Premesso che a tavola non bisogna mai dare né segni di ingordigia né segni di disgusto, premesso che non bisogna mai infastidire la vista, l’udito, il gusto, i movimenti, la sensibilità degli altri commensali, vediamo come fare un uso estetico e insieme sensato dei vari attrezzi da tavola.

     I piattiNon si dovrebbero mai toccare con le mani i piatti e le fondine: è una questione di igiene, oltre che di eleganza. tavola eleganteSarebbe quindi severamente proibito inclinare il piatto o il piatto fondo per raccogliere meglio minestra o sughi: anche
perché si dovrebbe ostentare, nei riguardi dei cibi, un certo distacco, e non aver l’aria di chi vuoi raccogliere anche l’ultima briciola e l’ultima goccia. Questa la regola formale, da tener sempre presente quando si è invitati in casa d’altri, quando si hanno ospiti, quando si mangia al ristorante. Nei pranzi familiari, però, si può essere in proposito un tantino più elastici: quando c’è una minestra o un sugo particolarmente gustosi, piange il cuore a lasciarli lì solo perché non si riesce a mangiarli senza inclinare il piatto; e allora si può dire: «scusate, ma è talmente buono.…» (e la padrona di casa sarà contenta), o anche non dir niente e con semplicità, naturalezza e disinvoltura inclinare leggermente il piatto. Per rendere più elegante, o meno inelegante, questo gesto «proibito» dal galateo più formale, bisogna sollevare il piatto dalla parte che è vicina al bordo della tavola, così da far scorrere minestra o salsa non verso di voi, ma dall’altra parte: la sostanza della faccenda è la stessa, ovviamente, ma l’apparenza è più aggraziata e meno ingorda e nessuno si potrà scandalizzare.

     Ancor più severamente proibito, chi non lo sa?, è fare « scarpetta », cioè pulire il piatto o la fondina con un pezzette di pane: massimo segno di golosità e ingordigia; e non importa se si cerca di nobilitare il misfatto in­filando la forchetta nel pane, invece di manovrarlo con le dita: rimane sempre un misfatto. Però… E già, però anche qui: in un pranzo «molto» familiare, con una salsa «molto» buona, si può chiedere alla padrona di casa, che magari è la mamma o la zia o un’amica intima, il permesso di fare “scarpetta”: sempre in onore della squisita bontà della sua salsa. L’ineleganza del gesto verrà compensata dall’apprezzamento per la cuoca.

      Le tazze. Le tazze si sollevano per il manico con la mano destra, e così si portano alla bocca: la regola è infatti che tutti i liquidi serviti in tazza vanno sorbiti direttamente dalla stessa; il cucchiaio o cucchiaino che sia, si usa solo per mescolare, eventualmente per assaggiare. È contrario alle regole usarlo per sorbire tutto il liquido della tazza. Non si inzuppano biscotti, grissini, pane o altro nelle tazze: i solidi si mangiano a parte, i liquidi si sorbiscono a parte. Anche alle tavole di famiglia? Be’… fate un po’ voi. Noi non possiamo, ufficialmente, essere troppo larghi di manica ed apparire contrari alle regole.

     Le posate. Si tengono tra le dita con leggerezza, pressappoco come si tiene una matita, non troppo vicino alla punta, bensì più vicino al fondo. Si muovono il meno possibile. Non si tiene il mignolo sollevato o incurvato, cosa affettata e buffa. Il cucchiaio va riempito con un movimento che va dal bordo del tavolo verso il centro. È scaduta la regola secondo la quale il brodo andava sorbito dal lato del cucchiaio, cosa tra l’altro scomodissima; sorbite dunque minestre, brodi e ogni altro liquido dalla punta del cucchiaio, come il buon senso insegna. La forchetta si tiene con la sinistra se la destra è occupata dal coltello; se invece non si deve usare quest’ultimo, la forchetta si tiene con la destra. Con la destra o con la sinistra, comunque, la forchetta va infilata nel cibo con un movimento graduale, non brusco e improvviso con pericolo di schizzi. Il coltello non va mai usato per portare il cibo alla bocca, ma solo per tagliarlo.

     Quando si smette per un momento di mangiare (per bere per esempio), non si appoggia la posata con il manico sulla tovaglia e la punta sul piatto, ma attraverso il piatto orizzontalmente con il manico sul bordo. Quando invece si finisce di mangiare, le posate si appoggiano sul piatto in senso verticale, cioè perpendicolarmente al bordo della tavola, con i manici verso di sé e le punte verso il centro della tavola, leggermente incrociate (questo per far capire all’eventuale persona di servizio che si è finito). Se però si finisce di bere una bevanda in tazza, il cucchiaio si lascerà appoggiato nel piattino: non va mai posto o lasciato nella tazza.

      I bicchieri. Ricordiamo che bisogna sempre asciugarsi le labbra prima di accostarle al bicchiere. Poi, quando qualcuno ci versa da bere, acqua o vino che sia, non dobbiamo mai alzare il bicchiere e spostarlo verso la bottiglia, ma lasciarlo dov’è, anche perché c’è meno pericolo di errori di mira e conseguenti macchie. Il bicchiere si tiene nella mano destra, con semplicità, senza sollevare leziosamente un dito, né due né tre. Se vuoi rifiutare il vino che ci viene offerto, non lo si fa posando la mano sul bicchiere; basta dire «grazie, no».

     I  tovaglioli. II  tovagliolo va tenuto sempre sulle ginocchia, non infilato nella giacca o nella scollatura, né annodato al collo come il bavaglino di un lattante. Quando ci si pulisce la bocca con il tovagliolo, lo si fa con un gesto rapido e semplice, non complicato o troppo delicato. Le signore cerchino di non sporcarlo troppo con il rossetto.

     Gli stuzzicadenti. Su una tavola elegante, non dovrebbero neanche esistere. E a qualsiasi tavola non dovrebbero essere usati, se non in casi di estrema emergenza. Se proprio qualcosa vi si è ficcato tra i denti, e se proprio vi fa male, e se proprio non sapete resistere al fastidio, pazienza: piuttosto che morire di dolore, o fare orrende smorfie, o mettervi un dito in bocca, è chiaro che sarà meglio usare lo stuzzicadenti. Ma sappiate che è un gesto estremamente poco elegante, spoetizzante, antiestetico, sgradevole, che vi mette l’etichetta di persona assai poco raffinata. E speriamo almeno che non vi venga la malaugurata idea di gingillarvi con lo stuzzicadenti, come purtroppo fanno molte persone. Comunque, vi preghiamo, quando siete afflitti da rimasugli insopportabili tra i denti, di alzarvi da tavola e recarvi alla toilette, dove potrete toglierli senza che i commensali siano costretti ad assistere all’operazione.

Brunella Gasperini

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