9. Il teatro

La gestualità e la parola, utilizzati “dietro una maschera” (che era fisica quando gli attori latini si coprivano il volto con una maschera definita “persona”) consente di emettere suoni, esprimere emozioni e dare carattere ad un personaggio. Il termine “persona”, pertanto, richiama il concetto del “suonare attraverso”, interpretare. Il teatro è una forma artistica completa che coinvolge l’uomo in quanto tale.

Quest’arte creando lo spazio dove si può fingere di essere quello che si crede, crea la grande magia di ricollegare le parti separate e riequilibrare la struttura psichica, riportando l’adulto in contatto con la sua spontaneità, infrangendo, attraverso la caduta della maschera fissa e stereotipata. la corazza di tensioni. Il teatro che si richiama alla pedagogia e alla didattica della ricerca è quello in cui ogni attore è il suo metodo e dove l’improvvisazione rappresenta la base del lavoro dell’attore su se stesso.

Il teatro sperimentale ci consente di riflettere sull’essere e l’apparire. Se questa sfida supera un primo livello di blocco sintetizzato nella frase “non ce la farò mai”, allora si può giungere al “forse ce la posso fare”, facendo cadere la maschera. Così cade la resistenza che l’attore pone nei confronti dell’atto creativo, e si sprigiona un’energia intensa che trasforma, illumina e forma l’arte e l’artista. Sulla scena avviene il teatro e nella persona avviene il cambiamento tra ciò che credeva di essere e ciò che è: un personaggio diverso da sé. La persona che qualche minuto prima di entrare in scena è una persona indifferenziata, si trasforma in personaggio: una persona altamente caratterizzata.

Il personaggio è per l’attore un oggetto transizionale, un non-fantasma carico di energia che coinvolge l’intero essere (fisico, psichico e astrale) e lo conduce a scoprire la propria natura.

Un oggetto che Winnicott dice essere né dentro né fuori, esso appartiene all’area del gioco.La personalità essendo l’elemento alquanto astratto della triade è coinvolta, ma in modo riflesso. Il concetto di personalità è una pura invenzione intellettuale, in quanto è il tentativo di dare una struttura ai molteplici personaggi che ogni adulto ha racchiuso in sé.

L’identità umana non è unica, ma come ben sappiamo contiene “Io differenti”, a secondo del momento identificatorio a cui il complesso psichico è rivolto. L’Io nasce dall’identificazione con l’oggetto e cresce passando la carica psichica da un oggetto all’altro. Il processo di espansione dell’Io implica per l’adulto, come per il bambino, la capacità di passare da un oggetto identificatorio ad un altro, da un gioco ad un altro, dal computer al deltaplano, dal tempo occupato al tempo da non occupare, dalla città al rapporto con la natura selvaggia, dal cellulare alla zappa ,ecc. Solo nella capacità di costruire e poi in quella di smontare il rapporto con l’oggetto risiede la libertà dal conosciuto che edifica l’uomo in modo profondo e indipendente .Indossare cappelli, giacche, abiti di scena dovrebbe servire a ricomporre la persona e ad accettarsi nelle diverse sfaccettature di essa. Tutto ciò che appare rigido, obbligato, fa sentire prigionieri, reclusi, privi di libertà.

Gli adulti trovano sensazioni piacevoli e possibilità di crescita emotiva nel dedicarsi alla recita di “parti”. Alcuni di loro non riescono a trovare gratificazioni e soddisfazioni e possono soffrire di dolori e malesseri psicogeni. Non a caso molte persone legate alla patologia della normalità soffrono di mal di schiena proprio nella zona sacrale, che corrisponde all’area della creatività e delle responsabilità. L’arte in genere, e il teatro in particolare, potrebbero portare un grande aiuto al superamento di questo blocco creativo.

Fare teatro diventa salutare in quanto permette di giocare con i processi dell’identificazione ed aiuta la persona ad accettare che l’essere umano non ha in sé nessun punto di riferimento fisso. Si scopre, così, che l’identità è qualcosa dove non sono eliminabili l’incertezza, l’estraneità e l’insicurezza. Se si accettasse questa verità, la struttura psichica diverrebbe immediatamente equilibrata (anche se non stabilmente), in quanto la flessibilità porterebbe ad avere un miglior rapporto con le pulsioni e a far funzionare meglio le aree intermedie fra Es ed Io e fra Io e Super-io. Con lo sviluppo di maggiore fluidità e relatività nel rapporto con gli oggetti si ottiene più compattezza nella struttura psichica. Attraverso il processo artistico questa compattezza diventa ancora più evidente fino a creare un solo spazio, lo spazio del gioco dove Es, Io e Super-iotendono a sovrapporsi, superando la divisione fra le parti. Tutti noi abbiamo vissuto questi momenti unici in situazioni quotidiane come potrebbe essere quella di cucinare, curare il giardino, nuotare, dipingere, fare musica ecc. Vivere con cura e altruismo prepara il terreno alla fusione dell’Io con il Super-io e questo allarga notevolmente le potenzialità della persona. Così come è importante fare un uso creativo del tempo, come premessa indispensabile alla propria crescita.