I Vini di Abruzzo e Molise

        In questa regione, dagli incantevoli litorali e dai maestosi massicci dell’interno (Gran Sasso, Majella, Velino) troviamo un clima molto variabile che determina di conseguenza qualità di vini molto diverse tra di loro, pur provenendo dai medesimi vitigni. Negli Abruzzi la vite si spinge, in alcune vallate, fino ai 900 metri coltivata ancora con sistemi primitivi e quasi sempre maritata all’acero. In alcune plaghe, come la Valle Peligna, protetta dai venti freddi, da catene di montagne, si hanno produzioni di vini rossi di pregio. Le zone di alta collina producono vini di bassa gradazione alcolica che vengono « rinforzati » mediante cottura del mosto fino alla riduzione della metà o di un terzo del suo volume.

     Vini di Abruzzo e Molise  Questi vini cotti vengono anche invecchiati e assumono le caratteristiche di vini liquorosi. Solitamente i vini cotti o «conservati» si producono con mosti di uve bianche. La regione, pur producendo una discreta quantità di vino non ha una gamma molto vasta di vini tipici che, praticamente, sono tre: il Montepulciano d’Abruzzo, vino a denominazione di origine controllata, il Cerasuolo d’Abruzzo (che non va confuso con i rosati classici, in quanto è ottenuto con una mescolanza di uve bianche e rosse) e il Trebbiano d’Abruzzo.

        Importanti e pregiati vini da taglio si producono a Pratola, Alanno, Torre de’ Passeri ecc. Alcolici e di buona qualità i vini bianchi dell’Ortonese e Pescarese; il Molisano produce vini di qualità e discreta finezza nella zona di Agnone e i cerasuoli  di Campobasso, piuttosto neutri. Da alcuni anni nella fascia litoranea che va da Giulianova alla riviera chietina si è molto diffusa la coltura delle  uve da tavola di  buona qualità e di notevole resa. I principali vitigni da cui provengono i vini rossi abruzzesi sono il Montepulciano, il Sangiovesel’Aglianico e il  Barbera; i vini bianchi da: Trebbiano,  Montonico, Greco, Malvasia e una varietà locale di Verdicchio, il colore de’ vini bianchi, l’alcolicità dei quali oscilla dagli otto ai tredici gradi, varia dal giallo paglierino al giallo dorato più o meno intenso; quello dei vini rossi varia dal cerasuolo al rubino intenso che tende al granato nei vini invecchiati.

         TREBBIANO (uve Trebbiano e altre locali): i tipi più pregiati sono quelli prodotti nelle province di Chieti e Pescara. Colore giallo paglierino più o meno intenso; sapore asciutto, sa­pido e gradevole; odore vinoso e fine; il tipo del Pescarese ha buona alcolicità.  Vino superiore da pasto e pesce; eccellente sui brodetti e sulle minestre asciutte condite con sugo di pesce. Gradazione alcolica 11,5-13°. Servire a 10-11°C.

        CERASUOLO (uva Montepulciano): ottimo il tipo prodotto nell’Aquilano. Colore rosso ciliegia, dalle delicate nuances e di particolare brillantezza; profumo elegante e pieno; sa­pore asciutto o leggermente amabile, caldo, morbido, di invitante beva. Ottimo vino per accompagnare minestre di forte sapore o formaggi tipo scamorza o caciocavallo. Gra­dazione alcolica 12-13°. Servire a 14-15°C.

         MONTEPULCIANO D’ABRUZZO (uve Montepulciano e Sangiovese nella misura massima del 15%): colore rosso rubino intenso con nuances violacee; tendenza al rosso mattone dopo invecchiamento; odore vinoso tenue e gradevole; sapore asciutto, morbido, sapido, un poco tannico; Gradazione alcolica 12-13,5°. Servire a 18-19°C. Il vino Montepulciano che viene immesso al consumo dopo due anni di invecchiamento a partire dal 1° gennaio successivo all’annata di produzione delle uve, può portare la qualificazione di «vecchio».

 Quattro i vini doc delle vigne molisane: Tintilia, Pentro di Isernia, Biferno e Molise

 

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