Mangia troppi dolciumi   Ci si ammala con alimentazione errata    Come è noto le malattie del colon, i disturbi circolatori e del  metabolismo, l’arteriosclerosi, la carie dentaria, ecc. affliggono con una frequenza e, in certi casi, con una mortalità crescenti, le popolazioni ad elevato sviluppo economico. Queste malattie sono d’altra parte ancora rare o sconosciute nelle comunità africane o asiatiche che non hanno mutato le loro ancestrali tradizioni ed abitudini di vita; compaiono invece con maggiore frequenza in quelle che hanno adottato le abitudini tipiche delle nazioni occidentali econo­micamente più sviluppate. Appare significativo il fatto che l’incidenza della maggior parte delle malattie citate è ora uguale nelle comunità bianche e negre degli Usa. Tutto ciò è dovuto anche al mutamento delle abitudini alimentari ed alla qualità degli alimenti stessi.

L’unico modo che si ha, forse, per modificare il comportamento alimentare dell’uomo occidentale, è di metterlo in guardia ricordandogli che un’errata nutrizione può essere causa di malattie, che insorgono sia in seguito a carenze di elementi nutritivi o di elementi essenziali, sia per una somministrazione eccessiva di uno o più generi alimentari. La coincidenza dei due casi, apparentemente opposti trattandosi nell’uno di carenza e nell’altro di eccessiva alimentazione, è causa di malattie.

        Prendiamo in esame tre malattie tipiche del mondo occidentale: la carie dentaria, l’arteriosclerosi e l’obesità collegandole direttamente agli errori nutrizionali.Gli zuccheri, consumati sotto forma di dolciumi o di caramelle attaccaticce, sono fortemente cariogeni; le leccornie consumate fra i pasti principali sono altrettanto dannose. Se si vuole combattere la carie, si devono cercare mezzi e modi che permettano di vincere il desiderio intenso dei giovani (e non solo) di consumare ghiottonerie, occorre cioè offrire [loro] uno spuntino intermedio sano che sia accettato. Infatti, pochi osservano consigli e divieti: abitudini, appetito, desiderio, gioia di comperare e pubblicità sono fattori che soverchiano le migliori intenzioni dei medici dentisti e dei genitori. Anche gli esigui prezzi sono fattori negativi che non possono essere misconosciuti.Frutta e verdura ai pasti principali

        Ecco la ragione per cui si cercano alimenti che possano causare piacere al bambino e all’adulto, che si adattino come spuntino della mattina e che non presentino nessuna caratteristica cariogena. La frutta, e le mele in particolare, si adattano molto bene allo scopo. Chi mangia mele dimostra una inferiore predisposizione alla carie e un miglior stato delle gengive, infatti contengono in prevalenza fruttosio e pochissimo zucchero raffinato che è il maggiore responsabile della carie dentaria. Inoltre, gli acidi organici contenuti nella mela attivano la salivazione che permette l’eliminazione dei residui di cibo dagli interstizi e provoca così un’eccellente pulizia. Di non minore importanza è la masticazione, con la quale si combatte anche la paradentosi, la temuta malattia gengivale degli aduli Anche il fluoro e il fosfato di calcio hanno un effetto anticarie. Il primo, agisce efficacemente sullo smalto del dente indurendolo. Il fabbisogno di fluoro (1-mg al giorno) dovrebbe essere completato dall’acqua potabile, ma poiché risulta quasi sempre scarso, si consiglia una somministrazione supplementare. Per quanto riguarda il fosfato, esistono prove concrete sull’effetto repressivo eh esercita sulla carie degli animali. Il fosfato, aggiunto ad un alimento quotidiane come per esempio il pane, potrebbe agire in modo efficace anche sull’uomo.

Un altro gruppo di malattie che stanno in stretta correlazione con la nutrizione sono quelle cardio-vascolari di origine arteriosclerotica (infarto del miocardio).

mangia carne-rossa        La percentuale dei decessi è talmente alta in tutti gli Stati industrializzati da risvegliare un crescente interesse verso la possibilità di individuare quest fenomeno e di intervenire nella prevenzione.

L’insorgenza di questa malattia è determinata da tensioni psico-sociali, d insufficienza di movimento, da eccesso di fumo, da disturbi ormonali, ecc.. La dieta però, è decisamente coinvolta nell’origine delle malattie cardiovascolari. La quantità del grasso totale nella dieta e in modo speciale la natura del grasso,  hanno un effetto diretto sull’insorgenza della malattia, così come l’eccessivo uso di zucchero.

I grassi saturi aumentano i livelli di colesterolo serico e sono considerati fra fattori di rischio più importanti. Invece, l’uso controllato dei grassi con un contenuto elevato di acidi grassi polinsaturi, riduce il livello del colesterolo ne sangue e sembra abbia influenza positiva sul metabolismo lipidico evitando i danno vascolare e dei trigliceridi.

Ricerche condotte negli Stati Uniti hanno dimostrato che con una riduzione del livello del colesterolo si ottiene anche una diminuzione della frequenza delle malattie cardiovascolari. Ciò conferma lo stretto rapporto esistente fra la nutrizione, il livello del colesterolo e le malattie cardiovascolari di origine arterio­sclerotica.

Un altro danno derivato da errori nutrizionali, visto sotto il profilo della salute pubblica, è costituito dall’eccesso calorico, ossia dallo squilibrio tra l’apporto di alimenti e le necessità energetiche. In altre parole, quando si mangiano cibi altamente raffinati, grandi quantità di pane bianco (povero di scorie), troppe leccornie e grassi saturi si rischia l’obesità. Si tenga presente che la durata probabile di sopravvivenza di una persona obesa è indubbiamente più breve di quella avente un peso corporeo normale. Aveva ragione Galeno quando 1800 anni fa asseriva che “uccide più la gola che la spada“! Inoltre, recentissime sperimentazioni hanno messo in evidenza la stretta correlazione fra dieta ipercalorica ed insorgenza del tumore.

Altre due osservazioni: l’alta pressione sanguina negli uomini obesi è di tre volte più frequente che nei normali; ciò provoca una maggiore predisposizione all’infarto cardiaco. In ultimo va ricordato che l’85% di tutti i diabetici sono persone di peso corporeo eccessivo.

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