Erbe aromatiche utili: Aloè vera

Aloè vera

Liliacee – Aloè vera (A. ferox). Fonte di droga grezza tra le più importanti della storia, l’Aloè vera è ancor oggi ampiamente usata nella medicina moderna.

Descrizione. Liliacea succulenta formata da una rosetta basale di foglie molto carnose lanceolate, che presenta­no margine e apice generalmente spinosi.

Dal mezzo della rosetta si erge lo scapo fiorale con infiorescenze erette a spiga di fiori gialli, arancio o rosso: fiorisce quasi tutto l’anno.

Habitat e distribuzione. Originaria delle zone aride dell’Africa meridionale e orientale; naturalizzata in Africa set­tentrionale, in Spagna, Indonesia e nelle isole del Mar delle Antille.

Coltivazione. Spontanea; coltivata a uso commerciale in Africa e nelle isole del Mar delle Antille. Utilizzabile come pianta da appartamento.

Principi attivi. Barbaloina e isobar-baloina, che formano aloina cristallina, aloina amorfa, aloe-emodina, resina, olio volatile.

Indicazioni di utilizzo. Si usa la parte solida brunastra cristallizzata che si forma dall’essiccazione del liquido es­sudato dalle foglie tagliate. Agisce sull’intestino grazie agli effetti purgativi dell’aloina e dell’aloe-emodina. Asso­ciata generalmente a farmaci carminativi nella prevenzione dell’influenza. Il liquido fresco è cicatrizzante delle bruciature.

Controindicazioni. L’uso eccessivo facilita la comparsa delle emorroidi.

 

Altea, malvaccione

Malvacee – Althaea offidnalis. Ha una lunga storia come pianta medicinale e alimentare.

Considerata dai romani una squisita verdura, ne venne promossa la coltivazione in Europa dall’imperatore Carlo Magno nel IV secolo.

Oggi è molto usata sia nella medicina popolare che in quella ufficiale.

Descrizione. Rustica perenne, alta fino a un metro e mezzo; radice carnosa, lunga, a fittone, con margini dentati; fusto tondo, duro, eretto. 

Fiori bianchi o rosa a 5 petali, raggruppati all’ascella fogliare, che compaiono dalla fine della primavera alla tarda estate.

Habitat e distribuzione. Originaria delle zone umide di tutta l’Europa, dalla Norvegia alla Spagna, e delle zone temperate settentrionali e occidentali dell’Asia. Cresce preferibilmente in ter­reni salini, vicino a paludi d’acqua sala-ta o in terreni umidi in prossimità del mare o di estuari.

Coltivazione. Spontanea oppure coltivata a scopo commerciale. Si riproduce per seme in primavera o estate o per divisione dei cespi in primavera o autunno. Cresce bene in terreni leggeri con aggiunta di concime misto sotto al livello della radice per mantenere fresco il terreno.

Principi attivi. Contiene il 30% di mucillagine, compreso glucosano e xilano; contiene inoltre zuccheri vari (11 %), saccarosio (10%), lecitina, fitosterolo, asparagina (2%).

Indicazioni di utilizzo. Si usano la radice essiccata vecchia di anni, le foglie, i fiori. Azione lenitiva ed emolliente, curativa delle infiammazioni del cavo orale e della faringe; impiegata nelle gastriti e nelle ulcere gastriche. La radi­ce in polvere viene usata per la confezione di pillole.

Le radici bollite possono esser fritte al burro, i germogli si consumano in insalata.

Uso orale. Con foglie e fiori si ottiene un infuso, da somministrarsi in quantità di un cucchiaino per una tazza di acqua, tre tazze al giorno.

Macerazione e infusione al 3-4%: 100-200 g. al giorno. Polvere della radice: 3-8 g al dì. Sciroppo di radice al 2% a cucchiaini. Si può far masticare la radice ai bambini, facilita la dentizione.

Uso esterno. Decotto di radice: una manciata per un litro d’acqua; protrarre l’ebollizione per 10 minuti. Usata per irrigazioni vaginali, lavaggi e lavande, compresse, gargarismi. I cataplasmi con radici e fiori secchi sono curativi per piaghe secche e dolorose.

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