composto da 8-10 spicchi (bulbilli) avvolti in una membrana seri­cea bianco rosata; foglie scanalate appiattite, cave all’interno, che si rovesciano indietro, tutte originate dal bulbo; scapo non ramificato, portante un’infiorescenza apicale fitta, a ombrella, con fiori bianco rosati, che compaiono in giugno-luglio, o verdastri spesso commisti con bulbilli aerei sterili di colore rosato.

Habitat e distribuzione. Originario dell’Asia; diffuso in tutti i climi caldi. Cresce preferibilmente in terreni ricchi, leggeri e ben drenati.

Coltivazione. Coltivato da secoli dal Mediterraneo all’Asia centrale. Ne esistono diverse varietà a spicchio piccolo o a spicchio gigante, di colore bianco, rosa o color malva. Il sapore può essere dolce, tenue, forte. Si riproduce in primavera, o preferibilmente in autunno, piantando gli spicchi in terreno ricco, asciutto, in posizione soleggiata, a una distanza di 15 cm l’uno dall’altro e a una profondità di 4 cm.

Principi attivi. Olio essenziale, con solfuri e polisolfuri di vinile, aliile e allilpropile; vitamine A, Bi, 62 e C; sostanze antibatteriche compresa l’allicina, l’allicetoina I e 11, l’enzima allisina e l’acido nicotinico.

Indicazioni di utilizzo. Si usa il bulbo fresco. Azione antibatterica, ipotensiva, espettorante, antielmintica, blandamente fungicida. Usato nella te­rapia dell’ipertensione e dell’arteriosclerosi.

Carminativo ed espettorante nel catarro bronchiale. Protettivo contro il comune raffreddore, la dissenteria amebica, il tifo e altre malattie infettive.

L’aglio aumenta inoltre la secrezione biliare. Il succo fresco d’aglio veniva un tempo usato per inalazione nella cura delle tubercolosi polmonari. Se ne fa ampio uso alimentare, sia fresco che essiccato. Viene spesso aggiunto al burro, all’aceto e al sale come aromatizzante. Va ricordato anche che il prezzemolo attenua l’odore di aglio nell’alito.

Controindicazioni. Può essere leggermente irritante per la pelle.

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