spezie    Il cibo piccante aiuta a dimagrire? E allunga la vita? Potrebbe? Sono due ipotesi che vengono verificate in due Università statunitensi.  Che la capsacina contenuta nel peperoncino e in altre spezie,  aiuti a diminuire il grasso negli esseri umani fa parte di uno studio condotto da ricercatori americani dell’Università del Wyoming; i dati relativi all’esperimento eseguito su ratti, sono stati illustrati in occasione del meeting annuale della Biophysical Societyn che si svolge a Baltimora. E’ la capsaicina, la sostanza contenuta nel peperoncino, ad essere stata indagata dagli studiosi. Sta di fatto che, secondo i ricercatori, la capsaicina ha contrastato nelle cavie l’aumento di peso che si verifica con un’alimentazione ipercalorica.

        Sulla base di questi primi dati, Baskaran Thyagarajan, che ha coordinato il gruppo di ricercatori del ‘Baskilab’ (la Scuola di farmacia dell’Università americana), formula l’ipotesi che la capsaicina abbia la capacità di indurre la trasformazione delle cellule del grasso bianco in cellule del tessuto bruno brucia-grassi. In sintesi, la capsaicina contenuta nel peperoncino svolgerebbe un’azione specifica sul metabolismo energetico favorendo la termogenesi. Si otterrebbe così il risultato che le calorie assunte vengono  utilizzate per la produzione di calore corporeo, anziché trasformasi in accumulo di adipe.

      Insomma, anche se non è ancora il momento di esagerare con dosi massicce di peperoncino, perché le evidenze scientifiche non sono ancora sufficienti, però, chi se lo può permettere, e lo gradisce, un poco di piccante nel cibo non guasta, anche perché il peperoncino non fa certamente male, anzi, secondo un’altra  ricerca dell’Università della California, le spezie più piccanti, come il peperoncino, il pepe e la paprika, garantirebbero una vita più lunga. La ricerca, pubblicata sulla rivista Cell, ha messo in luce che, nelle cavie prese a campione, è migliorato il metabolismo, si sono sviluppati meno tumori, godevano generalmente una salute migliore e, in particolare, vivevano il 14 per cento in più dei loro colleghi topi, lasciati senza cibo piccante. Questo risultato come dichiarato dai ricercatori, è stato ottenuto semplicemente facendo mangiare cibo speziato alle cavie. Però, è stato precisato, non con tutte le spezie si ottiene questo benefico effetto:  occorre una ingestione regolare di capsacina, contenuta, appunto, solo nelle piante più piccanti.

     Nel chiarire i prossimi passi, i ricercatori  hanno spiegato che l’intenzione è quella di capire meglio il meccanismo con il quale la capsacina possa contrastare l’obesità e  allungare la vita (ci accontentiamo di migliorare la salute) come sembra faccia nelle cavie, per trasformare queste prime osservazioni in raccomandazioni dietetiche concrete

 

 

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