5 – Gradualità per lo svezzamento

Lenta gradualità per lo svezzamento

Se la risposta a pianto è sempre il cibo, fra l’altro, il bambino non impara a distinguere la fame dagli altri suoi bisogni e rischia di diventare uno di quegli adulti che soddisfano mangiando anche le necessità psicologiche.

Queste indicazioni di comportamento valgono anche a per i periodi successivi.

Lo svezzamento precoce viene oggi sconsigliato. In condizioni normali il latte materno o i latti adattati industriali sono sufficienti a permettere la crescita fino al terzo-sesto mese. Poi comincia l’alimentazione mista: al latte si aggiungono con lenta gradualità cibi solidi come i cereali, i vegetali, la frutta, la carne, il pesce, le uova, e i cibi liquidi come i succhi di frutta. Meglio evitare sempre, prima dei dodici mesi, il latte di mucca.

Per lo svezzamento, non si deve essere diffidenti verso gli omogeneizzati industriali. Non si tratta di un ripiego, di un incoraggiamento alla pigrizia, anzi: i prodotti dietetici in commercio offrono garanzie sotto diversi aspetti superiori rispetto alle pappe preparate in casa. Fabbricati con materie prime selezionate con rigoroso controllo dei contaminanti, estrogeni e radioattività, e in condizioni di grande sicurezza igienica, sono studiati apposta per i bisogni del bambino, sia nella composizione equilibrata sia nella preparazione finemente frammentata.