Alimentazione e salute: importanza delle “erbe”

Come tutti ormai sanno, alimentazione e salute sono strettamente connesse e anzi potremmo dire che rappresentano due facce della stessa medaglia: ogni individuo nel corso della sua vita rigenera più volte i costituenti chimici di tutte le proprie cellule e naturalmente l’approvvigionamento delle nuove sostanze elementari proviene dal cibo e dall’acqua con i quali ci si nutre.mangiare sano

Alla luce di questa moderna considerazione, l’antico detto secondo il quale l’uomo è ciò che mangia, dimostra tutta la sua verità e preveggenza. Ne consegue che una delle basi su cui poggiano buona salute ed efficienza fisica è senza dubbio un’alimentazione sana ed equilibrata.

Come spesso accade, ciò che appare come un riconoscimento ovvio, è frutto invece di piccole o grandi rivoluzioni culturali che, poco per volta, mutano mentalità e abitudini diffuse.

Oggi, assai più che vent’anni fa, si è affermata una cultura del benessere fisico che ha comportato una complessiva rivalutazione degli aspetti connessi al corpo: dal mantenimento della forma fisica a un’alimentazione corretta. Infatti, i principi dì una corretta alimentazione sono diventati molto popolari, grazie anche allo spazio loro riservato dai mass media.

In un tempo non troppo lontano i consigli dietetici erano spesso prescrittivi e qualche volta blandamente minacciosi: si fondavano cioè su proibizioni perentorie che spesso erano vissute In maniera passiva o comunque sgradevole. Tralasciando naturalmente i casi clinici, accadeva che molte persone seguissero diete molto rigide per un breve perìodo per poi tornare ad abitudini alimentari scorrette.

La dieta era vissuta come una sorta di punizione: la stessa parola, dieta, evoca una serie di regole forzate, mentre si è ultimamente affermato un senso diverso e più ampio di regime alimentare, ovvero un sistema di buone abitudini e di metodi che si fondano sulla necessità di un buon equilibrio nutrizionale.

Questo significa dieta, oggi, mentre i significati più specifici verranno indicati dall’aggettivo che qualifica il termine: come, per esempio, dieta dimagrante, ricostituente, proteica e così via.

L’alimentazione come cultura

La cucina italiana è senza dubbio tra le più ricche e variate del mondo: ogni regione ha le proprie tradizioni gastronomiche e all’interno dei confini regionali sono spesso moltissime le varianti dei piatti tipici o le singole specialità caratteristiche di una provincia o addirittura di un paese. Questa ricchezza della gastronomia è uno specchio della storia nazionale, dei suoi particolarismi e dei numerosi contatti che molte aree del paese hanno avuto con culture straniere.mangiare sano

Inoltre, si può riconoscere un evidente parallelismo con i dialetti locali: come questi sono il prodotto di intersezioni e contaminazioni linguistiche tra comunità contigue nel territorio, anche le tradizioni culinarie che si sono consolidate in un certo luogo, sono espressione di un intreccio di usi e di abitudini caratteristici di una certa area geografica, spesso rivisitati con indubbia capacità inventiva.

Basti citare un caso esemplare per tutti, quello del Mantovano, dove si sono intersecate le tradizioni culinarie di tre regioni per approdare a una cucina originalissima, al tempo stesso popolare e raffinata.

Naturalmente anche la geografia ha contribuito a distinguere in maniera tanto netta il panorama culinario italiano: le grandissime diversità delle condizioni climatiche e dei caratteri geologici presenti in Italia comportano una grande varietà di flora, di fauna e di terreni colturali.

Varietà che ha plasmato le tradizioni contadine locali, differenziando di conseguenza le specialità gastronomiche. Inoltre, l’attitudine al commercio e allo scambio con i paesi esotici ha contraddistinto, come abbiamo visto, la storia italiana sin dal tardo medioevo e ha favorito l’inserimento di spezie e profumi inconsueti nella tradizione culinaria locale.

Tale ricchezza si basa anche sull’impiego delle erbe aromatiche che riescono a conferire ai piatti sapori e profumi tipici, inconfondibilmente legati a una terra o a uria regione: vengono subito alla mente alcune associazioni spontanee, come il basilico e la Liguria, Milano e lo zafferano, il cappero e la Sicilia, l’origano e la Campania.

Il contributo delle erbe alla cucina

Le erbe aromatiche hanno una funzione molto importante nell’alimentazione perché, pur in piccole dosi, riescono a caratterizzare le pietanze, conferendo aromi particolari e insoliti. Inoltre, a parte i molti usi nelle ricette classiche, le erbe sono una vera e propria miniera di sapori nella quale ognuno può scoprire nuove opportunità d’impiego inventando nuove associazioni tra le varie materie prime della cucina e adeguandole ai propri gusti.

In questo senso hanno il merito particolare di accrescere il piacere della tavola in maniera delicata e rispettosa dei princìpi di una sana alimentazione.

Questo fatto è tutt’altro che secondario proprio alla luce dell’evoluzione dei costumi alimentari cui si è accennato precedentemente: una buona parte della cucina tradizionale è caratterizzata da sapori accentuati, ottenuti con l’impiego talvolta massiccio di condimenti e di grassi, che rendono assai elevato il contenuto calorico dei cibi.bimbo mangia spaghetti

Oggi, però, le necessità caloriche sono molto più ridotte di un tempo non lontano, ma il desiderio di sapore, il piacere della tavola sono rimasti gli stessi.

Poiché l’esperienza insegna che la soddisfazione del palato ha un ruolo importante nella sensazione di sazietà, l’aroma delle erbe può essere una validissima variante ai gusti dei cibi troppo ricchi di una volta.

Inoltre, le erbe riescono a donare il loro aroma anche a piatti semplici, leggeri e rapidi da preparare, arricchendoli di sapori particolari e originali.

Ricordiamo che il rosmarino, il crescione e l’ortica sono ricchi di vitamina C, mentre il trifoglio e i germogli della consolida sono ricchi di vitamina 612, elemento molto importante per diete equilibrate.

Infine, molte erbe hanno anche la capacità di stimolare l’appetito e infatti rientrano nella composizione di vermouth e aperitivi, mentre altre, come la genziana e la menta, hanno riconosciute proprietà digestive.

Alimentazione consapevole

Oggi si parla molto di “alimentazione naturale”, intendendo con questa formula un po’ abusata l’importanza di consumare cibi di assoluta freschezza e provenienti da coltivazioni esenti da inquinamenti e trattamenti chimici.

Le erbe evidentemente non sfuggono a questa necessità, ma occorre distinguere tra specie e specie, I cosiddetti “odori”, dai più classici e basilari quali basilico, prezzemolo, rosmarino e salvia, per giungere ad altri come timo, erba cipollina e maggiorana, possono essere anche coltivati con grande facilità e in tutte, o quasi, le condizioni abitative.

Infatti è sufficiente disporre di qualche vaso e di un po’ di buona volontà per poter approvvigionare la cucina di tutte queste erbe fresche e di provenienza sicura.

Anche chi vive in città e dispone soltanto di un davanzale può riuscire ugualmente a coltivare queste piante preziose. Ricordiamo l’opportunità di una loro esposizione verso sud o verso ovest, per poter sfruttare appieno il miglior irraggiamento solare.

L’orto, anche se piccolo, risponde pienamente alle esigenze dell’alimentazione consapevole a cui abbiamo accennato e vi sono molti orticoltori amatoriali che hanno aderito a nuovi sistemi colturali che, in realtà, sono molto antichi.

 

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