Conero ed entroterra di Ancona

II percorso: Ancona – Numana-Porto Recanati-Recanati-Loreto-Castelfidardo-Osimo-Ancona.

Il poto di Ancona            Le soste. Conosciuta grazie ai versi di Giacomo Leopardi, Recanati si giova ancora di quell’eco poetica che ne definisce gli aspetti più autentici: la vivacità paesana della piazza del Sabato del villaggio, la malinconica antichità del campanile di Sant’Agostino, ricordato neIl Passero solitario, il dolce isolamento del colle dell’Infinito. Il borgo segue docilmente le asperità e gli avvallamenti di un crinale di collina, assumendo un’impronta allungata e irregolare. Stradette minori s’innestano nel corso principale, introducendo il visitatore in un celato e frammentario tessuto medievale, del quale un ricordo è la torre di Porta San Filippo, ornata da beccatelli e da una cortina di difesa.santuario che contiene la casa della Madonne

          Città-santuario, appena sollevata su un rialzo dell’ubertosa terra irrigata dal Musone, Loreto si coagula attorno al luogo sacro, che assume anche un alto valore artistico, urbanistico e architettonico, oltre che religioso. Loreto, che significa, pare, “bosco di lauri”, nacque come aggregato attorno alla primitiva chiesetta di Santa Maria, sorta, secondo la tradizione, per custodire la casa di Maria, trasportata qui miracolosamente da Nazareth. Santuario costruito nella Basilica di Loreto, attorno alla Casa della Madonna

         Posta su un terrazzo di collina tra mare e monti e nata da monumenti di indubbio valore storico e artistico, Osimo, municipio romano nel 267 a.C. con il il nome di Auxinum, fu circondata fin da quell’epoca da possenti muraglie, che avvalorarono la sua posizione già di per sé invidiabile da un punto di vista strategico. Il centro storico si è venuto sviluppando, nel corso dei secoli, secondo una singolare impronta di scarpa. Diffuso il tipo di palazzo di cotto, con angoli, ingressi e finestre enfatizzati da poderose marcature in pietra.  Alla cittadina fa corona un paesaggio veramente superbo, particolarmente godibile nelle belle giornate quando si può spaziare con lo sguardo da Cingoli a Recanati.

Prodotti e cibi locali

         Alimentari: In zona, è possibile acquistare il salame di Fabriano, il soppressato e il mazzafegato, un insaccato affumicato tipico a base di fegato e polmone di maiale macinati insieme ad altra carne, sempre di maiale e insaporito con spezie.

          Dolci locali: le beccute sono piccole formine di farina dolce a base di farina di mais, pinoli e uvetta; il frustengolo è una torta casalinga a base di farina bianca e gialla, mollica di pane, fichi secchi sminuzzati, uva passa, noci e pinoli.

          Vini: Quattro i vini a DOC prodotti in zona: il Bianco dei Colli Maceratesi, l’Esino Bianco, l’Esìno Rosso e il Rosso Conero.     

          Artigianato:. L’artigianato di Loreto è legato soprattutto a oggetti sacri. Vi si producono però ancora fisarmoniche classiche e strumenti musicali, da segnalare la presenza di intagliatori ed ebanisti. A Porto Recanati si pratica la tessitura con telaio a mano. Una produzione caratteristica di Recanati è quella delle pipe, legata alla lavorazione della radica e del corno. Si coltiva anche una buona tradizione nel ricamo e nel merletto a tombolo, nonché nella lavorazione dei metalli.

  Porto Recanati       Porto Recanato Marche  Gastronomia: Quella anconetana riassume buona parte della gastronomia marchigiana; la città è al confine tra le tendenze romagnole e quelle umbro-romane. Eccellenti sono specialmente i piatti con pesce fresco e il famoso brodetto, che lungo il Conero è a base di pomodoro, aceto, prezzemolo, aglio e cipolla in cui vengono cotti pesci fino a tredici diverse qualità. Fra gli altri piatti di pesce sono da ricordare le sogliole fritte, ai ferri o annegate nel vino bianco, la frittura di calamaretti o di gamberetti, le pannocchie e le moscio/ine impanate in graticola o in tegame, le zuppe di datteri marini, le crocette in porchetta, le séppie in umido con piselli, le sarde a scottadito, i polpi cotti con salsa di pomodoro.

          E’ presente anche una gastronomia contadina, o comunque di terra, il cui piatto più rappresentativo sono i vincisgrassi, le classiche lasagne marchigiane; ma non possiamo tralasciare i passatelli di carne, la minestra di ceci, la zuppa di fagioli, la minestra col grasso. Fra i secondi citiamo la trippa alla marchigiana, la spuntatura, ovvero budello di agnello pepate, la porchetta, lo stoccafisso all’anconetana e i vari tipi di potacchio, carne o pesce in intingolo di prezzemolo, vino e acciughe. II pranzo si conclude generalmente con una fetta di ciambellone accompagnata da un bicchiere di vino dolce.

          A Loreto i piatti più caratteristici sono le tagliatele al sugo, il piccione allo spiedo, la faraona alla creta e il vitello in porchetta.

  La città sotterranea di Osimo        Manifestazioni durante il periodo pasquale A Porto Recanati, il Venerdì santo, ha luogo la processione di origine medievale detta bara di notte. La bara del Cristo, alta cinque metri, viene portata da dodici pescatori scalzi, detti sciabolati, insieme ad altre statue sul tema della Passione, seguite dalle confraternite nei loro costumi.

          Osimo è situata sulle colline tra le valli dell’Aspio e del Musone, a pochi passi da Ancona e dalla riviera del Conero. E’ una città antica, cinta da mura romane e medievali. Il centro storico possiede chiese vetuste e nobili palazzi del ’600 e del ’700. Il nome della cittadina deriva da Auximon, municipio romano. In età bizantina appartenne alla Pentapoli marittima come centro di rilevante importanza. Divenne libero comune nel 1100 e fu dominata dai Malatesta e dagli Sforza.

      Da vedere: la “città sotterranea”, iniziando dalle grotte del Cantinone (sopra) un dedalo di profondi cunicoli scavati nell’arenaria, affascinanti e misteriose cavità artificiali che si snodano per oltre nove chilometri nel sottouolo di Orvieto, solo in parte aperti ai visitatori. Si tratta di un a città sotterranea millenaria, sede di riti sacri e incontri segreti, animata da leggende e storie popolari, attraverso vasti periodi storici, dall’epoca romana al Medioevo, fino alla Seconda Guerra Mondiale. Bassorilievi, incisioni, disegni simbolici, sembrano testimoniare la presenza di Ordini Templari. 

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