1) Le Spezie: importante commercio delle potenze coloniali

   Le spezie usate normalmente in cucina sono ricavate da radici, cortecce, bacche e altri frutti o semi aromatici di piante principalmente tropicali. La maggior parte delle spezie sono originarie dell’Oriente, ma alcune, come il pepe della Giamaica e vari tipi di peperoncino, provengono dal­le regioni tropicali dell’America: furono portate in Oriente solo dopo l’impresa di Cristo/oro Colombo.

    Le spezie hanno da sempre un elevato valore commerciale, che è all’orìgine della loro storia e di vicissitudini talvolta cruente. Almeno 5000 anni fa esistevano piste carovaniere lungo le quali si trasportavano le spezie dall’Estremo Oriente in Europa.

Spezie importante commercioCapsicum, dal Medical Botany 1834-36 (Stephenson & Churchill)

    Gli Egizi impiegavano aromi per l’imbalsamazione e per la preparazione di profumi con cui purificavano l’aria nelle loro case. I Fenici usavano barattare le spezie con sale e stagno lungo la costa atlantica dell’Europa. I primi ad avere il controllo sul commercio delle spezie furono gli Arabi; Plinio lamentava che, a Roma, esse erano vendute ad un prezzo cento volte superiore al costo originale a causa del monopolio arabo. Nonostante ciò, l’impero romano contribuì notevolmente alla loro diffusione e, con la sua caduta, il commercio delle spezie si arrestò quasi di colpo; si riprese solo quando l’impero islamico, estesosi nel Medio Oriente e nel Mediterraneo, ristabilì i percorsi delle carovane, creando nuovi mercati. In seguito il controllo dei traffici nel Mediterraneo fu a lungo conteso fra le repubbliche di Genova e Venezia, e finì col completo successo dì quest’ultima.

   Nuove potenze marittime  Spagna e Portogallo posero fine all’egemonia veneziana con la scoperta di nuovi percorsi alternativi per il Medio Oriente.

Nel 1498 Vasca da Gama aprì una nuova via ai traffici marittimi verso l’India, passando per il Capo di Buona Speranza; i Portoghesi, con l’occupazione delle Molucche (un tempo chiamate isole delle spezie), conquistarono il predominio di questo, redditizio commercio.

Quando l’Olanda subentrò ai Portoghesi, i suoi traffici via terra, attraverso il cuore del continente europeo, presero a rivaleggiare con quelli veneziani. Alla fine del XVI secolo il prezzo del pepe frattanto era più che raddoppiato in pochi anni si affacciò sulla scena anche l’Inghilterra, con la Compagnia delle Indie Orientali ; i suoi interventi però non riscossero però un grande successo. L’Olanda aveva il completo controllo sulle importazioni di chiodi di garofano, macis  e noce moscata. Il Portogallo quello sulla cannella. Con il progressivo declino della potenza olandese in Estremo Oriente e il diffondersi dell’impero britannico la Compagnia delle Indie Orientali, cominciò  ad avere miglior fortuna.

    Sei anni prima che Vasco da Gama raggiungesse l’estremo oriente, Colombo era approdato in America. Non vi aveva trovato, come sperava, il pepe, ma la sua impresa procurò agli Europei nuovi alimenti provenienti dal Messico: il peperoncino, il cacao, il pomodoro le patate e molte altre piante. Le potenze coloniali introdussero nel Nuovo Mondo da poco scoperto e in alcune isole africane, la coltivazione delle Spezie: lo zenzero in Messico e nelle Indie Occidentali, la noce moscata e i chiodi di garofano a Maurizio e Zanzibar. Alla fine del XVIII secolo le nuove piantagioni erano così fiorenti che i paesi europei perdettero il monopolio su tutte le spezie, e i prezzi diminuirono rapidamente.

   Oggi le spezie arrivano in Europa da tutte le regioni tropicali; la domanda mondiale è talmente elevata che esse rappresentano le principali esportazioni dei paesi produttori.

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