7. Il gioco come animazione

Il termine ‘animazione’ indica aspetti legati all’educazione e al percorso evolutivo dei più giovani. L’animazione è anche considerata come gioco guidato e seguito da adulti, ha attinenza con i giochi socio-motori, in considerazione del fatto che nell’animazione è indispensabile riferirsi alla performance motoria. Le metodologie creative messe in pratica dagli animatori prendono spesso spunto dal folklore, dalla psicologia percettiva e di gruppo, da aspetti psicomotori e sociomotori, dal Movimento dei Boy Scouts, dall’Attivismo novecentesco. Gli strumenti resi disponibili dai vari codici linguistici dell’arte, della grafica, della pittura, della drammatizzazione e della corporeità favoriscono la produzione di una infinita serie di proposte nel campo formativo, estetico, espressivo.

Nell’ambito dell’istituzione scolastica l’animazione è per lo più legata alla dimensione del gioco motorio, alla vita emotiva, e coinvolge l’uso della corporeità, del movimento, con proposte di nuovi modelli pedagogici, caratterizzati da mobilità e dinamismo. La drammatizzazione è una tipica forma di gioco simbolico. I bambini, quando fanno drammatizzazione, diventano, attraverso la loro fantasia, attori e protagonisti, perché il dramma, che si rappresentano, è fondato su un’azione compiuta da loro stessi. Spesso utilizzano burattini e marionette, con cui s’identificano immediatamente, per rivivere esperienze, sperimentate positivamente o negativamente, oppure anticiparne simbolicamente alcune non ancora sperimentate e vissute.

Nella drammatizzazione c’è l’esigenza di un rapporto profondo con un interlocutore attivo, va intesa, perciò, come rinforzo e stimolo alla comunicazione interpersonale. La drammatizzazione, oltre ad avere funzione di gioco in una prospettiva psicopedagogica di carattere educativo in vista dello sviluppo psicologico globale del soggetto in età evolutiva, comporta aspetti estetico-espressivi. Il gioco dramma è una forma semplificata di drammatizzazione infantile, corrispondente, sostanzialmente, ad un gioco di ruolo con condotte motorie peculiari di espressione non linguistica, come i gesti e la mimica, in un clima d’improvvisazione e spontaneità.

La spettacolazione è una forma di metadramma, cioè di dramma nel dramma, un tipo di attività teatrale poliforme che può sostituire l’animazione, in quanto propone un’analoga fusione di aspetti conoscitivi e sociali. Ancora una volta il gioco, come atteggiamento ludico e poietico, come animazione e come drammatizzazione si conferma luogo privilegiato della creatività e dell’immaginazione intesi quali elementi fondamentali dello sviluppo psicologico infantile grazie all’intervento mirato di pratiche educative, formative, riabilitative, nel senso della riabilitazione e del recupero di potenzialità intrapsichiche spesso inespresse nel soggetto in età evolutiva.