In dieci anni +40% disponibilità nel settore privato delle Case di riposo per anziani, ma il bisogno cresce.

   L’assistenza domiciliare per la cura a lungo termine degli anziani fragili o con patologie croniche ad oggi è pressoché un privilegio: ne gode infatti solo il 2,7% degli ultrasessantacinquenni residenti in Italia (in alcuni Paesi del Nord Europa sono assistiti in casa il 20% degli anziani), e le prestazioni, le ore dedicate a ciascun assistito, la natura pubblica o privata degli operatori e il costo pro capite dei servizi sono i più differenti e variegati, a seconda delle aree del Paese. In particolare, sono assistiti a domicilio nel nostro Paese solo 370mila over 65, a fronte di circa 3 milioni di persone che risultano affette da disabilità severe, dovute a malattie croniche, e che necessiterebbero di cure continuative. Lo rilevano i dati del Ministero della Salute e una survey effettuata da Italia Longeva, network scientifico dello stesso Ministero dedicato all’invecchiamento attivo e in buona salute.

  Nelle case di riposo italiane esiste in media 1 posto letto per 41 anziani con una richiesta sempre in crescita e prezzi che vanno dai 1.500 ai 3.000 euro al mese con una crescita anziana signora assistita da giovane donnaesponenziale delle case di riposo private che negli ultimi dieci anni hanno aumentato del 40% la loro offerta. I dati provengono da un’analisi della Unione europea delle cooperative Uecoop su dati Sistan in relazione all’operazione della Guardia di Finanza che ha portato alla scoperta a Lecce di una casa di riposo abusiva che ospitava cinque anziani, quattro dei quali disabili, allettati, non autosufficienti e con necessità di una alimentazione adeguata.

Il bisogno di assistenza è in aumento costante con la popolazione over 65 che entro il 2050 sarà di 20 milioni contro i 13,5 attuali, mentre i non autosufficienti diventeranno 5 milioni nei prossimi 10 anni, con una insufficienza dei posti letto disponibili che già oggi con poco più di 330mila delle attuali Case di riposo per anziani, sono insufficienti a livello nazionale .

   Le regioni più deficitarie sono la Campania con 149 anziani per posto letto, il Lazio con 88, la Calabria con 75 e la Puglia con una media di 74 anziani per posto disponibile nelle case di riposo. Le situazioni migliori al Nord con il Trentino Alto Adige che guida la classifica con 23 anziani per posto letto, il Piemonte con 24 e il Friuli Venezia Giulia e la Liguria con 27. Fanno comunque meglio della media nazionale Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Molise con valori medi che oscillano fra i 29 e i 34 anziani potenziali per posto letto.anziani in casa di riposo

  L’invecchiamento progressivo della popolazione pone la necessità di un’assistenza di qualità a lungo termine degli anziani, anche all’esterno del perimetro della famiglia con la esigenza di potenziare un sistema di welfare che metta insieme il meglio del pubblico e il meglio del privato con il mondo cooperativo che sta già garantendo assistenza e cura, dentro e fuori le mura domestica grazie a oltre 328 mila addetti sul territorio nazionale. Ma se la famiglia resta il principale ambito di vita degli anziani secondo una relazione amministrativa di Collier International Italia, è innegabile che le case di riposo stiano diventando la nuova frontiera dell’assistenza con il record di quasi 500 milioni di euro investiti da società italiane e straniere (per il 60% i capitali sono francesi) nell’ultimo anno per compravendite di strutture per anziani soprattutto nel nord e nel centro Italia fra Lombardia, Piemonte, Lazio e Toscana.

  Con 7 posti letto su 10 gestiti da privati, l’assistenza nelle case di riposo è cresciuta per quasi 50mila nuovi posti e le strutture a disposizione degli anziani sono passate da 5.691 a 7.398 con un aumento del 30% nel decennio. Considerato il trend di invecchiamento della popolazione diventa quindi strategico formare una platea di professionisti dell’assistenza in grado di seguire al meglio gli anziani dentro e fuori le residenze, ma è necessario anche aiutare le famiglie che non potendo più seguire un parente anziano a casa sono obbligate a trovare una sistemazione in casa di riposo aggravando il bilancio domestico di un’ulteriore spesa, spsso non sostenibile. In questo scenario è necessario potenziare un sistema di welfare che valorizzi – secondo l’Unione europea delle cooperative Uecoop  il meglio di quel mondo cooperativo in grado di affiancare con qualità e professionalità il servizio pubblico, dando risposte ai bisogni della gente e al tempo stesso promuovendo il lavoro e l’occupazione del settore.

 

 

 

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