Curiamoci con la frutta: le prugne.  La Storia. I botanici ritengono che le prugne, chiamate anche susine, siano state introdotte in Europa nel 1143 dai Albero fiorito di prugnoCrociati, dopo la loro  inutile spedizione  contro Damasco. Quindi parrebbe che in quell’epoca, il pruno fosse coltivato soltanto nei Paesi orientali: nel Caucaso, nella Persia settentrionale e, appunto, in Siria da dove ci pervenne. Però, la sua coltura in Europa era forse solo dimenticata perché la storia ci ricorda, invece, che, già al tempo dei Romani, Plinio, raccontava nei suoi scritti, che in Italia  si coltivavano copiosamente i pruni e vantava gli elogi dei frutti bianchi, gialli, viola scuro, purpurei.  Nei secoli successivi, il pruno ha subito trasformazioni di cui oggi ne beneficiamo anche noi. I nomi che conosciamo che differenziano le specie, e che sarebbe troppo lungo riportare, hanno avuto origine perchè erano i frutti preferiti e consumati da famosi re e regine. 

  Ma, al di là dell’origine dei nomi vogliamo ricordare le tante qualità terapeutiche della prugna . La migliore  e la più conosciuta,  è il potere lassativo dei frutti. Ma essi non sono soltanto  stimolanti delle attività dell’intestino, ma anche un prezioso energetico, un rigeneratore del sistema nervoso, un diuretico, un disintossicante, un decongestionante epatico, tanto che si possono consigliare  nelle intossicazioni alimentari, anemie, arteriosclerosi, stipsi, ai malati di gotta, a coloro che hanno temperamento bilioso e nel caso di una intensa attività.

   Proprietà. Queste proprietà  derivano dal fatto che le prugne contengono acidi organici di grande valore oltre a zuccheri, carboidrati, prugne appena colte e prugne secchevitamine B e C in discreta quantità. Le prugne, inoltre, sono ricche di vitamina A e sali minerali quali il ferro, il calcio, il fosforo, il magnesio, il potassio, il sodio, il manganese. Qualità e contenuti minerali che rimangono nella prugna secca nella quale diminuiscono gli apporti di acqua ma aumentano gli zuccheri che passano da 3,5 a 44.

   Molti, per stimolare l’ intestino pigro, preferiscono giustamente, la prugna secca il cui consumo può addirittura alleviare gli effetti deteriori provocati da un uso sbagliato di altri lassativi non naturali. In questi casi sfortunati si consiglia la somministrazione di una decina di prugne secche  al giorno, con tutto il loro succo e senza zucchero: in breve tempo l’Infestino riacquisterà la normale attività. La prugna fresca può invece non essere tollerata da chi ha difficoltà di digestione, nonostante essa faciliti l’attività renale e dello stomaco In questi casi sono utili  le composte e le marmellate di prugne che sono pie accettabili perché la cellulosa contenuta nel frutto fresco è andata perduta con l’essiccamento o la cottura. Infatti esaminando i principali componenti della prugna secca non si nota la presenza di cellulosa.

  Prugna frutto blu  Virtù curative: Per chi non ha problemi di digestione del frutto: mangiare al mattino a digiuno prugne  fresche con pane dì segale. Ottima terapia nei casi di stipsi. Tenere però presente che le prugne fresche vanno mangiate con moderazione: una quantità eccessiva, quando il frutto è troppo maturo, può provocare delle coliche °Succo di prugna fresca: in caso di stitichezza un bicchiere prima dei pasti per ottenere un’azione intensa.°Per curare le affezioni della vescica e dei reni  aggiungere  ai frutti un poco di limone °L’infuso di fiori  del  pruno con aggiunta di sale è un buon pediluvio.

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